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Isola flagellata dagli incendi, Anci Sicilia al QdS: “Serve la prevenzione. Ecco cosa fare”

Isola flagellata dagli incendi, Anci Sicilia al QdS: “Serve la prevenzione. Ecco cosa fare”

Paolo Amenta: “Alla Regione chiediamo un confronto a breve, un tavolo tecnico, per scrivere le nuove regole di prevenzione”

Gli incendi nelle ultime settimane hanno flagellato tutta la Sicilia. Numerosi sono stati, infatti, i roghi che hanno causato ingenti danni su tutto il territorio dell’Isola, si pensi a Taormina, provocando anche la tragica perdita di giovani vite, come Salvatore Giglia, morto a soli 26 anani avvolto dalle fiamme nel tentativo di salvare la sua abitazione e la propria terra a Ciminna.

Gli ultimi incendi, dunque, ripropongono con urgenza il tema della fragilità dei nostri territori e della capacità complessiva del sistema istituzionale di prevenire e fronteggiare fenomeni che mettono a rischio l’ambiente, le attività economiche, le abitazioni e, soprattutto, la sicurezza delle persone.

Il presidente Anci Sicilia Amenta al QdS: “Serve rinforzare la prevenzione”

“La parola d’ordine è prevenzione”. Questo il monito lanciato dal presidente Anci Sicilia, Paolo Amenta, intervenuto ai microfoni del Quotidiano di Sicilia proprio per fare il punto sui roghi che hanno e stanno flagellando, ormai quotidianamente, l’Isola con l’alzarsi delle temperature.

“Gli eventi di queste settimane impongono di rafforzare soprattutto la prevenzione. Non possiamo intervenire soltanto quando l’emergenza è già in corso. Pur facendo sforzi enormi e per questo ringraziamo sempre lo straordinario lavoro della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, di volontari e di tutte le parti in causa, non esiste in Sicilia un piano preventivo“, sottolinea Amenta.

“Parlo di diversi ambiti. Va messo ordine dal punto di visto normativo a proposito ad esempio del trasferimento del bestiame in tutta la Sicilia, bisogna scrivere regole nuove. Vanno autorizzati tenendo conto della grandezza dei terreni in base al numero degli animali. Sottovalutiamo, inoltre, da anni quante strade provinciali non siano pulite sui cigli, con raccolta di acque nelle caditoie. Ciò favorisce la crescita di folta vegetazione che di conseguenza permette ai piromani di appiccare dolosamente e facilmente fuoco. Chiediamo più controlli nei terreni demaniali. È evidente, infine, il tema dei controlli satellitari in modo da tenere sin da subito una potenziale situazione incendiaria sotto controllo e poter, in modo capillare, esercitare azioni di tipo preventivo”.

Lotta agli incendi: “Serve azione comune tra Regione, Province e Comuni”

Cosa si può fare, dunque, per poter creare questo sistema preventivo?

Amenta è lapidario: “Serve un’azione comune tra Regione, Province e Comuni. Il catasto degli Incendi deve essere messo a disposizione di ogni Comune affinché si possa vedere quali terreni possano essere sede o meno di determinate attività. Occorre mettere in sicurezza i siti, capire come rafforzare i Comuni sul territorio in materia di sicurezza. Oltre che, naturalmente, rimpolpare le piante organiche dei vari Municipi, il cui personale è da anni ormai ridotto all’osso, ben al di sotto della soglia di legge. Adottare tutte queste misure è fondamentale al fine di evitare il sacrificio di vite umane tra autorità e civili, come purtroppo accaduto a Ciminna”.

“Chiediamo alla Regione un tavolo tecnico urgente per discutere dell’emergenza incendi”

Il presidente Anci Sicilia, Paolo Amenta, chiede dunque al governatore Renato Schifani e a Palazzo d’Orlenas un confronto a brevissimo per iniziare a porre le basi di un futuro che possa essere meno emergenziale e più preventivo degli incendi: “Alla Regione chiediamo un confronto a breve, un tavolo tecnico, per scrivere le nuove regole di prevenzione che ci permettano di poter fronteggiare in futuro casi di incendi avendo tutti gli strumenti indispensabili a disposizione”.

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