La Fondazione Taormina Arte Sicilia quasi pronta - QdS

La Fondazione Taormina Arte Sicilia quasi pronta

Massimo Mobilia

La Fondazione Taormina Arte Sicilia quasi pronta

mercoledì 04 Novembre 2020 - 00:01
La Fondazione Taormina Arte Sicilia quasi pronta

Si dovrebbe concludere nel giro di pochi giorni il lungo iter di trasformazione dell’organismo culturale. Tra le prime sfide da affrontare, l’organizzazione degli eventi 2021 e il rilancio post pandemia

TAORMINA (ME) – La nuova Fondazione Taormina Arte Sicilia è pronta per diventare realtà. Con la consegna dello schema di revisione complessiva delle norme statutarie da parte del commissario straordinario, Bernardo Campo, sta per finire infatti il lungo processo di trasformazione del sodalizio culturale, da Comitato di Enti consorziati a una vera e propria Fondazione.

Un processo non privo di difficoltà – seguito passo dopo passo da queste colonne – caratterizzato soprattutto dall’uscita di scena della città di Messina e dal rafforzamento del duopolio Taormina-Palermo, nella stretta collaborazione tra Comune della Perla e Regione Siciliana, affinché la riforma arrivasse a compimento senza ripensamenti. La deliberazione sottoscritta da Campo il 26 ottobre è adesso al vaglio di Palazzo dei Giurati, verrà discussa in Consiglio comunale e poi, dopo l’approvazione, sarà pronta per essere infine formalizzata dall’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo.

L’iter è seguito da vicino dal segretario generale di TaoArte, Ninni Panzera, e non dovrebbe trovare intoppi considerando la vicinanza d’intenti che sin ora ha accomunato l’Amministrazione del sindaco, Mario Bolognari, l’assessore regionale al Turismo, Manlio Messina, e il commissario Campo.

Come detto, caratteristica principale della trasformazione da Comitato a Fondazione è stata l’uscita di scena del Comune di Messina e dell’ex Provincia, oggi Città Metropolitana, per volere specifico del sindaco Cateno De Luca, che ha sempre considerato il sodalizio un inutile spreco di soldi pubblici. Le casse messinesi vi partecipavano con una quota annuale di circa 120 mila euro. Un decreto sindacale aveva sin da subito estromesso la Provincia dalla partecipazione alla nuova fondazione. Poi, anche il Comune si è chiamato fuori, facendo cadere nel vuoto le continue sollecitazioni da parte del commissario, affinché partecipasse al fondo di dotazione per continuare a ritenersi soci. Così, dopo oltre mezzo secolo di collaborazione, già la scorsa estate Bernardo Campo ha dovuto prendere atto della definitiva fuoriuscita di Messina. Dal canto suo, Cateno De Luca ha dichiarato di voler dar vita alla Fondazione Zancle, per rilanciare il brand culturale di Messina, in collaborazione con il Teatro Vittorio Emanuele, il Conservatorio Corelli e tutte le associazioni musicali e teatrali peloritane. Un’idea accompagnata dal progetto di realizzare un Teatro dello Stretto, presso la Real Cittadella d’accordo con l’Autorità portuale e la Sovrintendenza.

Si è materializzata dunque una TaorminaArte più vicina non soltanto a Palermo, ma anche alle realtà catanesi cui guarda soprattutto per ricercare collaborazioni private, come quella già esistente e feconda con Videobank, la società etnea di mediaservice organizzatrice del Festival del Cinema fino al 2022. L’autoesclusione di Messina e la contestuale approvazione delle nuove norme statutarie, non compromettono, infatti, la possibilità che la Fondazione Taormina Arte Sicilia possa accogliere nuovi soci, come più volte dichiarato anche da Campo. Condizione essenziale è ovviamente la partecipazione al fondo di dotazione, ovvero la destinazione di un bene immobile nelle disponibilità del sodalizio. A farsi avanti negli ultimi tempi è stata, ad esempio, l’Unione dei Comuni Taormina-Naxos, l’ente che riunisce oltre ai Comuni di Taormina e Giardini Naxos anche Letojanni, Castelmola, Mongiuffi Melia e Gallodoro. Ma la strada è ancora lunga.

Passaggio essenziale adesso è che il nuovo statuto arrivi a compimento in tempo per organizzare gli eventi del 2021 che dovranno essere, per forza di cose, strategici a supporto della stagione del rilancio post pandemia. Del resto, TaoArte ha dimostrato anche quest’anno di riuscire a sopravvivere, pur tra le mille difficoltà dell’emergenza sanitarie, proponendo un cartellone di trenta eventi accessibili a capienza ridotta e con un’edizione del Filmfestival svoltasi in gran parte in streaming.

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