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Studentessa in coma da 18 mesi bocciata per troppe assenze. Dirigente: “Non c’erano elementi valutativi”

Studentessa in coma da 18 mesi bocciata per troppe assenze. Dirigente: “Non c’erano elementi valutativi”

“Quest’anno non c’erano elementi valutativi, la normativa non consente di procedere”, ha dichiarato il preside. Padre chiede annullamento scrutinio

Una studentessa di 17 anni è in coma da dicembre 2024 a causa di una grave patologia cerebrale. E’ stata bocciata dall’istituto superiore in provincia di Salerno nel quale è iscritta a causa delle troppe assenza. Questa la motivazione della scuola. Il padre della ragazza ha inviato una lettera alla scuola.

La bocciatura per le “troppe assenze”

Lo scorso anno scolastico era andata diversamente. La studentessa, nonostante le assenze, a giugno 2025 era stata ammessa alla classe successiva. Per questo 2026, invece, la scuola ha comunicato la bocciatura alla famiglia della 17enne. “Non classificata” durante gli scrutini perché non sarebbe stata possibile una valutazione a causa delle troppo assenze, pur essendo queste giustificate dalle sue condizioni di salute.

La lettera del padre: “Annullate, esito offensivo e disumano”

La notizia della non ammissione all’anno scolastico successivo per la ragazza, non è stata presa bene dalla famiglia. Così, il padre ha deciso convintamente di inviare una lettera all’istituto superiore in provincia di Salerno chiedendo un annullamento degli scrutini. L’uomo ha definito “offensivo e disumano” l’esito dato dalla scuola.

La risposta del dirigente scolastico

La risposta della scuola è stata comunque irremovibile. Nonostante la reazione della famiglia della studentessa 17enne in coma, il dirigente scolastico dell’istituto che al quotidiano Il Mattino ha spiegato: “L’anno scorso la studentessa era stata ammessa alla classe successiva sulla base delle valutazioni già disponibili nel primo quadrimestre”. Ma non è stato così per questo anno scolastico: “Non c’erano elementi valutativi, la normativa non consente di procedere allo stesso modo”. Mentre sulle parole del padre della ragazza si è così espresso: “Abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità. La ragazza è stata ricordata in un momento pubblico organizzato dall’istituto e una docente si è recata personalmente a casa sua per farle visita”.

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