Per fare il punto sui lavori per dotare la Sicilia di un sistema di depurazione adeguato, evitando inoltre il pagamento di salatissime multe all’Unione europea, abbiamo intervistato il commissario nazionale unico per la depurazione e il riciclo delle acque reflue, Fabio Fatuzzo, da poco riconfermato dal Governo guidato da Giorgia Meloni.
Commissario Fatuzzo 500 milioni di euro per la depurazione questa terra non li ha mai visti. Siamo sicuri che non si tratti dell’ennesimo annuncio senza seguito concreto?
“No, affatto. Abbiamo già assegnato lavori per 300 milioni e presto spenderemo altri 200 milioni per nuove opere. Entro tre anni dall’apertura dei cantieri il volto della Sicilia dal punto di vista ambientale cambierà radicalmente”.
Una delle piaghe maggiori riguarda l’area etnea dove insiste ancora il nodo del collettore fognario che, da Capo Mulini al depuratore di Pantano D’Arci, dovrebbe trasportare i reflui di migliaia di persone e consentire, finalmente, di liberare dall’inquinamento una delle aree più belle della nostra Isola. Abbiamo tentato di conoscere lo stato dell’arte dell’impianto ma sulla vicenda è calata una coltre di silenzio. Nessuno intende più parlare.
“C’è un certo silenzio, è evidente. Ma la novità più importante consiste nel fatto che entro il 31 ottobre, data ultima, non c’è stata alcuna presentazione di ricorso da parte della Sie avverso alla determina dello scorso 30 giugno dell’Ati idrico che ha revocato la convenzione ed estromesso il socio privato dalla gestione idrica della provincia”.
E questo cosa significa? Mano libera soprattutto sui lavori a Catania?
“Significa che andiamo avanti senza problemi. Posso anticipare che entro questa settimana o all’inizio della prossima mi incontrerò col sindaco Enrico Trantino, col dirigente e col presidente della Sidra per avviare la pianificazione e utilizzare anche i novanta milioni residui di fondi stanziati dal mio ufficio per la depurazione a Catania”.
A luglio ci aveva parlato di interventi per 30 milioni che sarebbero stati banditi da Sidra. La gara è andata a buon fine?
“Certamente. Gli uffici della Sidra sono in fase di verifica delle offerte presentate. E’ possibile che nelle prossime settimane tutto l’iter si concluderà. Per quanto riguarda i novanta milioni il mio obiettivo è utilizzarli per il depuratore di Pantano D’Arci”.
Per fare cosa?
“Per efficientarlo e metterlo in condizioni di trattare tutti i reflui che sarà necessario mandare per liberare anche la riviera acese dai reflui e consentire di attivare il collettore”.
Ma ancora oggi, nonostante 13 anni di lavori e mesi e mesi di discussioni, nessuno ha detto chiaramente chi dovrebbe gestire un’opera costata 20 milioni pubblici…
“Non essendoci stato il ricorso della Sie, ribadisco che il nostro obiettivo è andare avanti anche per quanto riguarda l’opera di Acicastello. Allo stato attuale, secondo i miei uffici, a gestire il collettore dovrebbe essere l’ente che lo ha realizzato, quindi la Regione”.
Commissario in tutta la Sicilia quali sono i progetti più importanti che stanno andando avanti.
“C’è l’impianto di Augusta per il quale al momento si attende l’udienza del Cga relativa all’appello di Aretusa acque contro il Comune di Augusta. Il tribunale si è riservato la decisione. Quindi aspetteremo di capire cosa disporrà. Sugli altri progetti posso comunicare che l’impianto di Vittoria, che riguarda depuratore e collettamento, andrà in gara in pochi mesi. Abbiamo inoltre in itinere impianti, già in gara, a Scordia, Militello e Palagonia. La settimana prossima metteremo in gara anche gli impianti di Adrano e Caltagirone. A Palermo e Trapani i progetti stanno andando avanti. L’unico neo riguarda alcune ditte affidatarie che sono fallite. Sul fronte peloritano, a Messina i lavori sono già cominciati. A Capo D’Orlando, Patti, e Gioiosa Marea le procedure sono in via di definizione. A Cesarò siamo già in gara. A Ragusa i lavori procedono. A Gela siamo in fase di realizzazione degli interventi, A Niscemi stiamo accelerando. Abbiamo bandito sino ad oggi 300 milioni di interventi. E presto stanzieremo altri 200 milioni”.
Quando si vedranno i primi risultati ambientali?
“Entro tre anni dalla consegna dei lavori”.
La sua struttura, oltre a occuparsi di depurazione, punta anche sul riciclo delle acque.
“Ho intenzione di portare avanti un piano di riciclo per portare l’acqua depurata al massimo livello e consentire di riutilizzarla per tutte le esigenze della società, per l’agricoltura, l’industria e anche per tutte le attività sociali, come la pulizia delle strade. Migliorando il livello dell’acqua depurata noi avremo la possibilità di avere enormi quantità di acqua riutilizzabili per fini sociali, risparmiando acqua potabile. Anche questa è una delle tante sfide del nostro futuro”.

