Gela, polemiche su decoro urbano e gestione dei rifiuti - QdS

Gela, polemiche su decoro urbano e gestione dei rifiuti

Liliana Blanco

Gela, polemiche su decoro urbano e gestione dei rifiuti

sabato 30 Maggio 2020 - 00:00
Gela, polemiche su decoro urbano e gestione dei rifiuti

L’ex assessore Siciliano ha attaccato l’atteggiamento dell’attuale Amministrazione comunale. I chiarimenti da parte dell’Esecutivo retto da Lucio Greco sono stati affidati a Grazia Robilatte

GELA (CL) – Il movimento politico Sviluppo democratico, espressione dell’ex sindaco Domenico Messinese, è tornato a gamba tesa nel dibattito politico e in particolare sulla questione Ghelas, la società multiservizi del Comune che si occupa di decoro urbano.

In particolare, è stato chiesto all’Amministrazione, alla Commissione Bilancio e alla Commissione Ambiente e Salute, perché la città, dopo un anno di commissariamento e un anno di nuova amministrazione, retta da Lucio Greco, viva ancora in uno stato di degrado, con servizi come la cura del verde, lo spazzamento, il lavaggio di strade, vie e pubbliche piazze, nonché il posizionamento delle isole ecologiche e la pulizia del litorale che non riescono a soddisfare le richieste dei cittadini.

“Nel 2019 – ha affermato l’ex assessore Simone Siciliano – il costo per il servizio di igiene è passato da 7 milioni a oltre 11 milioni di euro, ma stranamente il servizio di raccolta, invece di essere incrementato, è stato ridotto. La percentuale di raccolta differenziata, unico strumento ufficiale e scientificamente riconosciuto per misurare quantitativamente il servizio di igiene pubblica di ogni paese civilizzato, da oltre 2 anni non viene pubblicata sul sito del Comune, contravvenendo all’obbligo di trasparenza amministrativa. La Regione, però, ha reso noto che la percentuale gelese è scesa sotto al 20%”.

“Invitiamo il sindaco – ha concluso Siciliano – a verificare la linea politica di chi, nella sua squadra di governo, non ha più alibi e deve garantire un servizio essenziale per la tutela della salute pubblica”.

A replicare ci ha pensato l’assessore all’Ambiente, Grazia Robilatte, la quale ha puntato il dito proprio sulle responsabilità del precedente Esecutivo. “Come mai – ha affermato – già all’inizio della Giunta Messinese, non si procedette subito a dare corso alla naturale scadenza del contratto con la Tekra e così all’immediata predisposizione di un nuovo progetto e l’indizione di una nuova gara di appalto? Come mai, insomma, non si diede corso a quanto chiedeva l’allora assessore all’Ambiente, Fabrizio Nardo, che invece fu costretto a rimettere la delega che poi venne assunta proprio da Siciliano? Probabilmente, se si fosse fatta allora quella scelta i gelesi si sarebbero risparmiati tanti disagi”.

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