Il Nicaragua si sta trasformando gradualmente in una “Corea del Nord” del Centro America: un regime familiare che tende a isolarsi e preoccupa fortemente gli osservatori internazionali. Da decenni nel Centroamerica coesistono Stati più o meno democratici e altri con tendenze autoritarie, ma la situazione del Paese a cavallo tra i due oceani è ormai considerata irreversibile con la “dinastia” degli Ortega, che ha surclassato persino l’autocrazia di Cuba, dalla storia simile.
La diarchia Ortega-Murillo: l’unica al mondo, nata dalla Rivoluzione Sandinista del 1979
Nel 2025 una riforma costituzionale ha trasformato la forma di governo nicaraguense in una diarchia, de facto l’unica al mondo, ed è stata nominata co-presidente Rosario Murillo, la moglie 75enne dello storico rivoluzionario Daniel Ortega, 80enne. Secondo l’opinione pubblica lei è sempre stata la vera anima del potere, fin da quando ha seguito il futuro marito nella Rivoluzione Sandinista del 1979, che segnò la fine della sanguinosa dittatura della famiglia Somoza, all’epoca sostenuta dagli USA: Nicaragua Libre è lo slogan che ancora splende luminoso all’aeroporto della capitale Managua, scimmiottando quello cubano, entrambi gridi di libertà poi traditi.
La coppia Ortega-Murillo appare raramente in pubblico: vivono reclusi in una villa nei dintorni di Managua: lui sarebbe affetto da lupus, malattia autoimmune per cui bisogna evitare la luce, mentre lei parla quotidianamente nei tg di mezzogiorno, ma solo con la voce, come ai tempi della propaganda di Hitler, Mussolini e Franco, e tenta di rassicurare un popolo ormai tra i più poveri del continente americano (circa il 30% è sotto soglia). Madre di otto figli, ha indicato come “erede al trono” il 44enne Laureano, filorusso che ha già collezionato sanzioni da Usa e Unione Europea per violazioni di diritti umani ed è delegato per le relazioni diplomatiche.
Giornalisti espulsi, media chiusi e Vaticano in rottura: il Nicaragua sempre più isolato
Che non vanno a gonfie vele: nel 2023 il Vaticano ha interrotto i rapporti, idem problemi con Spagna, Ecuador e altri ambasciatori e con le organizzazioni internazionali. Ma c’è di peggio: giornalisti, youtuber, videomaker e influencer non sono graditi: chi scrive è stato bloccato temporaneamente all’arrivo, dopo un interrogatorio, mi hanno fatto passare perché ho dimostrato di non occuparmi nello specifico di politica. Sono state numerose le espulsioni di colleghi nicaraguensi e lo storico quotidiano El Nuevo Diario è stato chiuso dopo 40 anni. È obbligatorio esporre accanto alla bandiera storica del Nicaragua quella del partito di Ortega FSLN, qualche chiesa fa eccezione.
Turismo in Nicaragua: vulcani, laghi, città coloniali e nessun visto richiesto
Eppure tutto ciò non ha fermato il turismo: chi vuole scoprire questo Paese, che non conosce treni, autostrade né cinema ma vanta bellezze naturali, soprattutto vulcani, immensi laghi (il nome deriva dal capo indigeno Nicarao in mezzo all’agua), la doppia costa atlantica e pacifica, e incantevoli città coloniali, paradossalmente non ha bisogno neppure di visto e troverà costi accessibili e più bassi della confinante Costa Rica, ormai parametrata sui prezzi europei e statunitensi.
Managua, il vulcano Masaya e la magia coloniale di Granada e León
La maggior parte dei turisti bypassa la capitale perché pericolosa e priva di particolari bellezze, ma i visitatori più attenti troveranno Managua interessante: rasa al suolo da un terremoto nel 1972, ha edifici bassi e le piazze della Rivoluzione, il paseo lungolago e il cuore istituzionale trasmettono l’atmosfera di repressione attuale. Un’imponente chiesa, pericolante e abbandonata all’interno, e integra nelle poderose mura, si affaccia sul Palacio Nacional, oggi museo; la Cattedrale metropolitana, capolavoro di architettura brutalista, ha originali cupole che somigliano a grandi uova, tanto da farla ribattezzare “chiesa delle uova”. Non lontano si trova il Masaya, il vulcano più attivo del Centro America, facilmente raggiungibile in auto: il piazzale-mirador sul cratere principale è un balcone su uno spettacolo sbalorditivo. Impressionanti pareti verticali circondano un intenso fumo che fuoriesce dalla bocca di lava incandescente rossa, si rimane col fiato sospeso… in tutti i sensi perché, dopo pochi minuti, si inizia a tossire mentre una sirena risuona per allertare di non sostare troppo a causa della tossicità.
Il clou delle attrazioni è la città coloniale di Granada: giallo, verde, azzurro, fucsia, glicine, amaranto sono i colori della “perla del Nicaragua”, chiamata anche Grande Sultana, un tuffo nell’epoca coloniale spagnola con ampi palazzi e sontuosi cortili che ospitano bar, ristoranti, negozi e alberghi. Mobili, cimeli, arredi, fontane, balconate e scale di legno sono dettagli ricercati. Salendo sul Campanile della magnifica Cattedrale è mozzafiato la vista sulla città, dove soggiornò anche Giuseppe Garibaldi. Un breve tour in barca tra le Isletas de Granada, 365 isolette sul vicino lago Cocibolca, consente di scoprire uno spaccato di ville milionarie, Miami style, affacciate sull’acqua verdastra, accessibili in motoscafo, come quella degli imprenditori del rinomato rum nicaraguense “Flor de Caña”. León, ribattezzata città di locos (pazzi), poeti e rivoluzionari, è l’altra anima e orgoglio della Nazione, a pochi minuti dalla costa del Pacifico: ricca di splendide chiese coloniali, barocche e neoclassiche, nasconde gioielli come il Centro de Arte Fundación Ortiz-Gurdián, uno dei musei di arte contemporanea più importanti dell’America Latina, che sorprende per dimensioni e varietà di collezioni. La sua Cattedrale è sito Unesco e sul tetto bianco è possibile gironzolare scalzi ammirando la cittadina gioiello. Benvenuti in Nicaragua.

