Home » Chi dice donna dice tanto » I sindaci italiani contro i femminicidi: l’Anci raccoglie l’appello del padre di Lorena

I sindaci italiani contro i femminicidi: l’Anci raccoglie l’appello del padre di Lorena

I sindaci italiani contro i femminicidi: l’Anci raccoglie l’appello del padre di Lorena

Da Anci l’impegno ad avviare su tutto il territorio nazionale nuove iniziative di sensibilizzazione facendo rete e mettendo a sistema le buone pratiche e le esperienze già maturate dalle Amministrazioni locali

ROMA – “Il rischio che abbiamo nel nostro Paese, visto quanti femminicidi ci sono, è quello della normalizzazione. Invece non solo dobbiamo far sentire la nostra voce, ma partire da questi momenti per continuare a mettere in campo sempre più politiche di prevenzione, perché questi fatti non accadano più”. Così si è espressa la sindaca di Firenze, Sara Funaro, in occasione del presidio “Insieme per Lorena Isceri”, svoltosi nei giorni scorsi nel quartiere fiorentino dove viveva la 45enne uccisa dall’ex fidanzato Federico Vella. All’iniziativa, cui hanno preso parte oltre mille persone, hanno preso parte anche la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, delegata nazionale Anci alle Pari opportunità, e la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, insieme a numerosi sindaci e amministratori locali.

Femminicidi in Italia, l’appello dei sindaci alla prevenzione

Funaro ha richiamato anche la responsabilità delle istituzioni davanti ai primi segnali di violenza: “Quando percepiamo anche lontanamente un segnale di violenza, che sia verbale o di qualsiasi altro tipo, dobbiamo condannarlo e fermarlo”. E, raccogliendo l’appello del padre di Lorena, ha sottolineato la necessità che l’educazione affettiva diventi “una prassi consolidata in tutte le scuole in tutta Italia”.

“La violenza di genere – ha affermato Ferdinandi – non è mai un fenomeno privato ma sociale. È un dovere e una responsabilità essere presenti davanti a un femminicidio che scuote e ferisce le nostre comunità e quindi la nostra democrazia”. La delegata Anci ha chiesto poi alla politica di raccogliere l’appello del padre di Lorena e di “parlare con una sola voce”.

Violenza contro le donne, la responsabilità delle istituzioni

Al termine del presidio, la sindaca Carnevali ha affidato ai suoi canali social un appello contro la cultura del possesso: “Non chiamiamolo amore, né passione né follia. La violenza nasce dal possesso, dal controllo, dalla pretesa di decidere della libertà e della vita dell’altra. Trasformiamo l’attenzione della cronaca di questi giorni in una scelta di civiltà per sconfiggere questa barbarie sociale”.

“Fate in modo che non accada più”. Ha chiesto Franco, il papà di Lorena Isceri, alle istituzioni. Un appello lanciato alla politica per compattarsi, lavorare nelle scuole, rafforzare i Centri antiviolenza e gli strumenti per prevenire tragedie come quella che hanno colpito la sua famiglia. Parole che i sindaci italiani hanno deciso di non far cadere nel vuoto.

I sindaci italiani uniti contro la violenza di genere

“Insieme alla sindaca di Firenze, Sara Funaro – ha detto il primo cittadino di Bologna, Matteo Lepore – abbiamo deciso di proporre ai colleghi sindaci metropolitani nelle prossime settimane un’iniziativa congiunta e di riunire il coordinamento Anci. Bologna e Firenze sono legate da un accordo di collaborazione e come altre città sostengono Centri antiviolenza, iniziative nelle scuole, percorsi di educazione all’affettività e alla consapevolezza nelle relazioni, le case di recupero per gli uomini che hanno agito violenza. Vogliamo mettere queste esperienze a disposizione del Paese e costruire insieme ai nostri colleghi nuove iniziative”.

“Davanti a un femminicidio – ha aggiunto Lepore – non basta più contare le vittime, indignarsi e poi tornare alla normalità. Quest’anno sono già 34 le donne uccise. Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, una comunità. E allora dobbiamo ascoltare le parole di Franco Isceri e fare della sua richiesta una responsabilità politica: unità, prevenzione, educazione e strumenti concreti per fermare la violenza”.

Anci, i Comuni raccolgono l’appello del papà di Lorena

A confermare l’impegno dell’Anci sono stati anche Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e presidente della Commissione Pari opportunità dell’Associazione dei Comuni, e la già citata Vittoria Ferdinandi: “I sindaci italiani ci sono. Sono uniti e raccolgono l’appello del papà di Lorena. Di fronte alla violenza contro le donne non ci sono divisioni politiche: c’è una responsabilità comune e una battaglia che dobbiamo condurre insieme, ogni giorno, nei nostri territori. Condividiamo fino in fondo le parole di Franco, che nel momento più doloroso della sua vita ha trovato la forza di chiedere alla politica di unirsi, di investire nell’educazione dei giovani e di rafforzare la rete di protezione. Il suo appello non può cadere nel vuoto. Noi sindaci lo raccogliamo e lo trasformiamo in un impegno concreto: non ci voltiamo dall’altra parte, non lasciamo sole le donne, non ci arrendiamo alla violenza”.

“I Comuni – hanno aggiunto Di Giuseppantonio e Ferdinandi – sono il presidio istituzionale più vicino alle persone. Noi sindaci abbiamo il dovere di esserci prima che la violenza diventi tragedia, attraverso la prevenzione, l’educazione, l’ascolto e il sostegno. ‘Mai bandiera bianca’, la campagna nazionale promossa dall’Anci insieme al Dipartimento per le Pari opportunità, rappresenta questa scelta: l’86,9% dei Comuni capoluogo realizza progetti di prevenzione nelle scuole. Dietro questi numeri ci sono amministratori e comunità che ogni giorno fanno la loro parte. Come sindaci italiani raccogliamo l’appello di Franco e lo rivolgiamo a tutto il Paese: restiamo uniti, non lasciamo sola nessuna donna, non giriamo lo sguardo davanti alla violenza”.

“Facciamo della prevenzione – hanno concluso i due rappresentanti dell’Anci – una responsabilità quotidiana e della tutela delle donne un impegno di tutti. Per Lorena, per suo padre Franco, per tutte le donne: nessun passo indietro. Mai bandiera bianca”.

Anci, nuova rilevazione sulla violenza di genere nei Comuni

Operativamente, l’Anci ha avviato una nuova rilevazione rivolta a tutti i Comuni italiani per raccogliere dati aggiornati, buone pratiche e proposte operative sul contrasto alla violenza di genere. La ricognizione si inserisce nelle attività già avviate nell’ambito della campagna “Mai bandiera bianca” e punta a valorizzare il lavoro svolto nei territori, rafforzare la rete tra le Amministrazioni e raccogliere indicazioni utili per le prossime iniziative a livello locale e nazionale.

Attraverso il questionario online i Comuni potranno confermare la partecipazione alla campagna e segnalare le attività già promosse, condividere esperienze e progetti territoriali e formulare suggerimenti e proposte per future azioni di prevenzione e contrasto. La rilevazione consentirà inoltre di aggiornare il “Dossier sull’impegno dei Comuni italiani per la parità e contro la violenza di genere”, che nella precedente ricognizione aveva evidenziato una presenza dei Centri antiviolenza nell’88,5% dei Comuni capoluogo e una spesa complessiva dei Comuni di quasi 26 milioni di euro nel 2022 destinata a Cav e case rifugio.

Sulla base delle informazioni raccolte, Anci promuoverà nei prossimi mesi ulteriori iniziative di sensibilizzazione, prevenzione e contrasto, mettendo a sistema le esperienze maturate dalle Amministrazioni locali.