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Trasporti, Wizz Air rafforza collegamento con la Sicilia: nuovo volo per Palermo

Trasporti, Wizz Air rafforza collegamento con la Sicilia: nuovo volo per Palermo

Wizz Air aggiunge un nuovo collegamento tra Toscana e Sicilia. “L’attivazione della tratta Pisa-Palermo rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento del network domestico del nostro scalo e conferma il ruolo strategico del Galileo Galilei” ha dichiarato Toscana Aeroporti. “Questa nuova rotta non solo risponde in modo concreto alla domanda di mobilità tra Toscana e Sicilia ma dimostra anche come la collaborazione con Wizz Air continua a generare risultati importanti, contribuendo allo sviluppo della connettività del territorio, alla crescita del traffico passeggeri e quindi alla competitività del nostro sistema aeroportuale.”

La nuova rotta è parte del piano di crescita costante e significativa di Wizz Air in Italia. Nel 2025 la compagnia ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri in Italia, registrando un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente e mantenendo un eccezionale indice di affidabilità del 99,6%. Con una flotta di 43 aeromobili basati nel Paese quest’anno e una quota di mercato del 12%, Wizz Air è oggi il secondo vettore in Italia, puntando a offrire più di 31 milioni di posti nel 2026 e a rafforzare ulteriormente la propria presenza sul territorio nazionale.

Caro carburante, Ryanair avverte: “Per maggio nessuna cancellazione, a giugno…”

La guerra in Iran continua ma si avvicina anche la stagione estiva e tra le questioni che preoccupano c’è la questione caro carburante per gli aerei. Ryanair assicura che almeno per maggio non ci saranno cancellazioni. Se la guerra in Medio Oriente dovesse perdurare e lo stretto di Hormuz rimanere bloccato, la compagnia aerea irlandese stima un rischio concreto per il 10-20% delle proprie forniture di carburante.

Ryanair: “Nessuna certezza su giugno”

“Per maggio le compagnie petrolifere rassicurano, ma su giugno non abbiamo certezze. Finché Trump gestirà così male la situazione in Medio Oriente, i prezzi rimarranno altissimi” avverte Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair. L’area più esposta sarebbe la Gran Bretagna “che dipende direttamente dal Kuwait”, fa sapere. Nel breve termine, la situazione appare meno critica per il resto dell’Europa grazie alle diversificazioni dei rifornimenti – Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, anche se questa non si può dire, ma il manager non nasconde che l’instabilità regna sovrana: “Se anche la guerra finisse domani, ci vorrebbero mesi per tornare alla normalità”. Il cherosene potrebbe tornare sotto i 100 dollari al barile solo a settembre.

Nonostante Ryanair abbia bloccato l’80% del carburante a 67 dollari al barile fino al 2027, il restante 20% ‘unhedge’ sta subendo impennate vertiginose: dai 74 dollari, prezzati a febbraio, di marzo, ai 150 dollari di aprile e maggio. Un costo che nel solo mese di aprile, è costato all’azienda 50 milioni di dollari extra. Se la situazione non dovesse migliorare e il prezzo rimanesse bloccato a 150 dollari al barile per 12 mesi. “Se il cherosene restasse a 150 dollari per un anno, il costo sarebbe di 600 milioni” spiega il ceo.

Una pressione difficilmente sostenibile che potrebbe avere come conseguenza il termine delle operazioni di alcuni vettori: “Tra settembre e novembre compagnie come Wizz Air – che vorrebbe querelarmi ma non avrà il tempo di farlo – e Air Baltic potrebbero fallire“. Un’”ottima notizia” per il business della compagnia rilandese. Ma il mercato è nervoso: “Le nostre azioni sono scese da 32 a 25 euro da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran”. Difficile fare previsioni sull’andamento delle operazioni di Ryanair, nessuno ha la sfera di cristallo: “Non abbiamo visibilità sui prezzi del carburante a giugno, per non parlare del prossimo inverno”.