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I sindaci corrono ai ripari, da Misilmeri ad Adrano le scuole chiudono

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I sindaci corrono ai ripari, da Misilmeri ad Adrano le scuole chiudono

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venerdì 07 Gennaio 2022 - 17:03

I primi cittadini dei comuni siciliani in zona arancione ma non solo hanno emanato ordinanze per prolungare la chiusura degli istituti scolastici: ecco l'elenco

La Regione ha dichiarato che altri 42 comuni dell’Isola passeranno in “zona arancione” da domenica, 9 gennaio, fino a mercoledì 19 gennaio compreso, come prevede l‘ordinanza firmata dal presidente Nello Musumeci. Nel frattempo, nel giorno dell’ufficialità del ritorno a scuola in Sicilia per il 10 gennaio, i sindaci dei comuni in zona arancione ma non solo hanno emanato ordinanze per prolungare la chiusura degli istituti scolastici.

I comuni dei Nebrodi

Con un’ordinanza emanata venerdì 7 gennaio il sindaco del comune di Sant’Agata di Militello ha disposto la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado, compresi asili nido pubblici e privati fino al 16 gennaio. Si rientrerà il 17. Saracinesche abbassate per circoli ricreativi e ludoteche. Questo il post pubblicato su Facebook dal primo cittadino della comunità messinese Bruno Mancuso: “Nei giorni scorsi si è registrato un ulteriore aumento dei soggetti positivi nel nostro comune. Pare che nessuno abbia una sintomatologia importante e non ci risultano persone ricoverate. L’incremento delle positività nei soggetti giovani e di età scolare ci ha indotti ad un differimento della ripresa delle lezioni in presenza, con attivazione della DAD, al 17 gennaio 2022, in attesa di valutare l’evoluzione dei contagi”.

Il Covid sta bersagliando anche altri comuni dei Nebrodi. I vari sindaci hanno deciso di rimandare il rientro a scuola come a Sant’Agata di Militello fino al 16 gennaio. Ecco l’elenco: Capo d’Orlando, Capri Leone, Frazzanò, Galati Mamertino, Longi, Militello Rosmarino, Mirto, San Marco d’Alunzio, Alcara Li Fusi, Tortorici, San Salvatore di Fitalia, Acquedolci, San Fratello, Caronia, Naso, Castell’Umberto, Torrenova e Ucrìa.

A Trappeto e Misilmeri

Nel palermitano sono due al momento i comuni che hanno disposto la sospensione delle attività didattiche. Il primo cittadino di Misilmeri, Rosario Rizzolo, con un’ordinanza chiude le scuole di ogni ordine e grado fino al 14 gennaio. A Trapeto invece, istituti scolastici chiusi fino al 22 gennaio. A deciderlo il sindaco Santo Cosentino: “Chiusura temporanea di tutte le scuole di ogni ordine e grado nel Comune dal 10 gennaio al 22 gennaio 2022”.

Scuole chiuse a Biancavilla e Adrano

Con una ordinanza da predisporre per ciascun Comune, i due sindaci di Adrano e Biancavilla Fabio Mancuso e Antonio Bonanno – hanno deciso di prolungare la chiusura delle scuole del territorio almeno fino al prossimo 15 gennaio. Il provvedimento è legato all’alto numero di contagiati nei due comuni e alla impossibilità, visto l’aumento esponenziale del virus, di attivare massicci controlli preventivi sul piano sanitario. Il personale sanitario che opera nei comuni del distretto sanitario è a ranghi ridotti a causa della positività riscontrata in circa metà del personale Usca in servizio. I due sindaci, inoltre, chiederanno al Presidente della Regione Siciliana l’istituzione della ‘zona arancione’.

Ecco il comunicato congiunto dei due sindaci: “Per le scuole dei nostri comuni – scrivono in una nota congiunta Mancuso e Bonanno – è difficile, se non impossibile, pianificare uno screening preventivo di ogni alunno prima del suo ingresso a scuola previsto per lunedì 10, per mancanza di tamponi dell’Asp di competenza. Nel nostro distretto sanitario va a rilento la campagna sui tamponi. In ciascun comune, stando alle segnalazioni fatte dai medici di medicina generale, sono centinaia e centinaia i casi di cittadini che aspettano una conferma da un test molecolare dopo essere risultati positivi al tampone rapido”.

“L’altissimo numero di positivi, – proseguono -inoltre, ha fatto saltare la tracciabilità. Queste criticità offrono un quadro non preciso, numericamente al ribasso, della situazione dei contagiati. A risentirne è anche la classificazione territoriale basata sulla colorazione giallo-arancione-rosso. Di qui la decisione di chiedere la ‘zona arancione’ alla Regione. In presenza di una situazione di rischio sanitario per centinaia di giovani studenti e per le famiglie a loro collegate, abbiamo deciso di chiudere le scuole fino al 15 gennaio. Per garantire il diritto allo studio si farà ricorso alla didattica a distanza. Valuteremo, sulla base dei dati, se sarà eventualmente necessario prorogare di un’altra settimana la chiusura”.

La richiesta di 15 sindaci del catanese

“L’attivazione di uno screening della popolazione scolastica di ogni ordine e grado, da effettuarsi entro domenica 9 gennaio per poter far ripartire le attività didattiche almeno in parziale sicurezza o, in ogni caso, se sarà necessario, il differimento dell’apertura delle scuole”. Sono le richieste avanzate al Governo regionale dai sindaci dei 15 Comuni del Calatino (Caltagirone, Castel di Iudica, Grammichele, Licodia Eubea, Mazzarrone, Militello, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia, Raddusa, Ramacca, San Michele di Ganzaria, San Cono, Scordia e Vizzini), a conclusione di una riunione svoltasi stamani al municipio di Militello.

“Vista la terribile esplosione pandemica – sottolineano i primi cittadini in una nota inviata al presidente Nello Musumeci, all’assessore della Salute Ruggero Razza, all’assessore dell’Istruzione Roberto Lagalla e ai vertici provinciali dell’Asp – , al fine di tutelare la salute delle nostre comunità, chiediamo all’Asp e alle istituzioni tutte l’attivazione dello screening della popolazione scolastica da effettuarsi entro domenica 9 gennaio, per poter far ripartire le attività didattiche, almeno in parziale sicurezza o, in ogni caso, se necessario, il rinvio dell’apertura delle scuole”.

“Altissima – aggiungono – la tensione e la preoccupazione per la fine delle vacanze natalizie e il ritorno tra i banchi di migliaia di ragazzi in un momento dove i contagi crescono in modo vertiginoso, peraltro in presenza di un disallineamento dei dati per la difficoltà di confermare ufficialmente molti positivi. La variante Omicron ha una contagiosità molto alta e, pertanto, c’è il serio rischio che, con il ritorno a scuola, i contagi possono moltiplicarsi ulteriormente”.

I sindaci si dicono pronti ad andare oltre: “In assenza dell’effettuazione dello screening – sostengono – o se sarà necessario, del differimento dell’apertura delle scuole, emetteremo ordinanze per la chiusura, almeno sino al 15 gennaio, dei plessi di tutte le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche o private. Abbiamo il dovere di tutelare la salute delle nostre comunità. Tra l’altro moltissimi dirigenti scolastici, attualmente più di 600 in Italia, tra cui diversi siciliani, hanno scritto al Governo nazionale chiedendo di optare per la Dad, addirittura fino al 31 gennaio prossimo, in quanto ritengono anch’essi che sia davvero difficile, in questa fase, garantire la massima sicurezza”.

“In questa difficile situazione – dichiara il sindaco di Caltagirone Fabio Roccuzzo – siamo chiamati ad assumere ogni iniziativa possa rivelarsi utile per frenare la diffusione del contagio e tutelare, così, la salute dei nostri concittadini.
Auspichiamo un intervento rapido ed efficace da parte del Governo regionale e delle autorità sanitarie, altrimenti saremo costretti ad assumere determinazioni ancora più forti per la salvaguardia delle nostre comunità”.

I sindaci siciliani a Musumeci, “Atto irresponsabile apertura il 10 gennaio”

Oltre 200 sindaci hanno partecipato in videoconferenza a una riunione urgente indetta dal presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, per fare il punto sulla ripresa delle lezioni. Già nei giorni scorsi l’Associazione dei comuni siciliani aveva manifestato preoccupazione per il dilagare dei contagi, sottolineando, in una nota inviata al presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, e all’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, la necessità di riprendere le lezioni in Dad. Dal confronto di questo pomeriggio, che ha registrato gli interventi di tutti i sindaci allarmati dall’elevatissima percentuale di positivi, è emersa “l’assoluta necessità di tratteggiare una linea comune in tutta l’Isola”, assumendo “tutte le precauzioni necessarie per evitare ulteriori contagi” con l’obiettivo di garantire la sicurezza sanitaria degli studenti e delle famiglie.  

“Ci troviamo di fronte a una situazione drammatica e al tempo stesso di incertezza che, purtroppo, non dispone di misure adeguate – sottolineano i sindaci -. Misure che il governo nazionale e la Regione siciliana devono assolutamente modificare. Tutto questo viene aggravato ulteriormente dal forte stato di stress cui sono sottoposte le strutture sanitarie. Bisogna, infine, garantire che la raccolta dei rifiuti speciali Covid non gravi sul bilancio del comune e venga gestita, per competenza, dalle Asp”. 

Dal dibattito in corso, facendo riferimento ai dati concreti che hanno fornito tutti i sindaci dell’Isola che hanno anche sottolineato come il tracciamento sia completamente saltato, è emerso un parere unanime: “L’apertura delle scuole in presenza a partire dal 10 gennaio sarebbe un atto irresponsabile. Non esistono, infatti, le condizioni minime di sicurezza e la possibilità da parte dell’Asp di fornire collaborazione adeguata alle autorità scolastiche”.

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