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Castronovo (Legambiente): “Solo vantaggi dai Parchi nazionali. I Comuni lo capiscano”

Castronovo (Legambiente): “Solo vantaggi dai Parchi nazionali. I Comuni lo capiscano”
Tommaso Castronovo presidente Legambiente Sicilia

Il presidente di Legambiente Sicilia: “I ritardi? Scuse che guardano solo a interessi particolari”

PALERMO – Legambiente “ha assolutamente l’obiettivo di accelerare verso l’istituzione dei Parchi nazionali in Sicilia”. Lo dichiara al Quotidiano di Sicilia il presidente di Legambiente nell’Isola, Tommaso Castronovo, ribandendo la necessità del territorio siciliano di mettere la freccia sul tema della completa applicazione della Legge n. 222 del 2007 che prevede l’istituzione di quattro aree naturali protette e sottoposte alla vigilanza del Ministero dell’Ambiente.

Nello specifico, Castronovo fa riferimento agli ostacoli che stanno impedendo la realizzazione del Parco degli Iblei, tra le province di Catania, Siracusa e Ragusa. Questo, oltre al Parco delle Isole eolie e quello delle Egadi e del litorale trapanese, è una delle aree che aspettano ancora di ‘nascere’, nonostante la Legge del 2007 le preveda già da quasi vent’anni.

Il ritardo nell’istituzione dei Parchi nazionali

Il ritardo “è una scusa che guarda agli interessi particolari e non agli obiettivi, tra l’altro previsti dalle direttive europee per le aree protette. L’istituzione dei parchi contribuirebbe notevolmente anche in Sicilia a raggiungere questi obiettivi che sono per noi importanti anche nel contrasto ai cambiamenti climatici”, afferma il presidente di Legambiente Sicilia.

Possiamo dire che la sentenza del Tar di Catania può fare giurisprudenza? “Questa sentenza è stata preceduta da quella sul parco del Matese che, più o meno, ha avuto la stessa destinazione, in quel caso del Tar Lazio. Ricorrere in via giudiziale all’istituzione di un parco è un segno di debolezza da parte delle istituzioni, perché secondo noi queste istituzioni dovrebbero procedere in funzione delle leggi istitutive. Da questo punto di vista sì – afferma Castronovo -, può fare la differenza, ma questa sentenza positiva è comunque legata al fatto che fossero già state messe in atto negli anni delle procedure e che, queste, non incespicassero poi all’ultimo miglio”.

Parco degli Iblei, i dubbi dei Comuni

Nel caso degli altri due Parchi “non siamo ancora a un livello concertativo” e in quei due casi “il vulnus è ancora più importante dal punto di vista della partecipazione dei soggetti e degli Enti che dovrebbero bilanciare l’istituzione dei Parchi”. Per quanto riguarda gli Enti che sono particolarmente scettici in merito alla perimetrazione del Parco degli Iblei.

“Le esperienze dei Parchi nazionali che sono stati istituiti in giro per l’Italia ci dicono che non c’è nessun Comune che abbia deciso di uscire dai parchi. Anzi, questi sono stati una risorsa in più, non solo dal punto di vista ambientale ma anche in chiave socio-economica per i Comuni che sono presenti in queste aree”.

I vantaggi ambientali ed economici dei Parchi

“Noi riteniamo che questa tendenza a fasciarsi la testa in anticipio sia fuori luogo. Invitiamo tutti i Comuni che ne fanno parte a maturare un’esperienza positiva rispetto a questa idea, da cui possono trarre benefici e vantaggi in questo momento forse di cui non sono ancora consapevoli”.

“La questione è un’altra: se i Comuni in questo momento si frappongono all’istituzione del Parco adducendo scuse o motivazioni che guardano solo a interessi particolari e non generali, è un dato sul quale loro stessi devono fare delle riflessioni. Se i benefici devono essere generali o solo per alcune categorie. Quando si parla di Parco nazionale i benefici saranno diffusi e importanti, credo che sia la misura sulla quale bisognerebbe concentrarsi”, conclude Castronovo.