“Strada della morte”, il Comune di Alcamo è stato condannato - QdS

“Strada della morte”, il Comune di Alcamo è stato condannato

Vincenza Grimaudo

“Strada della morte”, il Comune di Alcamo è stato condannato

sabato 17 Agosto 2019 - 01:00
“Strada della morte”, il Comune di Alcamo è stato condannato

Documenti inviati alla Corte dei conti, si prospetta l’ipotesi del danno erariale. La ex Sp 47 passata in mano al Comune dove morì motociclista: maxi risarcimento a familiari

ALCAMO (TP) – Il Comune di Alcamo non presenterà appello alla sentenza di primo grado in cui ha perso ed è stato condannato ad un maxi risarcimento da liquidare ai familiari di un centauro vittima di un incidente stradale.

Gli uffici alla fine hanno deciso di non resistere in giudizio alla luce della sentenza che in buona sostanza dà torto al Comune su tutta la linea.
È stato quindi deciso di attivare una transazione che ha permesso al municipio di raggiungere l’accordo con i familiari per la liquidazione di 583 mila euro anzichè 642 mila euro che erano stati riconosciuti dal giudice di primo grado.

Il caso è finito in consiglio comunale per il riconoscimento del debito fuori bilancio. Nell’illustrare le motivazioni della transazione la dirigente della Direzione 4 Anna Parrino, chiamata come parte in causa per la dinamica dell’incidente mortale, ha evidenziato il risparmio per l’ente con tale operazione.

Tesi che però non ha convinto il consiglio tanto che Noemi Scibilia, in quanto presidente della commissione che si occupa del Contenzioso, ha voluto fare un appunto: “In realtà il giudice aveva proposto già tempo fa di chiudere la causa proponendo una transazione di 450 mila euro, motivo per cui anche alla luce dell’attuale transazione la spesa è stata maggiore per l’ente”.

La causa è quella che ha riguardato il decesso di Francesco Maltese nel 2011 quando a bordo della sua moto cadde e morì sull’ex strada provinciale 47 che nel frattempo era stata acquisita nella gestione comunale.

Come verbalizzato dai carabinieri nella ricostruzione dell’incidente l’asfalto era in cattive condizioni, e dunque la caduta era stata provocata anche da questo fattore; inoltre la presenza della curva quasi a gomito era stata già da tempo segnalata agli uffici comunali con vari “vizi strutturali” e su cui non si era ancora intervenuto sino a quel momento.

In particolare, già dallo studio relativo al piano urbano del traffico risultava, infatti, che la strada in cui avvenne l’incidente mortale non era adeguata agli standard previsti dal decreto ministeriale del 2001 e su cui oltretutto fu verificata l’effettiva “pericolosità”.

Il Tribunale di Trapani ha quindi sostenuto la tesi secondo cui la responsabilità grava totalmente sul Comune.

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