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Tasse, carovita e debiti: perché le famiglie siciliane fanno sempre più fatica

Tasse, carovita e debiti: perché le famiglie siciliane fanno sempre più fatica
Foto di Nathália Rosa su Unsplash, di repertorio

Questa la fotografia di Istat che, nel corso del suo elaborato, spiega come il reddito disponibile delle famiglie (siciliane e di tutta Italia) sia aumentato dello 0,4%, così come in aumento sono anche i consumi, oggi all’1.7%.

In tutto il Paese, Sicilia naturalmente compresa, durante il secondo trimestre dell’anno in corso la pressione fiscale è stata del 43,5%: un valore in aumento di mezzo punto percentuale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questa la fotografia di Istat che, nel corso del suo elaborato, spiega come il reddito disponibile delle famiglie (siciliane e di tutta Italia) sia aumentato dello 0,4%, così come in aumento sono anche i consumi, oggi all’1.7%.

In un contesto in cui si tende al risparmio, qualora fosse possibile (e riguarda soltanto il 6,7% dei casi, fattore in discesa rispetto allo scorso anno), ciò che si apprende da Istat – in estrema sintesi – è che il potere d’acquisto delle famiglie siciliane (e italiane, nessuno escluso) è diminuito dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Un fattore su cui riflettere, specialmente in un momento in cui il nucleo familiare italiano si indebita più del dovuto, toccando delle stime che valgono i vertici europei, ma in negativo.

Potere d’acquisto, la Sicilia continua a calare: peggio solo Umbria e Veneto

Alla situazione di potere d’acquisto che cala e debito che in media aumenta sempre di più su tutto il territorio nazionale (un rialzo che sfiora il 15% rispetto a più di dieci anni fa), la Sicilia – come spesso avviene – si piazza tra i casi peggiori d’Italia. In merito a spese e forza di acquisto infatti, sono tre le Regioni che perdono più di ogni altro nel trimestre appena passato: Umbria (la peggiore), Veneto e proprio la “nostra” Isola, con il suo -13.1% che pesa fortemente nei conti delle famiglie isolane.

Tutto ciò, come viene fotografato da Istat, avviene in un paradossale – ma dovuto – momento di netta crescita delle retribuzioni medie in Italia che però, con il carovita sempre più forte e una situazione debitoria vicina all’emergenza nel territorio locale e nazionale (Siracusa è la provincia con più debiti d’Italia), non porta letteralmente a nulla in merito a qualità della vita e potenziale spesa di acquisto.

In Sicilia la provincia più indebitata d’Italia: un trend che preoccupa, le possibili “soluzioni”

Sulla situazione debitoria in Sicilia e su tutto il panorama nazionale, il QdS.it ne aveva parlato con Paolo Zabeo di CGIA Mestre, CLICCA QUI e accedi al contenuto completo. Un trend certamente preoccupante quello messo alla luce dagli esperti, e che piazza Siracusa come la provincia peggiore d’Italia come indebitamento. Ma possiamo aspettarci una crescita ulteriore? A questa domanda, aveva risposto Zabeo: “Non è possibile fare una previsione puntuale, ma le condizioni che hanno alimentato questa crescita non sembrano in via di esaurimento: il costo del credito al consumo è ancora in salita (siamo passati da circa il 7,6% del 2021 a oltre il 10% negli ultimi anni), e – spiega ancora Zabeo – finché non si osserverà un riallineamento tra redditi e inflazione è plausibile attendersi che il ricorso al credito rimanga elevato”.

Ma quali sono gli strumenti che l’organizzazione sindacale consiglia per gestire il potenziale debito al consumo in famiglia? Possiamo sintetizzarli in qualche punto: 

  • Consulenza sul sovraindebitamento attraverso gli Organismi di Composizione della Crisi, previsti dalla normativa sul sovraindebitamento
  • Confronto attento tra le offerte di credito, con particolare attenzione al TAEG prima di firmare
  • Consolidamento dei debiti quando sono in corso più prestiti contemporaneamente, per ridurre il costo complessivo
  • Percorsi di educazione finanziaria di base, sia nelle scuole sia attraverso gli sportelli bancari.

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