Canzoneri: “Strategia unitaria per il territorio” - QdS

Canzoneri: “Strategia unitaria per il territorio”

Vito Manca

Canzoneri: “Strategia unitaria per il territorio”

sabato 24 Luglio 2021 - 00:00

La neo segretaria della Cgil trapanese illustra al Quotidiano di Sicilia le sue idee ed i suoi progetti per far ripartire un territorio che soffre ma che soffriva anche prima della pandemia

TRAPANI – Liria Canzoneri conosce il sindacato come le sue tasche. Arriva al vertice della Cgil trapanese dopo avere conosciuto la prima linea. Ed il fronte in questa provincia è sempre stato ampio. Conosce come le sue tasche anche il territorio. Difficile. Pieno di contraddizioni. Con le organizzazioni sindacali che hanno spesso dovuto alzare la voce per farsi sentire e dare anche qualche spallata quando è stato necessario. Un territorio che soffre e che soffriva anche prima della pandemia. La neo segretaria provinciale (57 anni) sa che le parole hanno un peso. E con la sua esperienza ha gli strumenti per poterle pesare bene ed al meglio. E’ stata scritta, da tempo, la lista delle emergenze e delle vertenze. E lei è pronta a presentarla sul tavolo del confronto con le istituzioni e con il sistema delle imprese.

La corsa alla ripresa è cominciata ed è fondamentale, ma non c’è il rischio che venga condizionata dallo schema più lavoro, meno diritti?
““Più che di ripresa parlerei di ripartenza delle attività produttive nella nostra provincia. La ripresa prevede un aumento di produttività rispetto a un periodo pregresso e perché ciò avvenga è necessario potenziare investimenti, occupazione e salari. Il territorio trapanese ha un tessuto imprenditoriale debole aggravato dalla crisi economica legata alla pandemia, oltre a un tasso di disoccupazione pari al 17,8%, con scarse prospettive occupazionali, soprattutto tra i giovani e le donne. Inoltre, le condizioni economiche e sociali di molte famiglie sono peggiorate. La ripartenza richiederà del tempo e non sarà uniforme in tutti i settori. Alcuni di essi come commercio, turismo e trasporti hanno riaperto le attività , ma oltre a essere condizionati dalla stagionalità, presentano una accentuata prevalenza di lavoro precario, di contratti a tempo determinato e di fenomeni diffusi legati al lavoro sommerso e in nero. In altri comparti, come l’industria, la ripresa sarà più lenta e se le aziende non utilizzeranno gli strumenti di protezione sociale, a partire dalla Cassa Integrazione Guadagni come previsto dall’accordo governo – sindacati, il rischio è che a breve si riaprirà una nuova stagione di vertenze e molti lavoratori usciranno dal circuito occupazionale. A ciò si aggiunge la minaccia di avere, in tutti i settori, una riduzione della qualità del lavoro rispetto alla sicurezza, alla copertura salariale e previdenziale, oltre a un contestuale peggioramento delle condizioni organizzative del lavoro con maggiori carichi a parità di retribuzione”.

Avete posto, assieme Cisl e Uil, la priorità della sicurezza nei posti di lavoro. Ma cos’è che non funziona? Pochi controlli? O scarsa cultura della sicurezza anche negli ambienti di lavoro?
“Il tema sulla sicurezza nei luoghi di lavoro è prioritario e continuerà a essere al centro dell’azione della Cgil, unitariamente con Cisl e Uil. Il Testo Unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi lavoro è frutto di rivendicazioni e mobilitazioni sindacali attraverso cui le lavoratrici e i lavoratori hanno acquisito il diritto a non ammalarsi a causa del lavoro. Occorre che le aziende meno virtuose considerino la salute e la sicurezza dei dipendenti un investimento produttivo piuttosto che un costo. Aiuterebbe un processo di sburocratizzazione delle procedure e un maggiore controllo da parte da parte degli organismi ispettivi: Asp, Inail -Ispettorato del Lavoro”.

C’è la corsa al turismo. Ma nessuno corre per migliorare i servizi. Così si tratta di una corsa perdente. Condivide?
“Il turismo è uno dei settori che ha maggiori prospettive di crescita, ma è necessario creare le condizioni affinché questo avvenga. Partendo dalle infrastrutture che favoriscono la mobilità cioè i collegamenti stradali interni, il dragaggio del porto di Trapani, che consentirebbe l’ingresso di navi di maggiore dimensione e da crociera, il completamento delle opere nei porti minori come Castellamare del Golfo, San Vito Lo Capo e le Isole Egadi e di Pantelleria. è necessario creare sinergie tra l’aeroporto di Trapani e quello di Palermo per favorire un turismo interregionale e risolvere il problema del binario ferroviario unico consentendo una moderna e puntuale mobilità. Inoltre, è fondamentale creare un sistema che metta in rete, nel territorio, tutti i servizi funzionali al turismo, alle attività culturali, balneari e sportive”.

Ci sono vertenze sindacali che sta per diventare emergenze sul territorio?
“Abbiamo diverse emergenze nel territorio trapanese, a cominciare dalla stabilizzazione del personale precario nelle pubblica amministrazione e nella scuola. C’è anche la questione legata alla riduzione delle liste di attesa nella Sanità, ma anche l’emergenza occupazionale dei giovani e delle donne, il reinserimento lavorativo di chi ha perso l’occupazione, il potenziamento dei servizi sociali nel territorio e l’emergenza povertà legata alla crisi”.

Una vertenza aperta è sicuramente quella dell’area dell’ex Cantiere Navale di Trapani e del bacino della Regione. Non si fanno passi avanti. Perché?
“La vertenza decennale del Cantiere Navale di Trapani, in questi mesi, si è completata con l’assegnazione definitiva dell’aerea demaniale alla società Marinedì. Ci risulta che è stato presentato il progetto esecutivo, che è al vaglio dell’Autorità di Sistema portuale per il si definitivo. Resta aperto il rifacimento dell’impianto elettrico del bacino di carenaggio. Complessivamente qualche passo in avanti è stato compiuto, adesso si tratta di accelerare l’iter per la ripresa dell’attività e dell’occupazione. Vigileremo affinché tutto possa realizzarsi il prima possibile, così da riattivare l’importante settore della cantieristica e garantire l’occupazione alle maestranze e all’indotto”.

C’è una strategia unitaria di sviluppo del territorio provinciale? Oppure ogni Comune va per la sua strada?
“Rispetto ai progetti in esecuzione e a quelli che sono in cantiere, ritengo che la tendenza sia quella di concentrarsi sullo sviluppo dei singoli Comuni. Manca una vera e propria visione di rilancio dello sviluppo provinciale inteso come Distretto Trapani, capace di valorizzare le vocazioni dei singoli territori, ma al tempo stesso rendendolo complementare e competitivo rispetto al mercato esterno”.

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