Statuto di Taormina Arte troppo palermocentrico - QdS

Statuto di Taormina Arte troppo palermocentrico

Massimo Mobilia

Statuto di Taormina Arte troppo palermocentrico

mercoledì 02 Dicembre 2020 - 00:01
Statuto di Taormina Arte troppo palermocentrico

Il via libera al documento è stato rinviato proprio a un passo dall’approvazione definitiva. Contestata la scelta di destinare al Comune una posizione minoritaria nel futuro Cda

TAORMINA (ME) – Quando il Comune stava per avviarsi all’atto conclusivo per il riconoscimento giuridico della Fondazione Taormina Arte, ecco materializzarsi l’ennesimo rinvio. L’approvazione dello Statuto in Consiglio comunale doveva chiudersi, infatti, nell’ultima seduta del 24 novembre. Si è riacceso il dibattito, invece, tra maggioranza e opposizione, su alcuni punti riguardanti la posizione di Palazzo dei Giurati all’interno del sodalizio, a tal punto che si è deciso, di comune accordo tra le parti, di rinviare il punto e di convocare in audizione il commissario regionale, Bernardo Campo.

Nella costituenda Fondazione, nata dall’esclusivo binomio tra Taormina e la Regione siciliana, è stata contestata, in particolare, la scelta di destinare al Comune una posizione minoritaria all’interno del futuro Consiglio di amministrazione. Dei cinque componenti previsti dallo Statuto, la Perla dello Ionio avrebbe, a suo favore, soltanto la presidenza del Cda, storicamente spettante al sindaco di Taormina. Quest’ultimo avrebbe poi la facoltà di proporre una terna di nomi (tra esperti di cinema, teatro e musica) per un secondo componente, che verrebbe comunque scelto dall’assessorato regionale al Turismo, a sua volta già di titolare di altre due posizioni. La Regione completerebbe il consiglio con un altro componente, di nomina dell’assessorato ai Beni culturali.

Si è tornati così a parlare di Fondazione “palermocentrica” e di uno Statuto da aggiustare. Istanze che hanno portato il commissario Campo, dopo un confronto in Commissione consiliare, a ritirare ufficialmente lo statuto, che sarà sottoposto a riesame.

Una doccia fredda in un percorso che, dopo anni di attese, era giunto ormai al passo finale. Sulle modifiche riguardanti il Cda, tra l’altro, sembrano esserci pochi margini di intervento se si considera che la normativa sulla spending review non permette di aumentare il numero a sette componenti, come avevano proposto i consiglieri di opposizione, per dare più spazio a Taormina aggiungendo pure tre direttori artistici esterni. Invece di aumentare le poltrone, è più probabile che vengano modificate le gerarchie di spartizione tra gli enti.

L’allungarsi dei tempi non sembra trovare d’accordo il sindaco di Taormina, Mario Bolognari, che nel corso del dibattito in Aula aveva lanciato un appello ai consiglieri comunali affinché si votasse il documento così com’era, in quanto figlio di un percorso condiviso con la Regione sin dall’ultima revisione alla bozza del 2018, quando era già stato coniato l’aggettivo di fondazione “palermocentrica”. Una perdita di tempo inutile e pretestuosa, secondo il primo cittadino, visto che l’ultima delibera regionale prescinde dall’approvazione in Consiglio nella Perla. Di fronte agli ultimi dubbi, il commissario Campo ha voluto invece lasciare aperto il dialogo, ritirare lo statuto e rivedere alcuni aspetti tecnici che possano far camminare Regione e Comune a braccetto nella nuova Fondazione.

Del resto, con la storica uscita di scena di Messina, sia come Ente comunale, sia nelle vesti di Città Metropolitana, il vecchio Comitato di TaorminaArte ha già sperimentato nell’ultimo anno la nuova formula di duopolio tra Comune di Taormina e Regione siciliana. Sono stati loro, sin ora, a rappresentare gli unici soci costituenti della Fondazione – registrata per questo col nome TaoArte Sicilia – e a decidere insieme sulle proposte culturali della kermesse. Insieme era stato allestito il cartellone di eventi del Natale 2019, suddiviso tra location di Taormina e Palermo. Insieme si è proseguito nel corso dell’ultimo anno a proporre una kermesse estiva di riguardo, nonostante le difficoltà dovute al Covid, e a lasciare in mano a Videobank l’organizzazione della rassegna cinematografica.

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