Milano, 23 apr. (askanews) – Lo stoccafisso norvegese si conferma un prodotto legato alla lotta contro lo spreco alimentare, grazie a una tradizione che da secoli valorizza il pieno utilizzo del pesce. In occasione dello “Stop Food Waste Day”, in programma il 29 aprile, il Norwegian Seafood Council richiama l’attenzione su un alimento che unisce conservazione naturale, versatilità in cucina e uso consapevole della materia prima.
Ottenuto dal merluzzo essiccato all’aria senza aggiunta di sale, lo stoccafisso appartiene alla tradizione norvegese dei prodotti ittici conservati. La sua storia si lega a un modello alimentare in cui non viene utilizzata soltanto la parte principale del pesce. Teste essiccate, code, lische e altre componenti possono entrare in brodi, zuppe e ricette tipiche, riducendo gli scarti e ampliando le possibilità di impiego in cucina. Il prodotto mantiene anche un profilo nutrizionale rilevante. Lo stoccafisso essiccato è composto per il 78,5% da proteine ed è ricco di ferro e vitamine D e B12. La concentrazione dei nutrienti deriva dal processo di essiccazione naturale, che permette di conservare il pesce senza ricorrere al sale.
Nel 2025 la Norvegia ha esportato 2.893 tonnellate di stoccafisso, per un valore di 899 milioni di corone norvegesi, circa 82,4 milioni di euro. I principali mercati di destinazione sono stati Italia, Croazia e Nigeria, a conferma del ruolo che questo pesce conserva in tradizioni gastronomiche diverse. In Italia lo stoccafisso resta protagonista di numerose specialità regionali, con preparazioni che ne testimoniano il radicamento nella cucina del Paese.
A sostenere la valorizzazione del prodotto è il Norwegian Seafood Council, ente fondato nel 1991 dal ministero norvegese della Pesca e con sede a Tromso. L’organismo collabora con il settore della pesca e dell’acquacoltura in Norvegia, sviluppa mercati per i prodotti ittici e promuove attività di informazione e marketing. Il marchio “Seafood From Norway” identifica l’origine dei prodotti ittici norvegesi pescati e allevati nelle acque fredde del Paese e rappresenta uno strumento di comunicazione della filiera.

