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Trovare la libertà nelle pagine di un libro: una nuova biblioteca per aiutare i detenuti

Elisa Saccullo

Trovare la libertà nelle pagine di un libro: una nuova biblioteca per aiutare i detenuti

mercoledì 02 Ottobre 2019 - 00:00
Trovare la libertà nelle pagine di un libro: una nuova biblioteca per aiutare i detenuti

Grazie a un’intensa campagna di sensibilizzazione, l’istituto ha ricevuto in dono quattrocento volumi. Importante iniziativa culturale promossa dalla Casa circondariale di Piazza Armerina

PIAZZA ARMERINA (EN) – La Casa circondariale, in concomitanza con la settimana nazionale dedicata alla promozione della lettura “Io leggo perché…” ha messo in campo tutta una serie di iniziative con l’obiettivo di rilanciare le attività risocializzanti e culturali.

Tra i primi progetti avviati c’è la riapertura della Biblioteca carceraria, con una campagna per l’incremento dei volumi grazie alle donazioni di privati e di associazioni. Tramite l’impulso dato dalla direzione, più di quattrocento nuovi volumi di narrativa, testi didattici e testi in lingua straniera hanno arricchito, raddoppiandone la consistenza, la dotazione della biblioteca.

Due detenuti, che svolgono attività a titolo volontario, hanno sistemato e catalogato i nuovi libri, distribuendoli ai detenuti che ne hanno fatto richiesta.

La geografia degli istituti penitenziari assegna alla Casa circondariale il compito di svolgere attività di risocializzazione e, per questo, si stanno allestendo alcuni ambienti per creare aule didattiche e laboratori. Una volta terminata la ristrutturazione, anche la biblioteca sarà ospitata in un nuovo più ampio locale, per consentire ai detenuti che ne faranno richiesta di accedervi per scegliere i libri da chiedere in prestito.

Un libro va guardato, toccato, sfogliato e solo dopo comprato o preso in prestito. E la valorizzazione della biblioteca rappresenta una grandissima opportunità per i detenuti, che grazie alla lettura possono crescere culturalmente ed eticamente.

L’attività della Casa circondariale, però, non si ferma soltanto a questo. Grazie agli operatori della Caritas, è ripresa nei giorni scorsi, quest’anno con il supporto della regista Samantha Intelisano, l’attività teatrale con l’obiettivo di mettere in scena, nei prossimi mesi, una rappresentazione aperta al pubblico esterno.

Tutto con lo scopo di creare un dialogo con la società esterna e attenuare l’isolamento del carcere.

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