Taormina sogna ancora il campo da golf per destagionalizzare il settore turistico - QdS

Taormina sogna ancora il campo da golf per destagionalizzare il settore turistico

Massimo Mobilia

Taormina sogna ancora il campo da golf per destagionalizzare il settore turistico

mercoledì 30 Ottobre 2019 - 00:01
Taormina sogna ancora il campo da golf per destagionalizzare il settore turistico

Il green garantirebbe una nuova occasione di crescita per il territorio e per l’offerta ai visitatori. Varie vicissitudini hanno bloccato il progetto legato ai terreni di contrada Vareggio

TAORMINA (ME) – La storia delle eterne incompiute, tra le infrastrutture sportive taorminesi, rischia di arricchirsi di un altro estenuante capitolo: quello del campo da golf di contrada Vareggio.

Una storia che in realtà parte da lontano, con lavori iniziati nel 2006, non portati a termine nel 2009 secondo i tempi previsti, e poi bruscamente interrotti dopo l’alluvione del 2011. Un terreno da 63 ettari, che si estende nella frazione di Trappitello fino alle sponde del fiume Alcantara, dove avrebbe dovuto nascere un meraviglioso green con annessa struttura alberghiera e residenziale, per valorizzare un’intera contrada e, soprattutto, aggiungere un tassello importante all’offerta turistica della Perla dello Ionio. E invece nulla. Come tutti i sogni più belli – compresa la Cittadella dello sport di contrada Bongiovanni, ricordata la scorsa settimana – anche questa infrastruttura si è infranta tra scartoffie burocratiche e mancanza di risorse.

In tutto ciò è rimasta una certezza, che i terreni sono di proprietà privata e su di essi poco può incidere l’azione del Comune. Eppure, l’Amministrazione di Palazzo dei Giurati aspira fortemente a trovare una soluzione, e già nei mesi scorsi, come documentato anche dal Qds, si era interessata a incontrare le parti per spingere a far ripartire i cantieri. E siccome si vuol garantire la centralità dello sport nella realizzazione dell’opera, nelle ultime settimane sembra prendere forma l’ipotesi che accredita un grosso gruppo alberghiero del Nord in trattativa per rilevare i terreni – adesso in mano alla società Off Side – con l’intenzione di puntare forte proprio sull’investimento sportivo, escludendo quindi l’investimento residenziale, mantenendo quello alberghiero (il progetto iniziale prevedeva circa 200 camere poi ridotte a 130) e creando invece altri campi da gioco. Insomma, il sogno ricorrente sarebbe sempre uno: realizzare una Cittadella dello sport che Taormina non ha mai avuto.

Una volta definito l’acquisto, la nuova proprietà non incontrerebbe ostacoli a riottenere la concessione edilizia, visto che il Comune si è mostrato favorevole all’idea, per sbloccare finalmente uno stallo che perdura da otto anni. Rispettando comunque la destinazione d’uso originaria e andando a limitare quella residenziale, che già all’origine del progetto aveva fatto gridare alla speculazione edilizia. Si era partiti, infatti, per realizzare 250 appartamenti, poi ridotti a 158. Nulla a che vedere con il golf e lo sport in generale. Allo stesso tempo bisognerà attendere la risoluzione della contesa nata tra la Off Side e il ministero per lo Sviluppo Economico, che aveva stoppato i finanziamenti dopo il dissesto idrogeologico del 2011. In primo grado al Tribunale di Roma, il Mise era già stato condannato a pagare circa 19 milioni di euro, e anche la Regione siciliana ne dovrebbe all’incirca 8 milioni. Le parti stanno trattando da mesi per un accordo transattivo.

Passeranno altri anni, tra il cambio di proprietà, la ripresa dei lavori e la definitiva apertura. Taormina non vuole rinunciare comunque a entrare nell’elitario club dei golfisti, consapevole che il green garantirebbe una nuova occasione di crescita. Uno studio di mercato sul campo di contrada Vareggio parlava di un potenziale incremento di circa 350 mila presenze soltanto nei mesi invernali, che garantirebbero una prima soluzione alla tanto cercata destagionalizzazione, oltre a un incremento annuo delle presenze tra il 15 e il 20%. Per la capitale del turismo siciliano significherebbe provare a superare il milione e mezzo di visitatori l’anno. Un’opera che sarebbe importante anche per tutta la Sicilia, se si pensa che nell’isola esistono soltanto altri tre campi da golf, quello di Donnafugata nel ragusano, il Verdura resort in provincia di Agrigento e il campo etneo a Castiglione di Sicilia.

Twitter: @MassimoMobilia

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