Scuola “Buscaino Campo”, progetto per trasformarla in una Caserma - QdS

Scuola “Buscaino Campo”, progetto per trasformarla in una Caserma

Vito Manca

Scuola “Buscaino Campo”, progetto per trasformarla in una Caserma

giovedì 20 Agosto 2020 - 00:00

Il Comune di Trapani mette in campo le risorse: 700 mila euro per il recupero della struttura. Dalla Regione siciliana, invece, risorse per 300 mila euro per l’adeguamento sismico

TRAPANI – L’idea è buona e potrebbe essere utile per tanti motivi. Per cancellare anni di polemiche, di preoccupazioni e di rimpallo di responsabilità. Centro storico di Trapani, via dei Ranuncoli, angolo via Cristoforo Colombo. A pochi passi dal porto peschereccio.

Con la Colombaia quasi a vista d’occhio, a contatto diretto con il mercato ittico. Nel cuore della città vecchia. Una scuola. Elementare, costruita con le leggi della fine del 1960, “consegnata al Comune il 31 agosto del 1984”, si legge nel relativo verbale. Realizzata in un’area demaniale di proprietà dello Stato. Una scuola fiore all’occhiello dell’edilizia scolastica del territorio: 24 aule, palestra, locali di segreteria ed alloggio per il custode. L’idea buona? Consegnarla ai Carabinieri per trasformarla nel loro nuovo Comando provinciale. Una riunione operativa in Prefettura lo scorso 13 luglio, un’altra qualche giorno dopo (22 luglio) in Municipio per fare il punto della situazione. La “Buscaino Campo” è stata chiusa nell’aprile del 2013. C’era linoleum nel pavimento. C’era dunque amianto. Nessuno scandalo. Quando è stata costruita il materiale sotto accusa rientrava nei limiti di legge. Ma gli studi sull’inquinamento sono andati avanti ed è stato accertato che quel materiale faceva male.

Ed il sindaco pro tempore Vito Damiano – ironia della sorte ex generale dei Carabinieri in pensione – non poté far altro che prendere atto del problema e delle analisi, chiudendo l’istituto. Gli alunni vennero smistati in altre scuole del centro storico. Dopo la bonifica, le polemiche. Sul recupero. Sul degrado che ha avuto la meglio. Perché i vandali si sono messi in azione. Perché è stato rubato tutto quello che si poteva rubare. Perché la scuola ha superato la frontiera della terra di nessuno.

Progetti, anche un esposto alla Procura. Uffici comunali allertati, richieste di finanziamento, soluzioni, dibattito politico e consiliare. Ma la “Buscaino Campo” è rimasta nel limbo. L’ultimo scontro: tra il Comune ed il Libero Consorzio Comunale, che è alla ricerca di edifici per le sue scuole superiori. Ma con Palazzo d’Alì non è mai nata l’intesa. Ora uno spiraglio. Meglio, più di uno spiraglio. Il Comune ha messo in campo le sue risorse: un progetto definitivo da 700 mila euro per il recupero, un finanziamento di 300 mila euro ottenuto dalla Regione per l’adeguamento sismico. Ma soprattutto una decisione: “Non è più di interesse comunale in ordine al vincolo di destinazione scolastica”.

Che vuol dire che può tornare al demanio, quindi allo Stato. Che non ha nulla da pretendere. Il Comune l’ha rimborsato dal 1984 con 25 annualità senza interessi. Ma la “Buscaino Campo” non basta per il nuovo Comando provinciale. Ci sono delle regole da rispettare per mettere su una nuova Caserma. E serve la Palestra comunale che è adiacente alla scuola. L’amministrazione del sindaco Giacomo Tranchida l’ha già messo nero su bianco. C’è la disponibilità “alla cessione dell’edificio destinato a Palestra e della relativa area di sedime, confinante con quella della scuola, al demanio dello Stato, legittimo proprietario dell’area”.

La delibera di giunta va oltre e definisce “qualificante, l’impegno a ricercare una soluzione valida e significativa, data l’importanza della presenza istituzionale sul territorio mediante un presidio con questa destinazione”.

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