Home » Rubriche » Siciliani nel mondo » Quel legame tra la Sicilia e gli USA, la lunga storia di emigrazione e una cultura da raccontare: l’impegno della NIAF

Quel legame tra la Sicilia e gli USA, la lunga storia di emigrazione e una cultura da raccontare: l’impegno della NIAF

Quel legame tra la Sicilia e gli USA, la lunga storia di emigrazione e una cultura da raccontare: l’impegno della NIAF
In foto Robert Allegrini, presidente NIAF. Foto da Imagoeconomica

Il presidente NIAF Robert Allegrini al QdS.it: “I nostri membri sono sempre alla ricerca di una connessione con le loro terre d’origine, hanno sete di sapere”

Lo scorso anno ha festeggiato i suoi cinquanta anni di attività come “ponte” storico, culturale e sociale tra Italia e l’America settentrionale e da decenni costituisce un punto di riferimento anche per i siciliani che desiderano mantenere un legame con la propria terra d’origine pur vivendo negli Stati Uniti. La National Italian American Foundation (meglio nota con la sigla NIAF) offre ai suoi membri borse di studio, supporto materiale, eventi ma anche qualcosa di molto più importante: una connessione autentica che rafforzi il valore della comunità e della storia italo-americana. E siculo-americana, considerando la quantità importante di persone – anche celebrità – che negli Stati Uniti vantano origini siciliane.

Sicilia-USA, la comunità negli Stati Uniti

La NIAF – rivela al QdS.it il presidente Robert Allegrini – ha un seguito di più di mezzo milione di persone. “Sono migranti di diverse generazioni e ondate migratorie”, spiega. Nell’ambito della comunità italoamericana la componente sicula è “di dimensioni considerevoli”, spiega Allegrini.

Ottenere dei numeri specifici, considerata la complessa storia migratoria dalla Sicilia agli Stati Uniti e alle dinamiche odierne altrettanto particolari, è difficile. Tuttavia, ci sono alcuni dati che permettono di confermare l’importante presenza siciliana negli States. Nel lontano 2000 ben 85.175 persone dichiaravano di avere origini siciliane (Fonte: Census Bureau USA).

Sempre il Census Bureau statunitense, nei report relativi alle lingue più parlate in casa da cittadini di origini straniere negli USA, affianca la lingua italiana al siciliano. Indice che probabilmente, come dialetto regionale, il siciliano è tra i più parlati o almeno popolari.

Alla riscoperta delle origini

LA NIAF, specifica Allegrini, “non distingue tra siciliani e altri italo-americani”. La componente sicula, però, ha un peso specifico importante per il gruppo. La National Italian American Foundation ha 50 membri nel suo Board of Directors e in questa fase – spiega il presidente Allegrini al QdS.it – “molti di essi sono di origini siciliane”.

L’organizzazione è costantemente impegnata nella promozione dell’eredità storica e culturale italiana. “Investiamo più di un milione di dollari ogni anno in borse di studio, sovvenzioni e iniziative legate all’heritage travel (o turismo delle radici, una forma di viaggio intrapresa allo scopo di riscoprire le proprie origini culturali, ndr) per i giovani italo-americani. Mettiamo in campo diversi programmi e attività per tutelare e promuovere la cultura italiana negli Stati Uniti”, spiega Allegrini.

Chi ha origine italiana negli Stati Uniti è interessato alle proprie origini, che costituiscono spesso un vanto o quantomeno un elemento di interesse. Lo confermano le parole di Allegrini: “I nostri membri sono sempre alla ricerca di modi per ritrovare una connessione con le loro radici, le loro terre d’origine e la lingua italiana. Molti mirano alla doppia cittadinanza. Hanno sete di sapere di più della ricchezza della loro cultura, della loro storia, della loro musica, della loro arte. Molti conoscono la cucina italiana e la connessione con la Chiesa cattolica. Ma apprezzano anche sapere di più sull’Italia contemporanea in tutta la sua gloria”.

Il protocollo con il MIM

La National Italian American Foundation punta a far conoscere la storia degli italiani arrivati negli Stati Uniti. Una storia che ha coperto diversi decenni e coinvolto milioni di persone (più di quattro milioni stimati solo dal 1880 al 1920), fatta di sfide, intraprendenza e sacrifici che in alcuni casi si sono tradotti in storie di successo. E una storia che, purtroppo, in diversi suoi aspetti non è molto nota. Né in Italia né negli Stati Uniti.

Per mantenere fede alla propria missione, la NIAF ha siglato lo scorso 12 ottobre un Protocollo d’Intesa con il Ministro dell’Istruzione e del Merito. Robert Allegrini e il ministro Giuseppe Valditara hanno sottoscritto un accordo con il progetto di promuovere la conoscenza della storia dell’emigrazione italiana. Quell’emigrazione di cui i siciliani sono stati grandissimi protagonisti.

Per Allegrini si tratta di un passo molto importante, perché “non solo in Italia, ma in tutti i paesi, gli studenti non studiano storia abbastanza, secondo il mio punto di vista, e questo è un episodio di storia molto importante, perché è la storia della loro popolazione, del trasferimento e di come gli italiani hanno fatto bene in America”.

La NIAF – nell’ambito dell’intesa, della durata di tre anni – si impegna a promuovere “lo scambio di buone pratiche educative sui valori della cultura italiana e la diffusione della lingua, dell’istruzione e della creatività del Made in Italy“. Il Ministero, dal canto suo, opererà per prevedere insegnamenti, seminari, convegni e attività per la promozione delle eccellenze italiane e per permettere ai giovani di conoscere la “coraggiosa e resiliente storia dell’emigrazione italiana nelle Americhe”.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram