“Se muore il Teatro Bellini, muore Catania”, protesta dei lavoratori, Regione sotto accusa - QdS

“Se muore il Teatro Bellini, muore Catania”, protesta dei lavoratori, Regione sotto accusa

Melania Tanteri

“Se muore il Teatro Bellini, muore Catania”, protesta dei lavoratori, Regione sotto accusa

venerdì 18 Ottobre 2019 - 00:02

L’assessore Barbara Mirabella: “La Città metropolitana si è mossa per dare un contributo consistente”

CATANIA – Sono scesi in piazza a protestare tra le note del Nabucco e dell’Inno di Mameli. Sono i lavoratori del teatro Vincenzo Bellini di Catania che hanno deciso di attirare l’attenzione con un flashmob per denunciare l’assordante silenzio intorno all’agonia dell’ente lirico catanese, in profonda crisi economica. E che potrebbe portare alla chiusura dell’Ente Lirico se la Regione non dovesse reperire le somme per l’istituzione culturale. Come spiegano i vertici regionali e nazionali della Uilcom, insieme alla segreteria della Uil Catania, che esprimono “grande preoccupazione e dolore”. “Il Teatro Bellini deve esistere e continuare a produrre cultura, senza se e senza ma – si legge in un comunicato diffuso dal sindacato. Questa è la battaglia dell’orgoglio e dell’identità cittadina, ma è anche una vertenza di rilievo nazionale”.

Sotto accusa il silenzio del governo regionale di fronte alla possibilità di fallimento dell’importante istituzione culturale. “L’assenza di una soluzione che garantisca i fondi necessari a tenere in vita un teatro storico, l’azzeramento dei contributi regionali, dovuto alla mancata approvazione della finanziaria regionale, non può essere accettabile da parte dei lavoratori e dei cittadini, non solo catanesi– proseguono I sindacalisti. Non può essere accettabile- aggiungono -che nel nostro Paese si spengano le luci di un luogo che rappresenta la cultura e l’identità, un patrimonio del territorio; tanto meno che dei lavoratori rischino di perdere la propria occupazione (ai precari del teatro è già accaduto, nonostante precedenti rassicurazioni) per un ‘intoppo’ istituzionale”.

Una vera e propria battaglia, sposata da tantissimi esponenti del mondo della lirica, ma anche registi, attori, semplici cittadini che, in queste ore, stanno pubblicando video e appelli per sostenere la vertenza dei lavoratori e chiedere alla politica di salvare il Massimo catanese. Tra loro volti noti come Guia Ielo, Pippo Pattavina, Tullio Solenghi ma anche il presentatore Salvo La Rosa, e la presidente dell’associazione Guide turistiche, Giusy Belfiore. “Una città senza teatro è una città morta” – sottolinea la Belfiore, sottolineando anche il danno dal punto di vista turistico – ed economico – che la chiusura del Bellini potrebbe causare.

Una preoccupazione espressa anche dal senato cittadino che, tramite i consiglieri Sebastiano Anastasi e Salvo Di Salvo, hanno chiesto la convocazione di una seduta straordinaria del consiglio comunale proprio per discutere della delicata questione. E dagli esponenti del Movimento 5 Stelle, la cui deputazione catanese ha lanciato un appello alla Regione, denunciando il silenzio del Governo sulla questione. “Un silenzio assordante, quello del governo Musumeci – scrivono – sul Teatro Massimo Bellini di Catania, in grave difficoltà finanziaria. Tutto questo è estremamente preoccupante, perché se il teatro sta vivendo l’ennesima crisi, la responsabilità è tutta in capo al governo regionale.

“Più volte e in maniera trasversale – sottolinea la deputata regionale Gianina Ciancio – si è data la piena disponibilità all’assessore Messina di votare il ripristino dei fondi per il teatro. Il governo regionale, per tutta risposta, ha fatto stralciare la norma nel collegato che consentiva di intervenire, facendo decadere di fatto tutti gli emendamenti”. Promettono nuova mobilitazione, anche a livello nazionale, fino a quando non arriveranno risposte.

“Ci stiamo muovendo su più fronti – proseguono i deputati – anche sollecitando il governo Conte, per cercare di mettere una toppa al disastro fatto dall’esecutivo regionale, purtroppo ampiamente previsto. Tutti i portavoce catanesi, a tutti i livelli, si stanno muovendo per risolvere la situazione. Ma ila giunta regionale deve dire che intenzioni ha, altrimenti ogni sforzo rimarrà vano”.

Preoccupazioni sposate dal Comune e dall’assessore alla Cultura, Barbara Mirabella. “Siamo solidali a tutti i lavoratori e siamo in costante contatto con il Governo regionale e l’assessore Messina, che aveva fatto la propria parte con alcuni emendamenti poi naufragati all’Ars – afferma. Siamo certi che la Regione non voglia la morte del teatro così come non la vuole la città di Catania e la Città metropolitana che infatti, grazie al sindaco Pogliese, si è mossa per dare un contributo consistente che non veniva stanziato da anni. La situazione è difficile – conclude – ma nostra intenzione è affrontarla e risolverla”.

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