Sgominata un'articolata banda di spacciatori - QdS

Sgominata un’articolata banda di spacciatori

redazione

Sgominata un’articolata banda di spacciatori

mercoledì 20 Maggio 2020 - 12:25
Sgominata un’articolata banda di spacciatori

Vendevano droga anche ai minorenni. Quattro persone sono finite in manette, mentre altre tre sono state raggiunte dall'obbligo di dimora nel comune di residenza

I Carabinieri di Sciacca hanno sgominato una banda di spacciatori che vendeva droga anche a minorenni. Sono quattro le persone finite in manette. Altri tre sono stati colpiti dalla misura dell’obbligo di dimora nel comune di residenza.

L’operazione portata a termine dai militari dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Sciacca, “ha stroncato sul nascere – hanno sottolineato i Cc – una fiorente attività di spaccio di droga nel centro crispino. Nello specifico, un gruppo criminale composto da tunisini e da riberesi. I reati per cui devono rispondere sono, a vario titolo e in concorso, spaccio di sostanze stupefacenti, anche nei confronti di minorenni, estorsione e detenzione illegale di arma comune da sparo”.

Il blitz è avvenuto con l’impiego di una quarantina di Carabinieri. In tutto una decina di pattuglie dell’Arma, coadiuvate da due unità cinofile per la ricerca di sostanze stupefacenti e con il supporto di un elicottero, che ha seguito e controllato gli spostamenti degli obiettivi in ogni fase dell’operazione. L’esecuzione delle ordinanze, secondo gli investigatori “rappresenta la conclusione di una mirata attività d’indagine convenzionalmente denominata ‘Bazar’, svolta attraverso pedinamenti e intercettazioni, avviata nell’aprile 2019 dalla Tenenza di Ribera e coordinata dalla Procura della Repubblica di Sciacca, che, condividendo appieno le risultanze investigative, ha richiesto l’emissione delle odierne ordinanze al Tribunale, ufficio Gip”.

I militari hanno accertato “come il sodalizio criminale, composto per la maggior parte da extracomunitari di origine tunisina, con l’appoggio di alcune persone del posto, gestisse di fatto totalmente lo spaccio di sostanze stupefacenti di ogni tipo (marijuana, hashish e cocaina) per poi rivenderle a clienti locali, talvolta anche minorenni. Proprio in virtù della varietà dell’offerta di stupefacente, il nome ‘Bazar’ dato all’operazione”.

La sostanza veniva acquistata nella piazza di Palermo, per poi essere trasportata, appositamente celata in vani creati ad hoc delle auto nella disponibilità dei complici o mediante corrieri che si muovevano su autobus di linea. L’attività di smercio, avveniva dapprima con un contatto telefonico da parte dei vari acquirenti, che richiedevano tipo e quantità di sostanza stupefacente al pusher di riferimento. Lo stesso dava poi indicazioni sul luogo e l’orario dello scambio. Pusher e cliente si incontravano quindi in corrispondenza di qualche bar del centro storico, per poi effettuare il vero e proprio scambio in qualche vicolo secondario al sicuro da occhi indiscreti.

Il gruppo criminale “era in grado di soddisfare molteplici richieste, anche di quantitativi di sostanza stupefacente considerevole, riuscendo in un caso addirittura a ‘risarcire’ un cliente non contento della qualità della sostanza acquistata, sostituendola con un’altra di diverso tipo”

Il vertice del gruppo era costituito da due persone, entrambe di origine tunisina, le quali si occupavano di organizzare i viaggi verso Palermo per rifornirsi della sostanza, in base alle necessità dei clienti, incaricando di volta in volta i pusher di recuperare la droga e portarla a Ribera. Gli inquirenti stimano che il gruppo avesse un ricavo netto settimanale, conseguente alle varie cessioni di sostanza stupefacente, all’incirca di cinque/seimila euro.

L’indagine, hanno concluso i Carabinieri “ha permesso di appurare inoltre che, in un caso, uno degli spacciatori avrebbe costretto con violenza e minaccia un soggetto di Ribera a consegnare l’autovettura di proprietà a garanzia della somma di denaro dallo stesso dovuta per l’illecita cessione di stupefacente, facendo quindi configurare anche il reato di estorsione. Giova precisare infine come uno degli arrestati avesse anche nella propria disponibilità un’arma comune da sparo”.

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