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Strage di Altavilla, condanna all’ergastolo per Barreca ed i “fratelli di Dio”

Strage di Altavilla, condanna all’ergastolo per Barreca ed i “fratelli di Dio”
Foto da Adnkronos

Carcere a vita per il marito e padre delle vittime e per Sabrina Fina e Massimo Carandente

La Corte d’assise presieduta da Vincenzo Terranova ha condannato all’ergastolo Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente per la strage di Altavilla Milicia dove vennero uccisi Antonella Salamone, moglie di Barreca ed i figli Kevin ed Emmanuel di 16 e 5 anni, nella villetta di famiglia del Comune palermitano.

Accolte le accuse della Procura

Accolto l’impianto accusatorio della Procura di Termini Imerese e dei legali delle parti civili, tutti e tre gli imputati hanno partecipato alla strage alla stessa maniera, consapevoli delle azioni che stavano commettendo. Per Barreca, il pm aveva chiesto 30 anni per un parziale vizio di mente, però, non riconosciuto. Per marito e moglie invece, “i fratelli di Dio”, carcere a vita: la coppia era residente a Sferracavallo, ma per alcuni giorni si trasferirono ad Altavilla dove si è consumato il triplice delitto al culmine di macabri riti di liberazione dal demonio.

Fina e Carandente si sono scaricate le colpe a vicenda e hanno sempre detto di aver partecipato passivamente al massacro. Per gli avvocati era necessaria una perizia psichiatrica e collettiva .

L’assoluzione dell’altra figlia

Nel massacro di Altavilla era coinvolta anche Miriam, la figlia di Barreca diciassettenne all’epoca dei fatti. La giovane era stata condannata in primo grado dal tribunale dei minori a dodici anni e otto mesi, ma poi in appello è arrivata l’assoluzione perché ritenuta non imputabile, incapace di autodeterminarsi dentro il clima di isolamento e pressione psicologica che si respirava all’interno della villetta. Disposti risarcimenti per i familiari di Antonella e dei figli.

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