Sicilia sempre più impresa blu. Secondo i dati del report di Assonautica Palermo, in collaborazione con l’Osservatorio sul turismo delle isole europee (Otie) l’Isola si colloca al terzo posto. Prevalgono i comparti dell’alloggio e della ristorazione, delle attività sportive e ricreative e della filiera ittica. E a farsi spazio in questo settore sono i giovani under 35.
Numeri che confermano di come la nautica rappresenti per la Sicilia una componente fondamentale dell’economia del mare e un’opportunità concreta di sviluppo per i territori costieri e per l’intera regione.
Sicilia, in crescita la domanda del turismo nautico
Sulla crescita dell’economia del mare in Sicilia ne abbiamo parlato col presidente dell’Osservatorio, il professore Giovanni Ruggieri con il quale abbiamo analizzato i numeri e in prospettiva individuato dove ancora l’Isola può migliorare.
“Aumenta la domanda di turismo nautico in Sicilia – osserva -. Oggi sono 60 le imprese che fanno charter nautico offrendo servizi di noleggio dell’imbarcazione. La vacanza in mare hanno attratto nuove attività spingendo all’introduzione servizi nautici e turistici. In crescita i giovani under 35 che decidono di investire in questo settore, bisogna incoraggiarli e formare”.
L’attività nautica si concentra soprattutto al nord della Sicilia. Il numero totale di imprese nel turismo nautico registrate è aumentato nel 2025 rispetto al 2024 di 7 unità, recuperando in parte la perdita di imprese tra il 2022 e il 2024. Palermo rimane la provincia con il maggior numero di imprese, pari a 103; Messina è la seconda, con 85. “A Trapani, Palermo e Messina sono le maggiori province dove si concentra l’attività nautica mentre il resto della Sicilia è ancora lontana dall’esprimere il giusto potenziale che dovrebbe – spiega il professore Ruggieri -, fatta eccezione per Marina di Ragusa. Su Catania, bene la parte dei Giardini Naxos ma non basta”.
La filiera nautica siciliana ha registrato nel primo trimestre del 2026 1.712 imprese, confermando una sostanziale stabilità della struttura imprenditoriale regionale. In aumento rispetto ai 1.671 nel 2025
La filiera nautica ha portato anche a un aumento dell’occupazione lavorativa. “Ci sono 162 imprese in più nel 2025 della Blue Economy che hanno imprenditori under 35, quindi maggiori giovani”. Nel Sud e nelle Isole è concentrata la maggior parte delle imprese under 35 (11.971). con un incremento di 38 nuove imprese rispetto al 2024, per la maggior parte a vocazione turistica (78,7%).
Crescono le imprese a conduzione femminile. Nel 2025, le imprese blu a guida femminile sono 56.811, pari al 22,4% del totale, un valore allineato a quello dell’economia nazionale (22,3%). In aumento anche le imprese a conduzioni familiari: “Parliamo di microimprese sotto i nove dipendenti”.
Patenti nautiche, aumento in Sicilia non solo per turismo
La Sicilia si distingue per i nuovi ingressi: con 1.887 nuove patenti (+1,3% sul 2024) è seconda in Italia, davanti a Lazio (1.838) e Campania (1.624). I nuovi rilasci rappresentano il 35,6% delle patenti siciliane, contro il 33% della media nazionale. Anche i rinnovi crescono (3.414, +13,5%), portando il totale regionale a +8,8%. “C’è stato un boom in Sicilia, soprattutto per quelle persone che prendono la patente allo scopo diportista – spiega Ruggieri -. C’è voglia di investire su questo settore. Necessità di avere più skipper e più imbarcazioni a livello turistico”.
Sicilia, i margini di crescita sono ancora ampi
Le sfide sono, secondo il professore Ruggieri sono due: “Le società di charter diventino da semplice ‘affitto di barche’ a vere e proprie crociere nautiche. Quindi integrare i servizi. Questo aumenterebbe il valore della filiera turistica. L’altra sfida per i territori, ovvero porti turisti sempre più attrezzati con servizi nautici e turistici integrati tra loro. Più i porti sono attrezzati maggiore è l’impatto nei territori”.
Importante per raggiungere questi obiettivi è la formazione: “Tutto passa da qui. Un affiancamento ai Comuni, ai porti, alle società. Una condivisione delle conoscenze tra le parti. Un ruolo importante l’ha anche l’informazione, uno ‘scambio’ con le altre isole per imparare e crescere. Si tratta di un processo lento, necessario di pazienza. Sia l’attività nautica che turistica potrebbero crescere ancora. Ci sono molti margini di crescita ancora”.
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