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Termovalorizzatore Catania, sopralluogo alla zona industriale: Sidra chiede chiarimenti sui pozzi

Termovalorizzatore Catania, sopralluogo alla zona industriale: Sidra chiede chiarimenti sui pozzi

“Il progetto impatta in maniera significativa su tutta l’area del Campo Pozzi e su tutte le infrastrutture idriche in esso presenti”, si legge nel documento presentato dalla partecipata

A mezzogiorno nella strada III Mimosa della zona industriale di Catania. È l’appuntamento segnato nell’agenda delle pubbliche amministrazioni coinvolte nell’iter di valutazione del progetto per la realizzazione del termovalorizzatore. All’ordine del giorno c’è infatti un primo sopralluogo nei terreni individuati dal governo Schifani per costruire uno dei due impianti che sono stati annunciati come la soluzione ai problemi che da sempre la Sicilia ha con la gestione della spazzatura indifferenziata.

Dopo decenni in cui il settore è stato segnato, da tutti i punti di vista, compreso quello giudiziario, dalle discariche, i termovalorizzatori dovrebbero ricondurre la Regione verso una forma di autosufficienza. Una promessa che non è condivisa dai movimenti ambientalisti che hanno già annunciato opposizione al progetto. Al momento l’iter si trova sui tavoli della commissione tecnico-specialistica, dove è da poco approdato sotto forma di progetto di fattibilità tecnico-economica. Il primo dei livelli della progettazione, a cui seguirà quello esecutivo per poi arrivare ai lavori.

Di strada davanti ancora ce n’è molta, ma qualcosa già si muove come dimostrato dall’incontro.

La decisione presa il 16 giugno per “acquisire diretta conoscenza”

La decisione di recarsi sui terreni della zona industriale è stata presa a metà dello scorso mese nel corso di una riunione a cui hanno preso parte anche i rappresentanti del raggruppamento temporaneo di imprese guidato da Cremonesi Workshop, a cui è stato affidato la prima fase del progetto. I professionisti hanno illustrato le previsioni tecniche per i due impianti e le soluzioni immaginate per rendere i due termovalorizzatori compatibili con le esigenze ambientali.

“Nel corso della presentazione, i partecipanti hanno formulato osservazioni e richieste di chiarimento sui diversi aspetti progettuali illustrati. I progettisti hanno fornito i necessari elementi di risposta nel corso della riunione stessa. Nel corso dell’incontro è emersa l’opportunità di effettuare un sopralluogo presso i siti interessati dagli interventi, al fine di acquisire diretta conoscenza delle caratteristiche dei luoghi e degli elementi territoriali e ambientali rilevanti ai fini istruttori”, si legge nel verbale della seduta visionato dal Quotidiano di Sicilia. I componenti della commissione tecnica che si occuperanno della valutazione del progetto hanno anche richiesto di poter prendere diretta contezza dell’operatività della tipologia di impianto che dovrebbe sorgere oltre che a Catania anche a Palermo, nella zona di Bellolampo.

“È stata condivisa – prosegue il documento – l’opportunità di organizzare visite tecniche presso impianti analoghi a quelli in progetto, già in esercizio, al fine di acquisire ulteriori elementi conoscitivi utili alla valutazione delle caratteristiche tecnico-gestionali delle opere previste. Le modalità operative, i tempi e le forme di organizzazione delle suddette attività saranno definiti mediante successivi accordi tra le amministrazioni e i soggetti competenti”.

Sidra: “Posizionamento nuovi pozzi tenga conto del fatto che avvenga sfruttando aree a servizio esclusivo nostro”

Intanto fino al 9 luglio sarà aperta la finestra entro cui qualsiasi soggetto, compresi gli esponenti della società civile, potranno presentare osservazioni e richieste di chiarimenti al progetto. Tra chi ha chiesto delucidazioni c’è anche Sidra, la società partecipata del Comune di Catania che nell’area destinata a ospitare il termovalorizzatore gestisce un pozzo. “Il progetto impatta in maniera significativa su tutta l’area del Campo Pozzi e su tutte le infrastrutture idriche in esso presenti”, si legge nel documento presentato dalla partecipata. Il sito è dedicato “esclusivamente al pompaggio, adduzione e stoccaggio per la rete di distribuzione” al servizio della zona industriale.

Alla luce di ciò Sidra chiede che “il posizionamento dei nuovi pozzi” tenga conto del fatto che avvenga sfruttando aree a servizio esclusivo di Sidra. “Deve essere pertanto realizzata una stradella recintata dove saranno posizionati le nuove condotte, la rete elettrica, la rete di telecontrollo”, si legge. Al contempo si chiede che i lavori che verranno effettuati garantiscono la possibilità di continuare a emungere acqua per una portata di 59,4 litri al secondo. Una quantità pari a quella attuale.

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