La Tari continua a pesare sulle famiglie siciliane, con una spesa che supera la media nazionale e forti differenze tra i territori. Nel 2025 il costo medio annuo della tassa sui rifiuti in Sicilia ha raggiunto 402,36 euro per una famiglia tipo, contro una media italiana di 340 euro. Il dato è restituito dal rapporto dell’Osservatorio prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, che prende in considerazione un nucleo di tre persone residente in un’abitazione di 100 metri quadrati.
La spesa regionale è aumentata del 3,1% rispetto all’anno precedente, confermando il peso del servizio di gestione dei rifiuti sui bilanci familiari. A evidenziare le differenze territoriali sono soprattutto i costi rilevati nelle città siciliane.
Differenziata e costi di gestione, il quadro
Il peso della tassa si inserisce in un contesto regionale caratterizzato da criticità nella gestione dei rifiuti. Secondo i dati riportati da Federconsumatori Sicilia, nel 2025 la raccolta differenziata nell’Isola si è attestata al 55,51%, registrando una crescita limitata rispetto all’anno precedente.
Il dossier Comuni Ricicloni Sicilia 2025 di Legambiente segnala che nel 2024 erano 303 i Comuni che avevano raggiunto almeno il 65% di raccolta differenziata, mentre 99 rientravano nella categoria dei Comuni Rifiuti free, con una produzione di rifiuti indifferenziati inferiore a 75 chilogrammi per abitante all’anno.
Restano tuttavia le difficoltà dei grandi centri urbani. Nel 2024 Palermo registrava una raccolta differenziata del 17,31% e Catania del 33,55%, valori che evidenziano la distanza rispetto agli obiettivi di gestione sostenibile dei rifiuti.
Tari in Sicilia, la città più cara
Tra i valori riportati, Catania si distingue per la spesa più elevata, con circa 602 euro l’anno per la famiglia tipo considerata nell’indagine. L’importo supera nettamente la media nazionale e quella regionale, mettendo in evidenza il costo sostenuto dai residenti del capoluogo etneo.
Gli altri importi disponibili sono pari a circa 396 euro a Siracusa, 395 euro a Ragusa e 360 euro a Palermo. Per Messina ed Enna, invece, i valori indicati su base provinciale sono rispettivamente di circa 331 e 278 euro.
Discariche e impianti, quanto incidono sulla tassa
Tra i fattori che contribuiscono a mantenere elevati i costi del sistema siciliano c’è il ricorso alle discariche. Secondo Legambiente Sicilia, nel 2023 lo smaltimento in discarica costava circa 380 euro a tonnellata nell’Isola, contro i 90-120 euro del Piemonte e i circa 150 euro della Toscana. In caso di conferimento fuori regione, la spesa poteva arrivare fino a 450 euro a tonnellata.
A incidere sono anche la disponibilità degli impianti di trattamento, i costi di trasporto e la quantità di rifiuti indifferenziati prodotti. Un sistema che richiede interventi strutturali per migliorare il riciclo e contenere le spese a carico delle famiglie.
Resta quindi aperta una questione centrale: quali interventi possono consentire ai Comuni siciliani di ridurre i costi del servizio e, nel tempo, alleggerire la bolletta dei cittadini? Il confronto tra le amministrazioni più virtuose e quelle che registrano maggiori difficoltà può aiutare a individuare le misure necessarie per rendere più efficiente il ciclo dei rifiuti.
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