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Turismo congressuale, la Sicilia arranca? Amata risponde: “Siamo in costante ascesa, ecco i nostri veri numeri”

Turismo congressuale, la Sicilia arranca? Amata risponde: “Siamo in costante ascesa, ecco i nostri veri numeri”
L’assessore regionale Elvira Amata

La rappresentante del Governo siciliano illustra le strategie “ad ampio raggio” studiate per potenziare il comparto ricettivo

PALERMO – L’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata, guarda con fiducia al futuro del turismo congressuale in Sicilia. Nonostante i dati della classifica Icca 2025 evidenzino un divario ancora da colmare rispetto alle principali destinazioni italiane ed europee, l’assessore rivendica i risultati raggiunti dal comparto turistico e indica la strategia della Regione per rafforzare il segmento Mice (Meetings, incentives, conferences and exhibitions). Dalle infrastrutture alla promozione, fino al lavoro di squadra tra istituzioni, ecco la sua analisi e gli obiettivi per il futuro dell’Isola.

I dati Icca 2025 e il futuro del turismo congressuale in Sicilia

Secondo la nuova classifica Icca 2025 (International congress and convention association), annunciata alla Fiera Imex a Francoforte, la Sicilia continua ad arrancare sul fronte del turismo congressuale. L’Isola non brilla per appuntamenti di questo tipo e i dati la collocano in posizioni molto basse nelle classifiche mondiali e anche nazionali. Cosa si può fare per poter invertire il trend?

“L’impegno è quello di fare sempre di più su questo fronte. Intanto la Sicilia, per la sua vantaggiosa centralità nel bacino mediterraneo, è in costante ascesa tra le mete più ambite per convention, assemblee societarie e appuntamenti Mice (settore congressuale, nda). L’intero territorio isolano, con punte di eccellenza che vanno da Palermo e Catania fino a Taormina e Siracusa, vanta poli congressuali all’avanguardia, alberghi di alto livello e una rete di professionisti capaci di gestire manifestazioni di qualsiasi portata. Alla funzionalità dei complessi contemporanei si affianca il fascino di un patrimonio unico: dimore d’epoca, teatri storici e residenze nobiliari si trasformano in cornici d’eccezione per appuntamenti di gala. Inoltre, per stimolare la coesione dei gruppi aziendali e favorire le relazioni professionali, l’offerta si arricchisce di itinerari culturali, escursioni all’aria aperta e percorsi enogastronomici legati alle tradizioni locali. In generale, i dati sul turismo più recenti dimostrano chiaramente il significativo slancio del settore in Sicilia. La nostra regione sta vivendo una fase di profonda trasformazione, trainata da un aumento costante dei flussi internazionali e da una decisa strategia di destagionalizzazione che anche questo governo sta portando avanti con determinazione. I dati ufficiali consolidati mostrano che l’Isola non solo mantiene salda la sua attrattività, ma registra costantemente percentuali di crescita superando la soglia di oltre 22 milioni di presenze annue circa, con picchi di traffico aereo significativi soprattutto su Palermo e Catania. Altro dato interessante, la crescita del numero medio di notti trascorse dai clienti nelle strutture ricettive del territorio (permanenza media, nda) che da circa tre notti nel 2022 si assesta poco al di sotto delle quattro notti nel 2025”.

Esiste una programmazione da parte dell’Assessorato che punti in questo settore?

“Occorre preliminarmente evidenziare che la programmazione del nostro assessorato ha una connotazione fortemente strategica ad ampio raggio, pensata proprio per guardare a tutti i segmenti dell’offerta turistica e valorizzarne le singole specificità. Il Mice rappresenta una risorsa integrata in questa visione, ma richiede un approccio peculiare. Infatti, il successo del turismo congressuale non dipende mai da un solo attore. Per sua stessa natura, questo segmento comporta una necessaria e stretta sinergia con altri rami dell’Amministrazione regionale, a partire dall’assessorato delle Infrastrutture per fare un esempio. Ospitare grandi eventi, congressi e convegni di rilevanza internazionale è possibile solo se alla promozione turistica si accompagna una rete di trasporti efficiente, collegamenti moderni e logistica all’avanguardia. In tal senso, la nostra programmazione, quindi, non si limita a promuovere il brand, ma punta a fare sistema attraverso un lavoro inter-assessoriale per rendere la destinazione realmente competitiva e attrattiva sul mercato globale. Proprio quello che stiamo facendo e che in stretta sinergia con tutti gli attori coinvolti continueremo a rafforzare”.

Come mai sino a oggi il turismo congressuale ha arrancato in Sicilia? Quali sono i punti deboli che ci penalizzano?

“Come già chiarito, non emerge alcuna criticità specifica. Un altro tema, invece, riguarda il consolidamento dei risultati a lungo termine, in piena coerenza con una programmazione volta a delineare un’offerta turistica integrata, complementare in ogni sua articolazione e allineata alle azioni di volta in volta definite. Il nostro obiettivo, infatti, è quello di non trasformare una solida programmazione in una serie di azioni frammentate e slegate, guidate dalle emergenze del momento anziché da una strategia fortemente deliberata”.