Taormina, ok al raddoppio ferroviario Me-Ct - QdS

Taormina, ok al raddoppio ferroviario Me-Ct

Massimo Mobilia

Taormina, ok al raddoppio ferroviario Me-Ct

mercoledì 03 Giugno 2020 - 00:01
Taormina, ok al raddoppio ferroviario Me-Ct

Nei giorni scorsi il via libera del ministero delle Infrastrutture al progetto di completamento. Un investimento pari a 2,3 miliardi di euro per coprire una tratta da 42 chilometri

MESSINA – Anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato l’ok al progetto per completare il raddoppio ferroviario tra Messina e Catania, nel tratto da Giampilieri a Fiumefreddo. La valutazione è arrivata nei giorni scorsi, e segue quella altrettanto positiva che Rfi aveva già incassato dal Ministero dell’Ambiente.

Una notizia importante per la crescita infrastrutturale del comprensorio taorminese che, nell’ambito di questo importantissimo investimento, del valore totale di circa 2,3 miliardi di euro per coprire una tratta di 42 km, beneficerà del lotto più importante, quello tra Letojanni e Fiumefreddo, dove è stata stimata una spesa di quasi 1 miliardo di euro e una stazione tutta nuova per Taormina. Il parere ministeriale, inoltre, ha fatto chiarezza su due aspetti che sin ora avevano alimentato non poche polemiche sul progetto: il ripristino della vecchia tratta ferroviaria dell’Alcantara e la rifunzionalizzazione dell’attuale stazione di Taormina-Giardini.

Il compimento del raddoppio ferroviario prevede, infatti, la realizzazione di uno scalo collinare nella Perla dello Ionio, che sorgerà sotto il parcheggio comunale Lumbi, nell’attuale zona di sosta denominata Madonnina, per consentire un accesso pedonale diretto dei passeggeri al centro storico, attraverso un sistema di scale mobili e ascensori. Un impegno avveniristico, dunque, che prevedeva inizialmente una dismissione della stazione che sorge oggi a Taormina mare, nella frazione di Villagonia, scomoda ai turisti che devono prendere l’autobus o un taxi per raggiungere il centro. Comoda, al contrario, per Giardini Naxos che, nonostante non fosse tra i Comuni al tavolo delle trattative, aveva manifestato la propria contrarietà all’idea. Posizione adesso in parte rivista dal Ministero, che ha deciso di salvaguardare l’attuale strada ferrata costiera, per farne una sorta di ferrovia leggera locale, con il mantenimento della stazione Taormina-Giardini, che costituisce tra l’altro un mirabile esempio di architettura liberty.

La futura linea veloce, invece, prevede nuove gallerie per circa 8 km tra Letojanni e Taormina, per sbucare poi in quella che sarà la nuova stazione Alcantara, che sarà spostata a monte della frazione di Trappitello, per poi proseguire verso Fiumefreddo e ricongiungersi al doppio binario già esistente. Così facendo i treni impiegheranno non più di 45 minuti tra Messina e Catania, con un collegamento diretto fino all’aeroporto di Fontanarossa che è già in costruzione. Un investimento importantissimo per il turismo taorminese, ma anche per l’intera Valle dell’Alcantara dove, seguendo le indicazioni ministeriali, Rfi dovrà impegnarsi a ripristinare la ferrovia Alcantara-Randazzo, per metterla in comunicazione con la Circumetnea e allargare così un imponente rete di metroferrovia tra le province di Messina e Catania, attorno al vulcano. Una linea ormai da troppo tempo abbandonata, raramente utilizzata da qualche treno storico per dimostrazioni turistiche, che viaggia lungo sentieri naturalistici di rara bellezza e che rappresenterebbe un’infrastruttura del tutto eco-sostenibile.

Dopo i pareri ministeriali si attende adesso la messa a bando dei primi cantieri che, considerati i tempi della burocrazia e il coronavirus, probabilmente non partiranno prima del 2022. Nel frattempo il Comune di Taormina sta cercando di intercettare un finanziamento per realizzare la cosiddetta circonvallazione di Trappitello, cioè un’alternativa alla Statale 185 che, una volta iniziati i lavori, subirà il triplo dell’attuale traffico veicolare di auto e mezzi pesanti, già adesso giornalmente caotico. Il nuovo tratto si snoderà per circa 2 km tra le contrade Santa Filomena, Zanghì, Paladini e Nigrì, dall’attuale Chiesa di Santa Venera all’uscita del paese, nei pressi di quella che sarà la nuova stazione Alcantara.

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