Trapani, fondi per rilanciare i beni confiscati - QdS

Trapani, fondi per rilanciare i beni confiscati

Vincenza Grimaudo

Trapani, fondi per rilanciare i beni confiscati

giovedì 31 Dicembre 2020 - 00:00
Trapani, fondi  per rilanciare i beni confiscati

Appena scaduto un bando aperto in 10 Comuni della provincia per promuovere iniziative: centomila euro a disposizione per rivitalizzare i beni strappati a Cosa nostra e inutilizzati

TRAPANI – Il Consorzio trapanese per la legalità e lo sviluppo avvia l’esame per la programmazione delle attività in vista del nuovo anno 2021.

È in fase di espletamento un bando recentemente pubblicato con l’obiettivo di raccogliere idee progettuali per la realizzazione di interventi educativi e formativi per la promozione della cultura della legalità, della trasparenza e della buona amministrazione. Ad essere coinvolti i 10 Comuni soci della provincia trapanese: Castelvetrano, Alcamo, Castellammare del Golfo, Marsala, Campobello di Mazara, Mazara del Vallo, Calatafimi, Paceco, Salemi, Vita e Partanna. Stanziati 100 mila euro con l’obiettivo di coinvolgere anche le scuole. I progetti, che saranno a breve prescelti in seguito alla chiusura dell’avviso pubblico di questi giorni, dovranno supportare i Comuni e gli enti assegnatari dei beni confiscati alla mafia nel recupero e valorizzazione degli stessi immobili, anche mediante il reperimento di fondi nazionali ed europei. I progetti presentati saranno valutati da una prestigiosa commissione di qualità, a titolo gratuito.

Il recupero del bene e l’immissione nel tessuto produttivo locale sarà sottolineato con un’apposita cerimonia istituzionale, aperta al territorio. I soggetti interessati, che siano associazioni, enti che operano senza fini di lucro e no profit, possono stipulare protocolli d’intesa o accordi con enti pubblici ed istituzioni scolastiche per varare l’idea progettuale da sottoporre al consorzio che sostiene attività e iniziative per l’affermazione della cultura della legalità, in modo particolare tra le giovani generazioni. Il finanziamento delle iniziative progettuali avverrà dietro la formazione di un’apposita graduatoria, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili sul bilancio pari a 100 mila euro.

Il contributo massimo erogabile per ciascun progetto ammonta a 35 mila euro. In provincia di Trapani gli immobili confiscati e già destinati ai Comuni sono in tutto 548, e si trovano in 19 dei 24 territori. La provincia di Trapani è la seconda in Sicilia per numero di beni già assegnati: prima c’è solo Palermo con 2.526, e addirittura surclassa città metropolitane come Catania e Messina. Parlando dei singoli comuni, è Castelvetrano quello che detiene il maggior numero di immobili, pari a 125 unità, seguito da Alcamo a 67 e Mazara del Vallo a 65.

Il Consorzio Trapanese per la Legalità e lo Sviluppo è impegnato a sostenere attività ed iniziative idonee all’affermazione della cultura della legalità, in modo particolare tra le giovani generazioni. La programmazione e l’attuazione delle iniziative é stata portata avanti con il coinvolgimento di soggetti giuridici che operano senza scopo di lucro e che perseguono, statutariamente, finalità coerenti con l’affermazione della cultura della legalità. A partire dal 2015, grazie anche al contributo straordinario della Regione Siciliana, il Consorzio ha messo a disposizione le risorse economiche da assegnare ad associazioni ed enti che operano senza fini di lucro-no profit, attraverso appositi avvisi pubblici. Le proposte progettuali presentate, finalizzate a promuovere l’affermazione della cultura della legalità nel territorio dei comuni sede del Consorzio, sono state selezionate da parte di apposite commissioni.

Sono state finanziate in maniera più consistente le proposte progettuali da realizzarsi nei beni confiscati alle mafie, così da raggiungere anche lo scopo primario dell’esistenza stessa del Consorzio che è quello di valorizzare e supportare l’utilizzo dei beni confiscati nell’ambito dei Comuni soci, per lo sviluppo del territorio e delle comunità.

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