Home » Fatti dall’Italia e dal mondo » Sparatoria vicino la Casa Bianca, ferita una persona durante un evento di Trump

Sparatoria vicino la Casa Bianca, ferita una persona durante un evento di Trump

Sparatoria vicino la Casa Bianca, ferita una persona durante un evento di Trump
Donald Trump, foto Adnkronos

Da chiarire le circostanze degli spari

Paura vicino alla Casa Bianca dove ci sono stati degli spari nei pressi del monumento Washington Dc. Le forze dell’ordine americane hanno sparato a una persona ferendola, secondo quanto riferito dal Secret Service. Da chiarire le circostanze della sparatoria avvenuta all’incrocio tra la 15th Street e Independence Avenue.

La sparatoria durante un evento del presidente Trump

Non si conoscono al momento le condizioni della persona ferita. Le forze di sicurezza, riferisce il Times of Israel, raccomandano “di evitare la zona, poiché i soccorsi stanno intervenendo sul luogo della sparatoria, non lontano dalla Casa Bianca“, dove il presidente degli Stati Uniti Donald Trump stava tenendo un evento con gli imprenditori. La Casa Bianca “è stata brevemente isolata mentre le autorità indagavano sull’accaduto. I Servizi Segreti hanno fatto entrare i giornalisti che si trovavano all’esterno nella sala stampa e Trump ha continuato il suo evento senza interruzioni”.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Medio Oriente, le ultime notizie

Prima i presunti missili di Teheran contro la nave da guerra USA (notizia smentita dalle autorità statunitense), poi l’attacco al sito industriale petrolifero di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, internazionalmente condannato e attribuito all’Iran. Questi i primi passi della nuova escalation che sta travolgendo l’area del Golfo. Il cessate il fuoco è ormai appeso a un filo, con gli Emirati già in massima allerta e Israele attento osservatore di ogni mossa. Gli Stati Uniti continuano a sottolineare il vantaggio rispetto a Teheran, mentre i Pasdaran negano qualsiasi negoziato in corso sul dossier nucleare. Nessun progresso sul fronte Stretto di Hormuz, anzi: i nuovi atti di violenza che rischiano di mandare all’aria gli sforzi diplomatici delle ultime settimane arrivano proprio da lì.

C’è poi il Libano, dove di fatto il cessate il fuoco non è mai veramente entrato in vigore. Nonostante i proclami e gli auspici degli Stati Uniti, il presidente del Libano Joseph Aoun e il premier israeliano Benjamin Netanyahu non si incontrano. E non trovano neanche un punto di accordo. Continuano, soprattutto nel Sud del Libano, i raid contro Hezbollah. L’emergenza umanitaria è sempre più forte.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram