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Sviluppo in Sicilia, Varchi (FdI): “Con noi Sud cresce più del Nord”

Sviluppo in Sicilia, Varchi (FdI): “Con noi Sud cresce più del Nord”

“La Sicilia ha avuto l’accordo di coesione più sostanzioso, pari a 6,8 miliardi di euro”, ha detto il deputato di Fratelli d’Italia, responsabile per le Politiche del Mezzogiorno

“All’inizio di questa legislatura noi siamo partiti da un dato che per noi è irrinunciabile, cioè il rispetto degli impegni assunti con l’elettorato. La nostra volontà è stata fin da sempre quella di sopprimere le politiche di puro e mero assistenzialismo ai danni del Mezzogiorno per favorire delle politiche di sviluppo concreto”. Lo ha detto il deputato di Fratelli d’Italia, Carolina Varchi, responsabile per le Politiche del Mezzogiorno, durante la conferenza in Senato da lei promossa “Sicilia- Sfida Mediterranea”.

“Lo abbiamo fatto a partire dalla riforma della coesione completata con la creazione della ZES unica del Mezzogiorno. Una grande innovazione che ha fatto da acceleratore, una misura chiara e riconoscibile che solo in Sicilia nel biennio ’24-’25 ha permesso il rilascio di 179 autorizzazioni uniche in deroga, la concessione di quasi 800 milioni di investimento, 2 miliardi e mezzo per i quali è stato concesso il credito di imposta, e 1761 nuovi posti di lavoro creati”, ha continuato.

“La Sicilia sta crescendo proporzionalmente di più del Nord”

Carolina Varchi ha parlato della crescita del Sud Italia illustrando i risultati su alcuni progetti portati avanti dal governo. “Il paradigma col governo Meloni è cambiato: basta accordi a tavola chiusa, ma impegni chiari con progetti e cronoprogrammi firmati tra palazzo Chigi e i governatori di Regione”. In merito agli accordi in Sicilia ha specificato: “La Sicilia ha avuto l’accordo di coesione più sostanzioso, pari a 6,8 miliardi di euro. Grazie al governo Meloni e a Fratelli d’Italia il Sud sta crescendo proporzionalmente di più del Nord: con le politiche di sviluppo che abbiamo messo in campo, tanti giovani potranno trovare opportunità lavorative nel Mezzogiorno e non saranno, così, costretti a lasciare la loro terra come troppo a lungo è successo”.

La Sicilia come hub al centro del Mediterraneo

Il focus dell’analisi non si limita tuttavia ai soli investimenti finanziari, ma abbraccia una visione geopolitica a lungo termine che vede il Mezzogiorno come protagonista assoluto dello scacchiere internazionale. Viene infatti sottolineata la necessità di guardare al futuro con una prospettiva più ampia: “Oltre però all’aspetto economico, è bene fare anche una riflessione più ampia. Nel corso degli anni il contesto geopolitico internazionale ha spostato verso sud il baricentro. La Sicilia e il Mezzogiorno sono naturalmente votati a vivere questa sfida nei prossimi decenni, ovvero essere hub al centro del Mediterraneo, puntando su temi nevralgici come l’energia, l’innovazione e la logistica”.

Un disegno di rilancio che trova una sponda diretta nell’azione dell’esecutivo nazionale, puntando su una forte sinergia tra identità locale e cooperazione internazionale: “La Sicilia è da sempre naturale crocevia di interessi ed economie: per questo deve avere il coraggio di guardare al futuro con la consapevolezza della propria identità. Bisogna lavorare in una prospettiva euromediterranea ed è questa la linea d’orizzonte che sta adottando sapientemente il governo Meloni“. La conclusione del discorso del deputato traccia così la rotta istituzionale e accoglie con favore le proposte del mondo produttivo: “Desidero infine ringraziare Sicindustria per gli spunti importanti che sta dando, come il suggestivo ‘Piano Florio’ che noi siamo pronti a raccogliere per rilanciare la nostra isola e contribuire a far emergere sempre più il suo immenso potenziale di sviluppo”.

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