Chiesti l’ergastolo per Sabrina Fina e Massimiliano Carandente e una condanna a 30 anni per Giovanni Barreca, ritenuti responsabili del triplice omicidio di Antonella Salamone e i due figli Kevin ed Emanuel, vicenda ormai tristemente nota con il nome di “strage di Altavilla“. A fare la richiesta, al termine della requisitoria, il pubblico ministero di Termini Imerese Manfredi Lanza.
Strage di Altavilla Milicia, le richieste di condanna per Barreca, Fina e Carandente
I tre sono ritenuti responsabili di aver ucciso, presumibilmente al culmine di un esorcismo, la moglie di Barreca e due dei tre figli della donna – rispettivamente di 16 e 5 anni – nel febbraio del 2024. La richiesta di condanna a 30 anni di carcere per Giovanni Barreca tiene conto della semi infermità mentale riconosciuta. La figlia di Barreca sopravvissuta, all’epoca dei fatti 17enne e protagonista di un processo parallelo in quanto al tempo minorenne, era stata condannata in primo a 12 anni e otto mesi per omicidio plurimo aggravato e occultamento di cadavere; poi è stata assolta in quanto ritenuta “non imputabile” e affidata a una struttura protetta fuori dalla Sicilia.
Le atroci torture
La strage di Altavilla Milicia è una delle vicende di cronaca nera recenti che la Sicilia ricorda con particolare orrore, soprattutto per i racconti diffusi sulle atroci torture subìte dalle vittime. Il pm Manfredi Lanza, durante la requisitoria, ha ricordato in particolare che “le ossa di Antonella Salamone sono state trovate in condizioni tali da non riuscire neppure a fare la prova del Dna. Sembrava come se fossero stati in un forno crematorio”.
Scene “peggio di un film dell’orrore“, come ha ribadito all’Adnkronos Calogero Salamone, il fratello di Antonella, secondo il quale i responsabili del triplice omicidio “meritano tutti l’ergastolo”. Sulla nipote, l’uomo aggiunge: “Poteva salvare i suoi fratellini e mia sorella, invece non ha fatto nulla. L’hanno trovata con il telefono cellulare in mano, quindi se avesse voluto avrebbe potuto chiedere aiuto, ma non ha fatto nulla”.
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