Nuova forte scossa di assestamento a Caracas e La Guaira, le zone colpite dal doppio terremoto che ha causato morte, distruzione e disperazione.
A riferirne è l’Afp, ricordando che il bilancio del doppio sisma che ha colpito il Venezuela è salito ieri a 1450 morti. La scossa ha colpito 774 edifici, 189 dei quali sono crollati. Secondo stime delle Nazioni Unite. Invece, i dispersi sarebbero 50mila.
Recuperato il corpo di Enzo Cuomo, era disperso assieme a moglie e figlia
Intanto, nelle scorse ore, è stato recuperato dalle macerie della sua abitazione a Caracas il corpo senza vita di Enzo Cuomo, 63 anni, originario di Laviano in provincia di Salerno e residente nel quartiere di Los Palos Grandes. Si attende il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari.
La vittima si trovava a casa insieme alla moglie Trini Adrian, 53 anni, e alla figlia Isabella, 22 anni, al momento del sisma e per questo si presume che anche loro abbiano perso la vita e i loro corpi potrebbero essere già all’obitorio in attesa di riconoscimento ufficiale, spiegano le fonti. I tre erano stati inseriti nella lista dei dispersi.
Ritrovati vivi padre e figlio
Le squadre di soccorso francesi e statunitensi che operano a La Guaira hanno estratto vivi padre e figlio dalle macerie di un edificio collassato, a quattro giorni di distanza dal violento terremoto. Il contingente internazionale di soccorso opera in uno stato, La Guaira, già gravato da una persistente crisi politica ed economica.
L’estrazione dei due superstiti ha richiesto 12 ore di operazioni tecniche, durante le quali le squadre hanno impiegato telecamere di ricerca specializzate, operando con estrema cautela tra le strutture instabili. Un membro della Protezione civile francese ha dichiarato: “Sono estremamente deboli, come lo sarebbe qualsiasi persona intrappolato sotto le macerie per quattro giorni, quindi stiamo facendo tutto il possibile per reidratarli e somministrare vari farmaci durante il processo di estrazione, che procede molto lentamente”.
Tale operazione segue il salvataggio di una madre e del suo bambino di nove mesi, avvenuto il giorno precedente. I soccorritori hanno predisposto flebo e rimosso i detriti prima di procedere all’estrazione dei membri della famiglia, mentre altro personale monitorava le macerie in cerca di segnali di vita.
Sebbene le squadre abbiano salvato almeno 33 persone durante il fine settimana, decine di migliaia di individui risultano ancora dispersi. Gli specialisti confermano che, superate le 72 ore dall’evento sismico, le probabilità di rinvenire vittime in vita diminuiscono drasticamente: la finestra temporale critica va dalle 72 alle 96 ore. Famiglie disperate hanno scavato tra le macerie, alcune a mani nude, nel tentativo di ritrovare i propri cari. Alcuni hanno riferito di sentire delle persone sotto le macerie, ma di non riuscire a spostare le pesanti lastre di cemento e di attendere con ansia l’arrivo dei mezzi pesanti.
Medici senza Frontiere: “Siamo solo all’inizio, bisogni aumentano”
Le équipe di Medici Senza Frontiere (Msf) in Venezuela continuano a preparare e distribuire kit medici di emergenza destinati agli ospedali che curano i feriti dei terremoti. Ad oggi, otto ospedali a Caracas e La Guaira hanno ricevuto forniture sufficienti a coprire i bisogni terapeutici di circa 3.500 pazienti.
“Siamo solo all’inizio e i bisogni continuano ad aumentare – dichiara Andreas Spaett, responsabile dei programmi di Medici Senza Frontiere in Venezuela – Le nostre donazioni si sono rivelate particolarmente efficaci. Essendo l’unica Ong internazionale operativa presente fin dalle prime ore successive al disastro, Msf è riuscita a colmare gravi carenze di forniture quando gli ospedali avevano esaurito le loro scorte di emergenza”.
Spaett continua: “Stiamo già pensando a come intervenire nelle prossime settimane perché continuiamo a vedere persone sfollate che vivono in luoghi improvvisati. Per quanto riguarda i bisogni primari, le persone che hanno perso le loro case cercano cibo, acqua, ripari. Stiamo organizzando e pianificando delle cliniche mobili in diversi luoghi, ad esempio in diversi grandi parchi e stadi di Caracas, dove vediamo radunarsi migliaia di persone. Stiamo cercando anche di fornire assistenza sanitaria di base in quei luoghi. Infine, non dobbiamo dimenticare i bisogni di salute mentale: cercheremo di fornire supporto psicologico a queste persone traumatizzate”.
Panama invia oltre 200 tonnellate di aiuti umanitari
Panama ha inviato oltre 200 tonnellate di aiuti umanitari al Venezuela colpito da un devastante sisma. Lo ha annunciato su ‘X’ il presidente di Panama José Raul Mulino, spiegando che tra gli aiuti inviati ci sono cibo e medicinali. “Non possiamo voltarci dall’altra parte”, ha scritto Mulino.
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