Milano, 30 apr. (askanews) – Stellantis torna in utile nel primo trimestre e conferma la guidance, ma crolla in Borsa per i dubbi del mercato sulla sostenibilità del recupero in Nord America. A pesare sono il margine della regione inferiore alle stime, nonostante il contributo, una tantum, dei rimborsi attesi sui dazi Usa, circa 400 milioni di euro, che ha sostenuto i risultati del trimestre. In Europa allargata, intanto, la redditività è scesa quasi a zero, nonostante la crescita delle consegne. In Borsa il titolo ha chiuso in calo di oltre il 6% a 6,2 euro.
I ricavi netti sono aumentati del 6% a 38,1 miliardi di euro, le consegne consolidate del 12% a 1,36 milioni di veicoli e l’utile netto è tornato positivo per 377 milioni. L’utile operativo rettificato, Aoi, è salito a 960 milioni, con margine al 2,5%. “Sono soddisfatto dei risultati, sono in linea con le promesse fatte agli investitori di un miglioramento graduale e progressivo”, ha detto il ceo Antonio Filosa in un colloquio con i giornalisti. Durante la call con gli analisti ha aggiunto di aspettarsi un miglioramento dei margini “trimestre dopo trimestre” negli Stati Uniti, “a partire dal prossimo”, e anche in Europa, dove “l’obiettivo è un aumento sequenziale dei margini”.
In Nord America le consegne sono salite del 17% e i ricavi dell’11%. L’Aoi dell’area è tornato positivo per 263 milioni, rispetto alla perdita di 542 milioni, con margine all’1,6% dal -3,7%. In Europa le consegne sono aumentate del 12%, ma i ricavi sono cresciuti solo dell’1%, frenati da pricing negativo e mix sfavorevole. L’Aoi è sceso a 8 milioni da 292 milioni, con margine allo 0,1% dal 2,1%.
Secondo Equita, nel trimestre c’è stato un recupero operativo annuo e sequenziale, migliore delle attese e trainato dai volumi. L’assorbimento di cassa però è stato però peggiore delle stime. L’Europa allargata, sostanzialmente a break-even, resta “osservato speciale”.
Filosa ha indicato come priorità il momentum commerciale, disciplina sui costi e qualità. In Europa, dove c’è “tanta capacità”, la leva resta aumentare volumi, utilizzo degli impianti ed efficienza. La partnership con Leapmotor è “di successo” e potrebbe evolvere anche sul piano industriale ” abbiamo molto da imparare”. Inoltre non genera “cannibalizzazioni”: dove il marchio cresce di più, come nel Regno Unito, “non vediamo sovrapposizione, compete con altri brand”. Su accordi con altri brand cinesi per produrre in Europa, il Ceo ha rimandato all’Investor Day a Detroit il 21 maggio.
Il Ceo ha ribadito la centralità dei 14 marchi. Maserati è “un brand fantastico, l’unico del lusso che abbiamo” per il quale il gruppo ha “un piano solido” che sarà svelato a Detroit. “I brand sono l’asset più forte del gruppo, anche dal punto di vista emotivo, hanno storia e tradizione”, ha detto Filosa.
La guerra in Iran e le tensioni in Medio Oriente sono un rischio per il settore, ma al momento il gruppo non registra impatti significativi. L’aumento dei carburanti sostiene in Europa la domanda di elettriche mentre negli Usa favorisce gli ibridi, segmento in cui Stellantis è presente con Jeep Cherokee. “In entrambi i casi per noi è un’opportunità perché abbiamo i prodotti giusti”, ha detto Filosa. Restano forti anche gli ordini per il V8 Hemi, in crescita e pari al 40% delle consegne Ram nel trimestre.
Stellantis ha confermato la guidance e il ritorno a un flusso di cassa industriale positivo nel 2027. Sui dazi Usa, la stima dell’impatto 2026 è stata ridotta da 1,6 a 1,3 miliardi di euro.

