Serve una scossa per l’Isola Sicilia: green, digitale e infrastrutture - QdS

Serve una scossa per l’Isola Sicilia: green, digitale e infrastrutture

Carlo Alberto Tregua

Serve una scossa per l’Isola Sicilia: green, digitale e infrastrutture

giovedì 06 Agosto 2020 - 00:00

Il progetto Iter da venti miliardi in Francia fa partire l’assemblaggio di un milione di pezzi per l’energia pulita e sicura. Pochi grammi di deuterio e trizio e due isotopi dell’idrogeno verranno messi dentro un contenitore metallico che si chiama Tokamak.
Dopo un processo che farà aumentare la temperatura del contenitore fino a 150 milioni di gradi, l’idrogeno si trasformerà in elio e una parte della sua massa verrà convertita in grande quantità di energia. L’acqua che scivolerà sulle pareti del Tokamak assorbirà tale energia e si trasformerà in vapore, che muoverà le turbine per produrre elettricità.
Una parte del mondo avanzato spinge verso il green, che non è solo energia, anche. Spinge inoltre verso l’estensione della rete digitale alla quale tutto il mondo potrà collegarsi. Essa, come infrastruttura immateriale, ha una forte funzione di traino nei confronti dell’economia, forse maggiore di quella che hanno le infrastrutture materiali, come autostrade e linee ad alta velocità.

Anziché continuare a creare nuovi pensionati giovani, di soli sessantadue anni, anziché mantenere un sistema pensionistico unico al mondo in cui ogni cittadino può avere più pensioni, come se avesse più vite, e anziché pensare a scialacquare risorse distribuendo assegni di cittadinanza o di emergenza a chi non ne ha bisogno; anziché avere questi comportamenti deleteri, il Governo dovrebbe pensare a destinare le risorse verso l’ambiente, l’energia, il digitale e le infrastrutture nel Sud, ove ve n’è una fortissima carenza, in quanto le risorse degli ultimi decenni sono state destinate in grande maggioranza al Nord.
Sembra che questo indirizzo stia entrando nella zucca degli improvvisati governanti italiani, ma intanto la Regione, per suo conto, può iniziare una programmazione seria nella direzione prima indicata.
Nella nostra Isola, c’è bisogno di tutte le cose dei settori indicati. Fra breve vi sarà disponibilità agli sportelli di Bruxelles dei 209 miliardi destinati al nostro Paese. Stolto sarebbe il Governo regionale se non cominciasse da subito a promuovere i progetti da parte delle istituzioni e dal mondo delle imprese per inviarli, dopo i rigorosi controlli in base ai regolamenti comunitari, a Bruxelles.
L’energia solare ed eolica e lo sfruttamento di quella proveniente dal sottosuolo potrebbero essere dei filoni da imboccare attraverso bandi pubblici, per invitare imprese nazionali, europee e mondiali a venire qui per l’attivazione.
Ovviamente, affinché l’attrazione abbia successo, è necessario offrire la cosiddetta fiscalità di vantaggio. Essa consiste nella riduzione di Ires e Irap, che darebbe la vera convenienza a insediare gli impianti qui, piuttosto che in altre regioni d’Europa.
La Regione dovrebbe anche ben chiarire nei bandi che tutte, ma proprio tutte, le autorizzazioni sarebbero concesse o negate entro trenta giorni, senza inutili rinvii che scoraggerebbero chi avesse voglia di fare impresa.
Per quanto concerne l’ambiente, ricordiamo ancora una volta i quattrocento siti ad alto rischio idrogeologico da mettere in sicurezza, nonché qualche centinaio di depuratori che vanno riattivati con la massima celerità.

Sulle infrastrutture c’è poco da dire. Sono stati fatti elenchi su elenchi, molte di esse hanno cominciato l’iter della gara, per altre sono state aperte i cantieri, ma nonostante ciò i risultati sono meno che modesti.
Quindi, non soltanto vanno tolti i ceppi ai meccanismi di realizzazione delle infrastrutture, ma vanno anche adottate procedure-lampo perché esse passino dall’ideazione alla realizzazione in tempi europei.
è superfluo elencarli per l’ennesima volta, in quanto i siciliani constatano con mano le necessità del territorio. Tuttavia vogliamo ricordare che le più importanti sono quelle che riguardano autostrade, strade e linee ad alta velocità e, per un altro versante, la ristrutturazione e messa a norma energetica e antisismica di tutti gli immobili pubblici, fra cui, con particolare urgenza, quelli utilizzati dalle scuole pubbliche.
Infine, il digitale, cioè quella rete immateriale che consente lo sviluppo civile e del business, cui va dato il massimo supporto per la rapida realizzazione.
La Regione si operi e guidi la rinascita della Sicilia. Ora. O sarà troppo tardi.

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