Scuole a rischio sismico, in Sicilia sette milioni di euro - QdS

Scuole a rischio sismico, in Sicilia sette milioni di euro

Michele Giuliano

Scuole a rischio sismico, in Sicilia sette milioni di euro

mercoledì 30 Ottobre 2019 - 06:00
Scuole a rischio sismico, in Sicilia sette milioni di euro

SI tratta degli “ex fondi di protezione civile”: appalto da aggiudicare entro 12 mesi. Risorse per interventi a garanzia della loro stabilità in caso di terremoti

PALERMO – Oltre 7 milioni di euro per le scuole siciliane per provvedere ad interventi di adeguamento alle norme antisismiche. Si tratta dei fondi ex Protezione civile, assegnati alla Regione siciliana con decreto dello scorso febbraio. Ad aggiudicarsi i fondi, diverse scuole tra i comuni di Ragusa, a cui vanno 2 milioni e 400 mila euro, Sant’Agata di Militello, a cui vanno un milione e mezzo di euro, Raffadali, che si aggiudica 3 milioni di euro, e Gioiosa Marea, a cui vanno 400 mila euro.

I lavori dovranno partire entro 12 mesi dal finanziamento e non devono eccedere i due anni dall’avvenuta aggiudicazione definitiva dell’intervento. Gli enti beneficiari potranno chiedere alla Direzione generale per gli interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l’istruzione e per l’innovazione digitale del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, un’anticipazione fino ad un massimo del 20% dell’importo di finanziamento.

Le restanti erogazioni sono disposte, dietro rendicontazione di eventuali somme già ricevute, direttamente dalla Direzione generale sulla base degli stati di avanzamento lavori o delle spese maturate dall’ente, debitamente certificati dal Responsabile unico del procedimento, fino al raggiungimento del 90% della spesa complessiva al netto del ribasso di gara. Il residuo 10% è liquidato a seguito dell’avvenuto collaudo o del certificato di regolare esecuzione.

Piccoli interventi che possono aiutare a sanare in piccola parte i problemi strutturali delle scuole siciliane, che non versano in buone condizioni nella stragrande maggioranza dei casi. Lo ha recentemente accertato Legambiente nel suo ultimo report sulle condizioni degli immobili scolastici: “L’indagine annuale sulla qualità dell’edilizia scolastica e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado – si legge – traccia un quadro poco confortante delle scuole italiane, ancora troppo poco sicure e lontane dagli standard di sostenibilità. Calcoliamo che il 65,1% degli edifici dei comuni capoluoghi è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e il 90,4% prima della legge in materia di efficienza energetica (1991). Non è un caso che nell’80% delle scuole isolane mancano delle certificazioni fondamentali come quello di agibilità, mentre il 73% mancano di quello di prevenzione incendi”.

Nella graduatoria finale dei comuni capoluogo, la Sicilia è relegata nella parte bassa della classifica, con Ragusa piazzata al 59° posto, Agrigento al 62°, Caltanissetta al 77° seguita subito a ruota da Palermo che si piazza in 78ª posizione. Fanalino di coda è Messina all’86° posto, mentre Trapani ed Enna sono escluse dalla graduatoria per incompletezza dei dati forniti, al pari di Catania e Siracusa che addirittura risultano proprio non pervenute.

“L’analisi effettuata da Legambiente – dice Claudia Casa, direttore di Legambiente Sicilia – restituisce un quadro a tinte fosche, veramente sconfortante, sullo stato del patrimonio edilizio scolastico regionale, alquanto datato ed in condizioni affatto rassicuranti. Siamo abbondantemente sotto media nazionale per le somme spese per quella straordinaria, cioè quella più urgente.

Fa eccezione Caltanissetta, che negli ultimi cinque anni ha investito sul 65% delle sue scuole. Significativo poi, ma in termini negativi, appare il dato che riguarda l’efficientamento energetico: solo il 7,9% degli edifici scolastici utilizza fonti rinnovabili, con Palermo e Ragusa che forniscono le migliori performance da questo punto di vista”.

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