Tromba d'aria di Pantelleria, ancora niente stato di calamità - QdS

La triste storia di Pantelleria, niente stato di calamità un anno e mezzo dopo la tromba d’aria mortale

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La triste storia di Pantelleria, niente stato di calamità un anno e mezzo dopo la tromba d’aria mortale

Redazione  |
venerdì 06 Gennaio 2023 - 10:53

Due morti e innumerevoli danni non sono stati sufficienti per garantire lo stato di calamità a Pantelleria dopo la devastante tromba d'aria di settembre 2021: il sindaco Campo scrive a Schifani.

Pantelleria ancora in attesa dello stato di calamità dopo la disastrosa tromba d’aria del 10 settembre del 2021: dopo un anno e mezzo di “silenzio”, il sindaco dell’isola scrive nuovamente al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per denunciare la situazione e chiedere un’azione rapida e decisa delle autorità.

Si ricorda che l’evento, uno dei tanti eventi climatici estremi che ha colpito la Sicilia negli ultimi tempi, provocò due vittime e notevoli danni a tutta l’isola.

Tromba d’aria di Pantelleria, ancora nessuno stato di calamità

“È passato un anno e mezzo e ancora tutto tace. Molti cittadini ci chiedono notizie, ma ad oggi abbiamo ricevuto solo dinieghi e gravi risposte che non si possono più tacere ulteriormente”, scrive il sindaco Campo.

“Nonostante l’arrivo sull’isola dell’allora Presidente della Regione, Nello Musumeci, ora Ministro della Protezione Civile, che constatava davanti ai media di tutta Italia i gravi danni e porgeva le sue condoglianze alle famiglie delle vittime, promettendo sostegni immediati, niente è stato fatto per avviare completare l’iter burocratico che permettesse a Pantelleria di ricevere gli aiuti tanto attesi”.

La lettera di Curcio

Nella lettera di Curcio sulla tromba d’aria di Pantelleria del 2021, in parte riportata dal Comune di Pantelleria in un post su Facebook, si legge infatti: “… per quanto attiene gli eventi del 10 settembre 2021 nel Comune di Pantelleria si comunica, che, a seguito dell’istruttoria condotta, nonostante il decesso di due persone per cui si esprime il più sentito cordoglio, non è stata evidenziata alcuna caratteristica di straordinarietà in termini di danneggiamento e di adozione di provvedimenti urgenti da parte delle competenti Autorità.”

E continua così: “A ogni modo, a margine di quanto sopra rappresentato occorre rammentare che, come noto, ai sensi della normativa vigente in materia, questo Dipartimento è legittimato a valutare una eventuale estensione delle stato di emergenza solamente a seguito di specifica e dettagliata richiesta da parte della Regione interessata, nella quale si evidenzino le ragioni per le quali si necessiti di fronteggiare l’evento con mezzi e poteri straordinari in conformità con la vigente normativa”.

Serve una richiesta della Regione Siciliana, ma nessuno l’ha mai inviata nonostante i tanti appelli e incontri.

Sindaco Pantelleria: “Questioni che lasciano l’amaro in bocca”

Nella lettera in cui chiede nuovamente di considerare lo stato di calamità per la tromba d’aria che ha colpito Pantelleria, Vincenzo Campo scrive come le risposte ricevute dalle autorità “lascino l’amaro in bocca e umilino un territorio ancora con ferite aperte e famiglie con bambini senza più un padre o un parente caro”.

“Sentire dai funzionari del Dipartimento di Protezione Civile Nazionale che il Governo Regionale non abbia chiesto, come prassi richiede, un sopralluogo nei luoghi dove la tromba d’aria ha causato danni fa tanto male, sommato poi al colpevole ritardo con cui veniva deliberata dalla Giunta Regionale la richiesta di calamità per Pantelleria insieme ad altri Comuni, inserendo la nostra isola solo a dicembre 2021, oltre due mesi dal verificarsi dell’evento calamitoso,” continua il primo cittadino nella lettera a Schifani.

“Eppure il Presidente Musumeci è arrivato tempestivamente sull’isola promettendo vicinanza e interventi celeri per portare aiuto a tutti quelli che avevano subìto danni da un evento impossibile da prevedere. Con il Suo predecessore nessun evidente risultato è stato ottenuto e la speranza la riponiamo in Lei”, conclude Campo.

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