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Sicilia, il grido d’allarme per i centri dialisi: tariffe bloccate, ma boom di costi

Sicilia, il grido d’allarme per i centri dialisi: tariffe bloccate, ma boom di costi
Il grido d’allarme per i centri dialisi siciliani

I sindacati: “In tre anni di trattative abbiamo ottenuto solo il 4% di aumento delle tariffe: si è rimasti ancorati al 2004”

Le associazioni che raggruppano i centri di dialisi in Sicilia e che assistono oltre 4 mila pazienti lanciano un grido d’allarme. Gli enti, infatti hanno chiesto all’assessorato regionale alla Sanità “la convocazione urgente del tavolo per affrontare le questioni rimaste in sospeso e non più derogabil”.

“Solo il 4% di aumento tariffe negli ultimi 3 anni a fronte di costi insostenibili”

Per Ads, Adip,Ascea e Arcade i continui cambi di assessori, tre in quattro anni di legislatura, non hanno certamente facilitato il “raggiungimento di un accordo complessivo per soddisfare tutte le necessità dei centri di emodialisi”. Al neo assessore Marcello Caruso, che ha da poco preso in mano la delega alla Sanità, le associazioni ricordano che “in tre anni di trattative abbiamo ottenuto solo il 4% di aumento delle tariffe”. E si tratta di un incremento “assolutamente insufficiente”, sottolineano ancora i presidenti delle 4 sigle del sistema della dialisi privata Giuseppe Verde, Aurelio Trupia, Domenico Bevilacqua e Gaio Spata. “Basta solo un dato per rendersi conto della totale discrasia con la realtà – evidenziano le associazioni – L’ultimo adeguamento tariffario risale al 2004: da allora a oggi l’inflazione complessiva si attesta al 48,5%”.

“Urgono soluzioni per un settore fondamentale per la vita dei pazienti”

“La nuova rete nefrologica tanto discussa nel tavolo tecnico in assessorato ancora non si vede all’orizzonte – incalzano le associazioni – e l’assessore Caruso può finalmente trovare le soluzioni più adeguate rispetto alle necessità di un settore fondamentale per la vita dei pazienti, considerando anche che la Sicilia è uscita dal piano di rientro e che il governo Schifani, grazie a una gestione virtuosa delle finanze pubbliche, ha un avanzo di amministrazione di 5,2 miliardi di euro con una prospettiva di arrivare addirittura a 7 miliardi. Insomma le risorse ci sono, adesso ci aspettiamo volontà e scelte politiche nette”.

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