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LIVE | Strage di Capaci, il ricordo di Giovanni Falcone: la sorella Maria da sola sul palco, applausi della folla al minuto di silenzio

LIVE | Strage di Capaci, il ricordo di Giovanni Falcone: la sorella Maria da sola sul palco, applausi della folla al minuto di silenzio

Trentaquattro anni fa la mafia uccideva il giudice e la moglie Francesca Morvillo oltre a tre agenti della scorta. Palermo ricorda l’eccidio. Ma anche l’Italia intera e le istituzioni ricordano quella che è definita una ferita aperta

Oggi è il trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci. Il 23 maggio del 1992, alle 17.58, vennero uccisi per mano mafiosa il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta, scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Una grossa esplosione lasciò un cratere sull’autostrada.

Oggi Palermo, ricorda i suoi martiri con tanti eventi con protagonisti gli studenti, gli avvocati e i magistrati. In città l’arrivo di quattro ministri (Alessandro Giuli, cultura; Andrea Abodi, Sport e giovani; Carlo Nordio, giustizia; Matteo Piantedosi, Interno) e la presidente della commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo per la mostra a Palazzo Jung intitolata “Il segno della Rinascita – Gli Uffizi e le opere recuperate dalla strage dei Georgofili”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato: “La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani”.

La strage di Capaci, il ricordo di Giovanni Falcone e delle vittime
Inizio diretta: 23/05/26 10:15
Fine diretta: 23/05/26 21:00
Nino Di Matteo: "Giornate come queste non devono diventare parate istituzionali"

“Il ricordo è ancora vivo ed è bello costatare che ci sono ancora tanti giovani e cittadini normali che vivono quella pagina di 34 anni fa come una ferita che non vogliono dimenticare. Non possiamo permettere che il 23 maggio è il 19 luglio diventino delle giornate in cui assistiamo a delle parate istituzionali, di sepolcri imbiancati che fingono di ricordare Falcone e Borsellino mentre durante l’anno non fanno nulla per aiutare i magistrati a scoprire le verità che ancora mancano, o ostacolando addirittura il processo che le riguarda. In una giornata come questa, che rischia anno dopo anno di trasformarsi in una commemorazione vuota, sterile e retorica, abbiamo bisogno di cittadini che hanno ancora voglia e senso di verità”. Queste le parole di Nino di Matteo, Sostituto procuratore nazionale antimafia, intervenuto dal piazzale antistante il tribunale di Palermo in occasione della partenza del corteo per la giornata commemorativa della strage di Capaci.

Rifondazione Comunista Palermo: "La vittima mai celebrata è la speranza di alternativa al sistema affaristico mafioso"

“La vittima mai celebrata dello stragismo terroristico mafioso è la speranza di alternativa al sistema affaristico mafioso. Da Portella della Ginestra fino a via Palestro a Milano, passando per Cinisi, Capaci e via d’Amelio, gl intrecci tra apparti deviati dello stato e manovalanza dello srtagisno neofascista, sono stati gli strumenti per reprimere le istanze di giustizia sociale”. Così Barbara Evola e Ramon La Torre cosegretari Rifondazione Comunista Palermo.

Corteo sotto il palco: "Fuori la mafia dallo Stato"
Minuto di silenzio in memoria di Falcone e delle altre vittime

Applausi da parte della folla presente (circa 500 persone) dopo il minuto di silenzio iniziato alle 17.58 orario dell’attentato a Giovanni Falcone e alla sua scorta

Iniziata la lettura dei nomi delle vittime con conseguente minuto di silenzio
Arrivato il corteo all'albero Falcone: partita la contestazione

Arrivato il corteo composto da migliaia di persone con cori e contestazioni per le istituzioni

Maria Falcone sul palco da sola

Maria Falcone sul palco: “Oggi sul palco ci sono solo io, non voglio nessuno. Giovanni è nostro e guai a chi lo tocca”

Strage di Capaci, ANCI Sicilia: “I Comuni custodi di legalità e memoria attiva”
“I sindaci e le amministrazioni locali rappresentano la prima linea dello Stato sul territorio. Onorare la memoria di chi ha sacrificato la vita per la giustizia significa amministrare con trasparenza, efficienza e rigore morale ogni giorno”. Così Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di ANCI Sicilia, nel giorno del 34esimo anniversario della strage di Capaci.
“La memoria non deve essere una ricorrenza formale, ma un motore di cambiamento culturale – hanno aggiunto -. Il nostro auspicio è che i Comuni siciliani continuino ogni giorno a trasferire alle giovani generazioni i valori della legalità, della responsabilità civica e del rifiuto assoluto della logica mafiosa, trasformando il dolore di quel 23 maggio 1992 in un’azione costante di riscatto per la nostra Isola”, hanno concluso Amenta e Alvano.
Arianna Meloni (FdI): "Ricordare Capaci per scegliere ogni giorno la legalità "

“Il 23 maggio 1992 è una data che ha segnato per sempre la storia della Repubblica e la nostra coscienza. La strage di Capaci fu un attacco feroce alla libertà, alla giustizia e ai valori democratici dell’Italia. Nel giorno della Giornata della Legalità il nostro ricordo commosso va a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli uomini della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, insieme a tutte le vittime della violenza mafiosa, alle Forze dell’Ordine e a quanti, con coraggio e senso dello Stato, hanno scelto di non voltarsi dall’altra parte, combattendo ogni giorno per un’Italia più giusta e libera. La loro testimonianza e il loro coraggio continuano a indicarci la via: quella che passa dall’impegno civile, dalla responsabilità e dalla lotta senza compromessi contro ogni forma di criminalità organizzata”. Lo afferma Arianna Meloni, capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia. “Ricordare Capaci -aggiunge- significa scegliere ogni giorno la legalità, rinnovare la promessa di giustizia verso tutte le vittime della mafia e consegnare alle nuove generazioni la speranza e la responsabilità di un futuro libero dalla paura, dall’omertà e dall’indifferenza”.

Csm: "Memoria Capaci è custodire promessa civile verso nuove generazioni"

“Capaci non è soltanto il luogo di una strage: è il punto in cui la Repubblica fu chiamata a misurare la propria forza morale. Nel sacrificio di Giovanni Falcone e di Francesca Morvillo, degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, nella loro dedizione e nel servizio reso alle Istituzioni, vive ancora oggi l’idea di uno Stato che non arretra davanti alla violenza mafiosa, ma risponde con la fermezza del diritto, con il coraggio delle istituzioni, con la responsabilità della memoria”. Così il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli a nome di tutto il Consiglio Superiore della Magistratura. “Ricordare Capaci significa custodire una promessa civile verso le nuove generazioni: quella del rispetto della legalità e – sottolinea – del senso dello Stato”.

 

Rapporto Onu sulle mafie, Gallo: "Uccise 95mila persone all'anno, quanto le vittime di guerre"

“Dal 2000 a oggi le mafie mondiali hanno ucciso 95mila persone all’anno, pari al numero delle vittime annuali delle guerre, un dato decisamente allarmante che non conferma il mito secondo cui le organizzazioni criminali hanno cambiato il modus operandi ricorrendo meno alla violenza”. Lo ha dichiarato Giovanni Gallo, capo della sezione dell’Ufficio delle Nazioni unite contro il crimine organizzato.

In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, a Palermo è stato, così, presentato il primo rapporto globale dell’Unodc sulle organizzazioni criminali mondiali.

Schifani commemora le vittime: "Contro la mafia istituzioni e cittadini siano uniti"

La mafia va combattuta, sempre, mai abbassare la guardia, perché è in continua trasformazione e trova molti modi di penetrazione nella società. Il dovere delle istituzioni, ma anche di tutti i cittadini, è restare uniti. La politica non si può dividere quando si combatte la mafia, le leggi vanno fatte assieme. Nella mia lunga esperienza politica, ho assistito alla gestazione di leggi importantissime, penso alla stabilizzazione del 41 bis e al sequestro per equivalente, che sono state approvate dall’intero Parlamento. Questa è una vittoria dello Stato». Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, partecipando oggi a Palazzo Jung, a Palermo, alla manifestazione per il 34° anniversario della Strage di Capaci e ricordando le vittime Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.

Il presidente, a margine, ha ricordato che la Sicilia è la prima regione in Italia ad avere approvato lo scorso anno la legge Liberi di scegliere, trasformando l’intuizione coraggiosa del presidente del Tribunale per i minori di Catania Roberto Di Bella in concreto strumento per aiutare giovani e donne ad emanciparsi dai contesti di criminalità organizzata, attraverso percorsi di riscatto finanziati dalla Regione. Nel corso della mattinata, Schifani ha visitato il Museo del Presente della Fondazione Falcone, dove sono in mostra anche le opere degli Uffizi che furono gravemente danneggiate dalla Strage dei Georgofili a Firenze e oggi recuperate.

Successivamente, il presidente della Regione ha raggiunto la caserma Lungaro, dove ha deposto una corona sulla lapide dell’ufficio Scorte, in memoria delle vittime della Strage di Capaci. Nel corso della cerimonia, svelato un quadro contenente il brevetto relativo al conferimento, da parte del Presidente della Repubblica, della medaglia d’oro al merito civile alle donne e agli uomini della Polizia impegnati nei servizi Scorta e tutela.

Bonelli (Avs): "Memoria e lotta, no retorica e ipocrisie"

“A 34 anni dalla strage mafiosa di Capaci, dove persero la vita Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della Polizia di Stato Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è più che mai necessario che la memoria si traduca in coerenza politica”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, che prosegue: “Ricordare chi ha lottato contro la mafia senza ipocrisia significa rafforzare il lavoro dei magistrati e delle forze dell’ordine, non ridurre le intercettazioni ed eliminare reati come l’abuso d’ufficio”.

Una precisazione anche sul ridimensionamento dei finanziamenti per gli strumenti finalizzati a contrastare il fenomeno: “Le vittime della mafia sono eroi civili della nostra Repubblica e democrazia. Onorarle davvero significa dotare lo Stato degli strumenti per continuare la loro battaglia, non smontarli pezzo per pezzo. La riduzione drastica dei finanziamenti per le intercettazioni, l’aver definito il trojan — strumento investigativo che ha consentito l’arresto di Matteo Messina Denaro — una “porcata”, come ha fatto in passato il ministro Nordio, e l’aver limitato per legge le intercettazioni a 45 giorni anche per reati gravi come la corruzione e l’estorsione, contigui all’attività mafiosa, rappresentano un’autostrada per la criminalità organizzata. Ricordare Capaci deve essere un impegno di tutti noi, 365 giorni l’anno”, conclude Bonelli.

Bergamini: "Eredità morale che parla a Italia intera"

“A trentaquattro anni dalla strage di Capaci il ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro continua a rappresentare un esempio straordinario di coraggio, dedizione e senso dello Stato. La mafia pensava di colpire il cuore delle istituzioni, ma il sacrificio di quelle vite ha lasciato un’eredità morale che ancora oggi parla all’Italia intera”. Lo afferma Deborah Bergamini, vicesegretario di Forza Italia e responsabile Esteri del partito.

“In particolare, il loro esempio e quello di tutte le vittime della criminalità organizzata deve essere trasmesso ai più giovani, perché comprendano che legalità, giustizia e rispetto delle regole non sono principi astratti, ma il fondamento della libertà di una comunità. Custodire la memoria di Capaci significa educare le nuove generazioni al rifiuto della violenza e dell’omertà, affinché il sacrificio di quelle vittime continui a vivere nell’impegno civile di ogni giorno”, ha aggiunto.

Colosimo,: "Lavoro Antimafia a buon punto, sostegno famiglia giudice sprone a chiudere relazione"

“Il lavoro della commissione Antimafia sulla strage Borsellino è a buon punto. Oggi sono tre anni che presiedo la commissione Antimafia e sono tre anni che mi occupo dei 57 giorni che dividono la strage di Capaci da quella di via D’Amelio“, ha dichiarato a Palermo Chiara Colosimo.

“E’ stato un lavoro importante sia per i tempi che per tutto quello che ne è uscito. Alcuni passaggi sono stati dolorosi e decisamente sgradevoli. Ma il fatto che i figli del giudice Paolo Borsellino sostengano il lavoro della commissione antimafia è per me uno sprone maggiore per chiudere il prima possibile la relazione su questa strage”, conclude la presidente della commissione Antimafia a margine delle celebrazioni per il 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Colosimo: "Ci sono uomini che attraversano storia e uomini che la cambiano come Falcone"

In occasione della commemorazione della strage di Capaci, Chiara Colosimo (FdI), presidente della commissione Antimafia, scrive un post sui social: “Ci sono uomini che attraversano la storia e uomini che, invece, riescono a cambiarla per sempre. Giovanni Falcone appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. E forse è proprio per questo che, a distanza di anni, il suo nome continua a rappresentare non soltanto il simbolo della lotta alla mafia, ma anche l’idea più alta di Stato, giustizia e coraggio. Nulla di ciò che è stato fatto contro la mafia, e nulla di ciò che ancora oggi continuiamo a fare anche in Commissione parlamentare antimafia, sarebbe stato possibile senza il suo esempio e senza quello di Paolo Borsellino. Due uomini diversi, uniti però dalla stessa visione, dallo stesso senso del dovere e da una solitudine che troppo spesso lo Stato ha faticato a comprendere”.

Crosetto: "Oggi data tragica, frattura in storia Repubblica che diventa punto di resistenza"

“Il 23 maggio 1992 non è soltanto una data tragica della nostra storia. È una frattura. Una linea profonda che attraversa la Repubblica, la nostra coscienza, la nostra memoria. La strage di Capaci voleva colpire lo Stato, intimidire le Istituzioni, spezzare la fiducia dei cittadini nella giustizia e nella legalità. Ma alcune fratture, anche nella storia, non diventano cedimento. Si trasformano in punti di resistenza. Così è per Capaci: una ferita dolorosa, incancellabile, che continua a ricordarci chi siamo, da che parte stare e quale responsabilità abbiamo davanti al Paese”. Così su ‘X’ Guido Crosetto, ministro della Difesa.

“Ci ricorda che la legalità non è un principio astratto, ma una scelta quotidiana. Ci ricorda il sacrificio del magistrato Giovanni Falcone, di sua moglie, Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e degli agenti della Polizia di Stato Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, di cui oggi onoriamo la memoria. Anche per questo il 23 maggio è la Giornata della legalità: per tramandare i valori di coloro che si sono sacrificati per il bene comune. Un testimone da raccogliere, un impegno da portare avanti, un esempio con cui misurarsi ogni giorno”, conclude Crosetto.

Conte: "Non faremo patti con mafia, con questo governo smantellate norme importanti come abuso d'ufficio"

“Quello che ha detto Maria Falcone riguarda anche noi, noi non faremo mai patti con la mafia, non li abbiamo mai fatti. Abbiamo fatto la spazzacorrotti quando siamo andati al governo, perché riteniamo che le norme sulla corruzione per quanto possano riguardare la classe politica, imprenditoriale, i colletti bianchi sono assolutamente importanti  e funzionali per combattere la mafia. Con questo governo, ricordiamoci, il primo decreto addirittura ha reso meno conveniente per i mafiosi collaborare alla giustizia e, quindi, i pentiti e da lì in poi pensiamo alle intercettazioni e a tutte le altre norme è stato tutto smantellamento, come l’abuso d’ufficio, tutte norme che in qualche modo favoriscono spazi di impurità la mafia non si combatte a chiacchiere ma con i fatti”. Così a Palermo il leader del M5S Giuseppe Conte, prima di fare visita al Palazzo di giustizia di Palermo.

Conte ha ricordato anche l’importanza di affiancare i giovani con percorsi educativi adeguati per non renderli preda facile: “Sicuramente, la mafia si combatte con tantissime iniziative ai vari livelli. C’è il livello del contrasto normativo, c’è il livello dell’azione giudiziaria, c’è il livello della prevenzione, nel quadro della prevenzione rientrano anche progetti importanti di inclusione di welfare, di formazione, rafforzamento delle nostre scuole dei percorsi formativi, offrire anche ai giovani impianti sportivi adeguati, perché è chiaro che se non offriamo loro dei percorsi formativi adeguati, li rendiamo ovviamente preda facile, senza offerte di lavoro senza scuola, istruzione, di quell’humus mafioso che prospera soprattutto con la manovalanza in particolare anche giovanile”. Così il leader del M5S Giuseppe Conte a Palermo.

Sulla A29 presenti Ministri Piantedosi e Nordio

Nel ricordo della Strage di Capaci, si è tenuta questa mattina, lungo l’autostrada A29, una cerimonia commemorativa. All’evento hanno partecipato: il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio che si sono soffermati sul posto per pregare e depositare corone di fiori. Sotto la stele, per Anas, era presente il Dirigente Sergio Cicero.

Il luogo dell’attentato, scelto meticolosamente da Cosa nostra trentaquattro anni fa per porre fine alla vita del Giudice Giovanni Falcone, principale bersaglio dell’agguato, è stato lo svincolo di Capaci, lungo l’autostrada “Palermo-Mazara del Vallo”. Nella strage, oltre al Giudice Falcone, persero la vita anche la compagna Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Anas ha voluto rendere un piccolo omaggio a tutte le vittime, cambiando il colore delle luci notturne dell’impianto di illuminazione del ponte ad arco San Giuliano, sito lungo la nuova strada statale 640, nel territorio di Caltanissetta, che in questo giorno di ricorrenza passa dal classico colore viola al tricolore della bandiera italiana.

Un piccolo gesto, affinché il loro sacrificio rimanga scolpito nei cuori di tutti i siciliani, non solo a Palermo, ma anche in altre provincie e su altre strade ed opere d’arte lontane dallo svincolo di Capaci.

Guarda il video della cerimonia commemorativa sulla A29.

Frassinetti: "Mafia in difficoltà dove ci sono istruzione e opportunità per giovani"

“A 34 anni dalla strage di Capaci è importante mantenere vivo il ricordo del giudice Giovanni Falcone, della moglie, anche lei magistrato Francesca Morvillo e degli uomini della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, affinché il sacrificio delle loro vite sia sempre di insegnamento”. La nota di Paola Frassinetti, sottosegretario all’Istruzione e al Merito a margine della sua visita a Palermo per promuovere la legalità nella scuola.

“Ieri sono stata felice di aver partecipato all’evento sulla legalità al teatro Biondo dove sono state premiare le scuole per gli elaborati su questo tema. Oggi invece ho visitato l’Istituto Comprensivo ‘Giovanni Falcone’ dello Zen per parlare di legalità in un quartiere da sempre difficile. Successivamente sarò a Balestrate, comune della provincia di Palermo, per la posa delle piastrelle in ricordo delle vittime della mafia. Infine, parteciperò alla cerimonia di commemorazione al Giardino della memoria, a Capaci, luogo in cui ci fu la strage il 23 maggio 1992”.

Conclude Frassinetti: “Laddove c’è istruzione ed esistono opportunità di futuro valide per i giovani la mafia è in maggiore difficoltà, e come scriveva giustamente lo scrittore Bufalino ‘la mafia sarà vinta da un esercito di maestri elementari’. La lotta dei giudici Falcone e Borsellino contro la mafia è un valido esempio per promuovere la cultura della legalità tra i giovani nelle scuole. I principi della legalità, dell’integrità morale e del rispetto sono il perno della nostra educazione civica e la scuola ha il compito di guidare gli studenti nella ricerca di questi valori. Se riusciremo a raggiungere appieno questo obiettivo andremo certamente incontro ad un futuro migliore per tutta la Nazione”.

Giuseppe Conte: "Via norme che hanno hanno dato spazio alla corruzione"

“Gli italiani sono schiacciati dai rincari, questo governo però non rinuncia alle spese folli militari e in più ritiene prioritario una legge elettorale per preservare le loro poltrone. Dobbiamo andare al più presto al governo, dobbiamo generare risorse finanziarie importanti per famiglie e imprese ma, soprattutto, oggi che onoriamo la memoria di Falcone, spazzeremo via tutte quelle norme che hanno spuntato le armi investigative e hanno dato spazio alla corruzione e, in qualche modo, hanno favorito spazi di impunità per la classe politica e i colletti bianchi dobbiamo fare tabula rasa di tutte queste loro norme”. Lo ha detto il leader del M5S Giuseppe Conte arrivando al Palazzo di giustizia di Palermo, dove a breve andrà in visita.

41bis, Colosimo: "Martedì legge nuova identità a donne e bimbi"

“Martedì arriva alla Camera la proposta di legge ‘Liberi e sono convinta che a breve diventerà legge, perché è firmata da tutti i gruppi, rilanciata in Aula dal presidente del Consiglio”. Lo ha annunciato Chiara Colosimo, presidente della commissione nazionale Antimafia, a Palermo per partecipare alle celebrazioni per il 34esimo anniversario della strage di Capaci. “E’ una proposta nata in seno alla commissione Antimafia e che abbiamo fortemente voluto. Porta il nome delle donne che abbiamo ascoltato“.

Ha aggiunto: “Queste donne ci hanno detto: “Abbiamo avuto il coraggio di andarcene per amore dei nostri figli, ma non possiamo lavorare, i nostri figli non possono andare a scuola perché i nostri mariti, anche se al 41bis, possono trovarci“. Ecco perché abbiamo preso la nostra legislazione antimafia e abbiamo scritto una legge che dà a queste donne e bimbi una nuova identità”. In conclusione, asserisce: “Abbiamo detto loro: ‘Se voi spezzate il legame mafioso, lo Stato vi sostiene e vi affianca e vi dà la libertà. E’ una proposta a cui teniamo tantissimo”.

Ex capitano Palermo Miccoli va alle celebrazioni per 34° anniversario strage

L’ex capitano del Palermo, Fabrizio Miccoli, è al Museo del Presente, a Palermo, per le commemorazioni in occasione del 34°anniversario della strage di Capaci. L’ex bomber rosanero è stato condannato nel 2021 a tre anni e tre mesi per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Durante le indagini, era emersa una sua intercettazione in cui definiva il giudice Giovanni Falcone “un fango”. per questa frase pronunciata, l’ex calciatore ha più volte chiesto scusa e ottenuto il perdono dalla sorella del giudice, la professoressa Maria Falcone.

Nelle telefonate intercettate Miccoli si esprimeva con termini calunniosi nei confronti di Giovanni Falcone. Dopo aver scontato la pena, Miccoli ha incontrato più volte Maria Falcone chiedendo profondamente scusa per le parole offensive.

Antimafia, Colosimo: "Attuale criminalità ha metodi analogici e tecnologici insieme"

Alle celebrazioni per il 34esimo anniversario della strage di Capaci, Chiara Colosimo ha detto: “L’attuale criminalità non ha abbandonato i metodi tradizionali, lo sa bene questa città, dove il pizzo è continua a essere richiesto a commercianti e imprenditori. Ai metodi tradizionali, però, ha aggiunto la tecnologia, è come se avesse una modalità analogica e una tecnologica”. Oltretutto, prosegue la presidente della commissione nazionale Antimafia: “I mafiosi sono anche capaci di appaltare questo lavoro ad altri. L’hi-tech è un moltiplicatore del danno che la criminalità fa all’economia e un moltiplicatore dei suoi profitti”.

Maria Falcone: "Grazie a chi non è sceso a patti con la mafia"

“Il lavoro di Giovanni (Falcone ndr) e Paolo (ndr) è stato fondamentale per lo Stato. Devo ringraziare quelle istituzioni che hanno resistito e non sono venute a patti con la mafia, cosa che la mafia avrebbe voluto fare”. Così Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, intervenendo al Museo del presente nel giorno del 34° anniversario della strage di Capaci.

Zangrillo: "Legalità è libertà, ricordare per stare dalla parte dello Stato"

“Parlare di legalità significa parlare di libertà. E la libertà si difende e si conquista con coraggio, rispetto della dignità, sacrificio. Per me è anche questo il senso della Giornata della Legalità: non esiste vera libertà dove dominano la paura, il ricatto, l’indifferenza o il silenzio”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo in occasione dell’anniversario della uccisione di Giovanni Falcone, della moglie e degli agenti della scorta.

“Tutto questo si vive nei gesti quotidiani, nel rispetto degli altri, nel coraggio di dire “non è giusto”, nella scelta di non voltarsi dall’altra parte. Gli uomini passano, le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”. Prosegue: “Ricordare la strage di Capaci significa scegliere ogni giorno da che parte stare. Dalla parte della dignità, della giustizia, dello Stato. Dalla parte di chi crede che il bene comune valga più dell’interesse personale. E io sono convinto che il futuro dell’Italia dipenda anche dalla capacità di continuare a far camminare quelle idee. Con intelligenza, con passione e con coraggio”.

Gualtieri: "Attentato non ferma coraggio di chi lotta per legalità, Roma non dimentica"

Anche Roberto Gualtieri ricorda l’attentato del 23 maggio del 1992: “34 anni fa la terribile strage di Capaci in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Un vigliacco attentato mafioso che ha segnato per sempre la storia del nostro Paese, che non è riuscito però a fermare il coraggio, la dignità e il senso dello Stato di chi lotta per la legalità. Roma non dimentica”. Lo ha scritto su X il sindaco di Roma.

La Russa: "Suo sacrificio eredità morale per istituzioni e chi serve Nazione con coraggio"

“In occasione dell’anniversario della strage di Capaci, l’Italia si inchina e rende omaggio a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e agli agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, barbaramente assassinati dalla mafia il 23 maggio 1992. Il loro sacrificio resta un monito e un’eredità morale per le Istituzioni e per tutti coloro che ogni giorno servono la Nazione con coraggio, onore e senso del dovere. Coltivare la loro memoria significa rinnovare l’impegno nella difesa della legalità e nella lotta contro ogni forma di criminalità mafiosa”. Lo scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa.

Giuli: "Mafia ci guarda uniti, cultura è civiltà"

“La cultura è civiltà, è la foto di due martiri della cosa pubblica dietro di noi. La cultura siamo noi qui, siamo la testimonianza vivente, presidio sociale. La mafia in questo momento ci sta guardando nella fermezza, nel richiamo alla bellezza come orizzonte. La mafia ci vede uniti in nome della Cultura”. A dirlo è stato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, partecipando a Palermo, al Museo del Presente, alla commemorazione per il 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Polizia: "Memoria non è rito, ma impegno continuo"

Nel 34° anniversario della strage di Capaci, l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia rende omaggio alla memoria del giudice Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo e degli agenti della scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo, caduti per mano mafiosa in uno degli attacchi più feroci portati contro lo Stato repubblicano. “Capaci non è soltanto una tragica pagina della nostra storia.

È il simbolo del prezzo altissimo pagato da donne e uomini dello Stato nella difesa della legalità e della democrazia. Per questo, il ricordo non può esaurirsi nella ritualità della commemorazione, ma deve tradursi in una rinnovata determinazione nel contrasto a ogni forma di criminalità organizzata”, sottolinea, in una nota, Enzo Letizia segretario dell’associazione nazionale funzionari di polizia.

“La mafia – continua – tentò di piegare lo Stato colpendo i suoi servitori più esposti e coraggiosi. Non ci riuscì. Da quel sacrificio è nata una consapevolezza più forte del valore delle istituzioni, del dovere di proteggerle e della necessità di mantenere alta, ogni giorno, la capacità di risposta dello Stato contro le organizzazioni criminali. Ricordare Capaci significa anche onorare il sacrificio di tutti coloro che, nelle Forze di polizia e nella magistratura, continuano a operare con professionalità, coraggio e senso dello Stato in un fronte che richiede fermezza, competenza e coesione istituzionale. La memoria di Capaci vive se diventa esempio, responsabilità e azione concreta. Perché la lotta alle mafie non appartiene al passato: è una sfida attuale che impone lucidità, determinazione e istituzioni autorevoli, credibili e capaci di non arretrare”.

Valditara: "Lotta a mafia passa dal suo insegnamento, scuole presidio di legalità"

“Giovanni Falcone e coloro che sono caduti insieme con lui sono il simbolo di una umanità che pensa agli altri prima che al proprio interesse, una umanità che ha il coraggio di scegliere il bene contro il male, una umanità che concepisce il rispetto delle regole come fondamento di un’autentica convivenza civile. La lotta contro la mafia passa da questo straordinario insegnamento. E va coltivato nelle scuole, presidio di legalità”. Così in una nota il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

La polizia commemora le vittime dell'attentato

In occasione del 34° anniversario della strage di Capaci, la Polizia di Stato di Palermo sarà impegnata, nella giornata del 23 maggio, in una serie di iniziative commemorative dedicate al ricordo delle vittime delle stragi mafiose del 1992.
Le commemorazioni avranno inizio, come di consueto, con la deposizione di una corona d’alloro presso la Stele di Capaci, il monumento ai caduti posto sull’autostrada A29, nel tratto compreso tra l’aeroporto di Palermo e la città, devastato il 23 maggio 1992 da circa 500 Kg di tritolo.

A seguire, presso la storica sede del Reparto Scorte, ubicata all’interno della caserma Pietro Lungaro, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, unitamente al Capo della Polizia, il prefetto Vittorio Pisani, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, deporranno una corona d’alloro in corrispondenza della lapide dedicata alle vittime della strage mafiosa.

Inaugurato a Palermo il nuovo percorso espositivo

Nel  40° anniversario del Maxiprocesso contro Cosa Nostra, è stato inaugurato a Palermo il nuovo progetto espositivo allestito all’interno del “Museo del Presente”, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Falcone e le Gallerie degli Uffizi con il sostegno di Confcommercio, da sempre sensibile ai temi della legalità e della memoria.

L’iniziativa propone al pubblico le opere gravemente danneggiate nell’attentato mafioso di via dei Georgofili a Firenze del 1993, oggi restituite ai visitatori dopo oltre trent’anni grazie a un lungo e complesso intervento di restauro. Un percorso che unisce memoria, arte e responsabilità civile, trasformando una delle ferite più profonde della storia italiana in un’occasione di riflessione collettiva e di impegno verso il futuro. A rappresentare Confcommercio all’inaugurazione la vice presidente con incarico alla legalità, sicurezza ed etica d’impresa, Patrizia Di Dio.

Metsola: "Rendiamo omaggio al giudice e a tutte vittime di mafia, non dimentichiamo"

“Oggi rendiamo omaggio al magistrato Giovanni Falcone e a tutte le vittime di mafia. A 34 anni dalla strage di Capaci, rinnoviamo il nostro impegno nella lotta per la giustizia. Per il magistrato Falcone. Per tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita nella ricerca della verità. Non dimenticheremo mai”. Così in un post sui social la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.

Cracolici (Antimafia Ars), "Il 23 maggio sia giorno per unità per fronte antimafia"

“Il 23 maggio è la giornata in cui tanti ragazzi, ragazze e cittadini rinnovano il loro impegno civile e ricordano cosa è successo 34 anni fa, ma abbiamo il dovere di trasmettere un messaggio di unità del fronte antimafia, specialmente in giornate di ricordo come questa, perché oggi la mafia torna a rialzare la testa, come se avesse lanciato una sfida: spara nei nostri quartieri, intimidisce imprenditori e lo fa con spavalderia, senza nascondersi. Non possiamo sottovalutare quello che sta avvenendo a Palermo e in giro per la Sicilia, abbiamo il dovere di tenere alta la vigilanza e chiamare tutte le istituzioni a fare fino in fondo il proprio dovere. Di fronte alla violenza di chi vuole riportarci a quel passato plumbeo dobbiamo isolare vecchi e nuovi boss in ascesa e restare uniti”. Lo ha detto il presidente della commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, in occasione del 34esimo anniversario della strage di Capaci.

Maria Falcone: "Antimafia deve essere ancora lezione per giovani"

“La giornata della legalità che è, e deve essere, una giornata di tutto il Paese perché almeno in questi giorni si deve parlare di lotta alla mafia, non pensando che abbiamo vinto con quelle stragi, ma che dobbiamo continuare a ricordarle”. Così Maria Falcone, sorella del giudice e presidente della Fondazione Falcone, arrivando a Palermo al Museo del Presente nel 34° anniversario della strage di Capaci.

“Con questo Museo si è avverato il mio sogno – ha aggiunto – quello di creare un luogo dove sarà ricordata la storia di Giovanni (Falcone ndr), la storia di Paolo (Borsellino ndr), la storia dell’antimafia di allora che è, e deve essere, una lezione per i ragazzi, anche quelli del futuro”. La professoressa ha poi sottolineato come sono “ancora tanti i ragazzi che partecipano a questo evento e man mano che gli racconti la storia di Giovanni e Paolo l’emozione li fa stare più attenti. Questo è quello che mi ha aiutato in tutti questi anni: questo amore diffuso fra i giovani”.

Nordio: "Entrambi abbiamo rischiato vita per salvaguardare Stato"

“Io mi sento magistrato, prima ancora che ministro, quindi questa giornata per me è particolarmente emozionante. Sia io che Giovanni Falcone abbiamo rischiato la vita: io quando indagavo sulle Brigate Rosse e lui sulla mafia. Purtroppo lui ha sacrificato la vita per un ideale che è quello di tutti noi: salvaguardare lo Stato e la sicurezza dei cittadini”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio arrivando al Museo del Presente, a Palermo, per il 34° anniversario della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta.

Tajani: "Sacrificio ferita profonda ma uno dei simboli più forti coraggio Stato"

“Oggi, nella Giornata della Legalità, ricordiamo la strage di Capaci. Il sacrificio di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e degli uomini della scorta resta una ferita profonda nella storia italiana, ma anche uno dei simboli più forti del coraggio dello Stato nella lotta alla mafia. Ricordare Capaci significa rinnovare ogni giorno l’impegno in difesa della legalità, della giustizia e della libertà. È questo il modo più autentico per onorare il loro sacrificio e trasmetterne l’esempio alle nuove generazioni”. Così sui social il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Meloni: "Capaci pagina dolorosa, ricordare per non dimenticare chi ha sacrificato vita per giustizia"

“Il 23 maggio 1992 l’Italia si fermò di fronte all’orrore della strage di Capaci in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e collega Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Ricordare oggi questa dolorosa pagina della nostra Storia significa non lasciare che il sacrificio di chi ha dato la vita per la giustizia venga dimenticato. Anche per questo dal 2002 si celebra la Giornata Nazionale della Legalità: un momento non solo per ricordare le vittime di tutte le mafie, ma per far conoscere soprattutto ai giovani l’importanza della legalità e dell’impegno civile. Perché è dalla memoria e dalle nostre scelte quotidiane che possiamo costruire un futuro libero dalla paura e dall’indifferenza”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni sui social.

Piantedosi: "Rinnoviamo nostro impegno a custodire memoria ed eredità"

‘La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità’

“Trentaquattro anni fa, nella strage di Capaci, persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani. Quel giorno la mafia colpì magistrati, donne e uomini dello Stato impegnati ogni giorno nella difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini. Falcone e i suoi uomini conoscevano i pericoli, erano consapevoli dei rischi eppure scelsero di restare, di continuare a lottare contro la criminalità organizzata. Perché ci sono battaglie che non si possono abbandonare”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

“Oggi rinnoviamo il nostro impegno a custodire la loro memoria e la loro eredità. Perché ricordare non è solo un esercizio di stile ma significa riaffermare con forza quel patto tra generazioni che ci spinge a proseguire lungo la strada tracciata, guidati dai valori che li ispirarono e che ognuno di loro onorò sempre con sacrificio e dedizione. La memoria di Giovanni Falcone e delle vittime delle stragi di mafia vive nelle scelte quotidiane di chi decide di servire lo Stato con onore e responsabilità”, conclude Piantedosi.

Mattarella: "Il 23 maggio avvio riscossa civile, eredità Falcone-Borsellino appartiene a democrazia"

Mattarella, ’23 maggio avvio riscossa civile, eredità Falcone-Borsellino appartiene a democrazia’**

“Nell’anniversario, il primo pensiero, commosso, va a Giovanni Falcone, a Francesca Morvillo e agli uomini della scorta, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani, barbaramente uccisi in quel tragico giorno. A loro saranno sempre uniti, con lo stesso filo della memoria, i nomi di Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, vittime della medesima strategia eversiva e anch’essi testimoni fino al sacrificio estremo dei valori costituzionali incompatibili con le trame infami della mafia. Il 23 maggio rappresentò l’avvio della riscossa civile, per questo è divenuto per gli italiani “la Giornata della legalità’. L’organizzazione criminale voleva piegare le istituzioni con la violenza e il ricatto, ma si è trovata di fronte a risposte inflessibili, subendo sconfitte irreversibili. Grazie a donne e uomini delle istituzioni, coraggiosi e tenaci. Grazie al contributo decisivo dei cittadini”. Così il capo dello Stato Sergio Mattarella in una dichiarazione diffusa dal Quirinale in occasione del 34mo anniversario della strage di Capaci.

“Un impegno -sottolinea Mattarella- che non ha mai sosta, per combattere le zone grigie, l’indifferenza, le metamorfosi della piovra criminale. Giovanni Falcone, e con lui Paolo Borsellino, ce lo hanno insegnato: la mafia finirà grazie a istituzioni salde, ad azioni di contrasto efficaci e coerenti, con un impegno educativo che sappia far crescere la fiducia in un domani da costruire insieme. L’eredità di Falcone e Borsellino costituisce un patrimonio etico e civile che appartiene alla nostra democrazia. Pegno consegnato anzitutto alle generazioni più giovani”, conclude il capo dello Stato.

Mattarella: "Il 23 maggio ha segnato storia Repubblica, Capaci attacco a libertà"

“La data del 23 maggio ha segnato la storia della Repubblica. La strage di Capaci, manifestazione tra le più sanguinarie della disumanità mafiosa, fu un attacco di inedita ferocia contro la libertà e la dignità degli italiani”. Lo sottolinea in una dichiarazione diffusa dal Quirinale il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione dell’anniversario della strage in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie e tre agenti della scorta.

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