Secondo il Piano di assetto idrogeologico (Pai) della Regione Sicilia sull’isola circa il 76% delle coste è a rischio erosione, ma va aggiunto che il 32% di queste si trova in una area definita “a rischio molto elevato”, con pericolo strutturali per la pubblica incolumità che vive in edifici molti vicini al mare.
Catania e l’oasi del Simeto: spiagge sempre più a rischio
A Catania una delle aree che rischiano da qui alla fine del secolo di scomparire è l’oasi del Simeto che è stata più volte al centro di un accurato studio di Carmelo Monaco, professore di Geologia strutturale all’Università di Catania. Il docente da oltre 20 anni studia l’erosione della Plaia catanese e in particolare alla foce del Simeto ha riscontrato che “duecento metri di litorale sono scomparsi, inghiottiti dalle onde”. Le cause di questa incredibile erosione sono da addebitare a molteplici fattori. Monaco li elenca: “C’è il fenomeno della subsidenza di quest’area, la riduzione dell’apporto di sabbia e di sedimenti da parte dei fiumi bloccati a monte da dighe e sbarramenti artificiali e, inoltre, siamo in un periodo storico dove si registra anche un innalzamento dei mari”. Il docente, inoltre, riferendosi all’area della Plaia ricorda ancora che tutta quella zona della piana che si affaccia sul mare in passato era una palude. Quindi avverte che tutte quelle case costruite in prossimità della spiaggia in un futuro saranno invase dall’acqua e ci sarà poco o nulla da fare per salvarle.
Agrigento ed Eraclea Minoa: spiagge divorate dal mare
Ma in Sicilia non c’è soltanto il litorale catanese a soffrire nelle aree sabbiose come la Plaia. La fasce costiere sabbiose dell’agrigentino sono tra quelle più devastate dell’Isola e le più a rischio in un futuro non troppo lontano. Nel “Pai” su 140 chilometri di costa agrigentina, 104 sono considerati “ad alto rischio”. In particolare l’area di Eraclea Minoa ha vissuto una delle erosioni più evidenti dell’intera penisola, con la sparizione di decine e decine di metri di spiaggia. Altre aree fortemente a rischio sono quelle delle frazioni di San Leone e di Licata.
Mareggiate sulla costa ionica e tirrenica: le aree più esposte
Nella fascia tirrenica e ionica il rischio maggiore sono le violente mareggiate. Il ciclone Harry ha messo a nudo tutte le emergenze di una costa molto fragile. La devastazione di intere porzioni di Santa Teresa Riva, di Furci, di Letojanni ha talmente allarmato gli amministratori locali che adesso stanno studiando possenti barriere soffolte a difesa degli abitati. Anche nella zona tirrenica non si scherza. Le aree costiere maggiormente colpite sono quelle di Capo D’Orlando, Gioiosa Marea, Sant’Agata di Militello, Caronia, Patti. Per non parlare delle isole Eolie dove nell’ultimo decennio sono sparite molte spiagge suggestive come quella di Pollara. Sorvegliato speciale anche il lungomare di Acquacalda, frazione di Lipari. Esposto a nord è da anni flagellato da possenti mareggiate invernali. Solo adesso, dopo sei anni dal decreto di finanziamento, il Comune si accinge ad appaltare lavori di protezione.
Mondello, Carini e il litorale ragusano: cresce il rischio erosione
Se ci spostiamo nel tratto tirrenico del palermitano, Carini e Mondello sono le località “sorvegliate” con un rischio erosione molto elevato anche a causa dell’innalzamento dei mari. Nel trapanese, invece, sotto osservazione tutte le aree paludose delle saline e degli stagnoni. Nel ragusano massima attenzione ai tratti sabbiosi di Marina di Ragusa dove in passato opere scellerate di costruzione di porti turistici o barriere frangiflutti hanno spostato il problema erosione qualche chilometro più avanti, mettendo a rischio porzioni di coste tra Donnalucata e Scoglitti.
Erosione costiera in Sicilia: interventi e ripascimenti insufficienti
Alla Regione si studiano interventi tampone per cercare di affrontare la furia delle onde e bloccare un innalzamento dei mari che appare oggi irreversibile. Ma spesso le operazioni di salvaguardia cozzano contro progetti che non riescono ad avere i giusti risultati. è recente il ripascimento di Baia Portinenti a Lipari. Una spiaggetta suggestiva incastonata tra numerosi alberghi. La Regione due anni fa ha speso oltre due milioni. Poi è arrivato il ciclone Harry e dopo qualche mese altre mareggiate. E la spiaggia si è nuovamente ridotta a pochi metri.

