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La Sicilia nuota nella fogna: la costa catanese aspetta ancora un depuratore che non arriva mai

Il mare di Catania continua a essere al centro delle polemiche. Sui social network si moltiplicano i video girati dai bagnanti alla Playa, dove vengono documentate acque torbide e scie marroni a pochi metri dalla battigia. Immagini che alimentano il dibattito sulle condizioni del litorale etneo e si aggiungono alle numerose segnalazioni arrivate nelle ultime settimane da diversi comuni della costa ionica.

A rendere ancora più preoccupante il quadro sono i dati diffusi da Goletta Verde, la campagna di monitoraggio di Legambiente, che ha evidenziato criticità diffuse lungo la provincia di Catania.

Goletta Verde: costa etnea tra le più critiche della Sicilia

Secondo il report pubblicato da Goletta Verde, la qualità delle acque lungo la costa catanese presenta livelli di criticità significativi. L’associazione sottolinea che il 70% dei campioni analizzati sulle coste siciliane supera i limiti di legge e che oltre la metà risulta fortemente inquinata.

Tra i punti maggiormente sotto osservazione figura Aci Trezza, dove i monitoraggi continuano a evidenziare valori oltre i limiti già da diversi anni. Un dato che riaccende il dibattito sullo stato del sistema di depurazione e sulla necessità di accelerare gli interventi infrastrutturali.

Mare di Catania, un problema che pesa su turismo e cittadini

La situazione rappresenta un problema non solo ambientale, ma anche economico e turistico. Durante la stagione estiva migliaia di residenti e visitatori scelgono il litorale catanese, ma le continue segnalazioni sulla qualità dell’acqua rischiano di compromettere l’immagine della città.

Molti cittadini, inoltre, lamentano di essere costretti a spostarsi verso altre località della Sicilia per trovare acque considerate più pulite e idonee alla balneazione.

Depurazione ancora incompleta e lavori del collettore fermi

Alla base delle criticità continua a esserci il tema della depurazione delle acque reflue. L’Italia è da anni oggetto di procedure europee legate al mancato adeguamento degli impianti di depurazione in diverse aree del Mezzogiorno, tra cui la Sicilia.

Nel Catanese resta al centro dell’attenzione il collettore fognario, un’opera attesa da anni che dovrebbe contribuire a ridurre gli scarichi in mare. Tuttavia, il completamento e l’entrata in funzione dell’infrastruttura continuano a registrare ritardi, nonostante il passaggio della gestione del servizio idrico.

Nel frattempo, i sindaci dei comuni costieri continuano a chiedere un’accelerazione degli interventi. Tra questi anche il primo cittadino di Aci Castello, Carmelo Scandurra, che nelle ultime settimane ha ribadito la necessità di risolvere definitivamente una vicenda che incide sulla salute pubblica, sulla tutela dell’ambiente e sul futuro turistico dell’intera costa etnea.