Turismo, il miracolo Puglia e la svogliata Sicilia - QdS

Turismo, il miracolo Puglia e la svogliata Sicilia

Lina Bruno

Turismo, il miracolo Puglia e la svogliata Sicilia

venerdì 15 Novembre 2019 - 00:00
Turismo, il miracolo Puglia e la svogliata Sicilia

Dal 2013 al 2018, nella regione “zoccolo” dello Stivale si è registrato un aumento del 14% dei pernottamenti (+45% di stranieri). Il grande salto è stato compiuto con la Giunta Vendola e con l’amministrazione Emiliano grazie al piano strategico “Puglia 365”

MESSINA – La Puglia ha puntato sul turismo per creare sviluppo. È un’altra faccia del Sud, che sa di Sicilia per la bellezza e il fascino dei luoghi, ma va più veloce, fa piani strategici, fa rete e promuove i territori facendoli diventare “destinazione”, sceglie la sostenibilità e il “racconto” delle varie sfumature della regione. Che il percorso sia vincente lo dicono i numeri.

Altra cosa dicono i dati siciliani, qui si va avanti “con la politica del turismo a macchia di leopardo” – dice lo stesso assessore al ramo Manlio Messina – con alcune destinazioni note, vetrina della Sicilia e altre che vanno con il “fai da te”. Nessuna programmazione quindi nessuna strategia, nessuna rete tra i vari soggetti e presenze pochi mesi l’anno, tutte criticità per le quali Messina sta cercando correttivi.

Il grande salto la Puglia lo ha fatto con la Giunta Vendola e con l’Amministrazione Emiliano, molte intuizioni sono state messe a sistema nel Piano strategico Puglia 365, consegnato al Mibact nel 2016; ma dalla Regione è venuto anche il Piano Piiil Cultura, altro strumento con cui è stata realizzata la programmazione.

“Gli obiettivi posti – dice l’assessore Loredana Capone – erano l’allungamento della stagione, sviluppo dei flussi internazionali, miglioramento dell’accoglienza, innovazione, sostenibilità. A tre anni dall’approvazione di quel piano decennale scaturito anche da tantissimi incontri con gli operatori turistici, i Comuni, le associazioni di categoria in giro per la Puglia, ci sono impegni del 100% dei finanziamenti europei (circa 40 milioni stanziati con il Por Fesr-Fse 2014 – 2020) e la continua crescita dei flussi anche nel 2019”.

Loredana Capone ha deleghe all’Industria turistica e culturale e gestione e valorizzazione dei beni culturali. L’Agenzia Pugliapromozione è lo strumento operativo per la promozione e il marketing territoriale.

La delega di Manlio Messina, circoscritta al Turismo sport e spettacolo indica già una frammentazione ed un diverso approccio. Ci sono gli Uffici dei servizi turistici regionali distribuiti sul territorio e poi c’è la partecipazione alle borse e fiere internazionali e le campagne di comunicazione. Ma non può bastare. “Il nostro primo obiettivo è creare un coordinamento tra i soggetti del comparto – dice Messina -. Abbiamo avviato tavoli tecnici, luoghi di confronto per informare e raccogliere suggerimenti. Stiamo lavorando al Piano triennale di sviluppo turistico della Regione (LR10/2005), strumento che ci permette di fare ordine e programmare le azioni future. Idee e progetti devono essere mossi da una strategia. Bisogna fare sistema, investire su innovazione e accoglienza”.

È il linguaggio da tempo diventato prassi in Puglia, a Bari come a Salve (Le), piccolo Comune del Salento che offre ”esperienze” al viaggiatore tutto l’anno. “Si deve dare coerenza all’azione dei vari attori del sistema. La questione dell’Agenzia regionale del turismo -annuncia Messina – verrà affrontata nel contesto di una riflessione sulla competitività della nostra organizzazione turistica”.

La Puglia ha due incentivi per la ricettività, specifici per preservare il patrimonio e valorizzare realtà come le masserie storiche. “Pia Turismo” si rivolge a grandi e medie imprese per migliorare l’offerta turistica territoriale e favorire la destagionalizzazione, e il “Titolo II Turismo”, per le micro, piccole e medie imprese del settore. Sono più di 720 le iniziative con investimenti per oltre 530 milioni di euro. Negli ultimi tre anni sono stati varati anche tanti strumenti finanziari a supporto degli operatori della cultura, dello spettacolo, dei Comuni. Non possiede dati sugli incentivi per il settore, invece, l’assessorato al turismo della Sicilia.

La realtà siciliana
Città e monumenti scollegati nell’Isola

Dal 2013 al 2018, gli arrivi e le presenze in Puglia hanno segnato +27,5% e +14% con una determinante crescita dall’estero ( +71% arrivi e +45% presenze).

Le strutture ricettive sono cresciute del 47,7% ( 5025 nel 2013 e 7428 nel 2018). Dal 2017 al 2018 l’occupazione nel settore è aumentata del 4%. Il totale delle imprese dirette o dell’indotto del turismo sono quasi 52.000, il 13,4% di quelle attive nel 2018.

Il turismo è oggi più una competizione tra territori che tra imprese, fra mete geografiche che affermeranno la propria identità – dice l’assessore Capone -. Tenere il passo di questa crescita internazionale richiede un ulteriore sforzo di innovazione, nelle strategie di promozione e valorizzazione. C’è però ancora molto da migliorare, soprattutto i trasporti interni alla Regione”.

I collegamenti sono una criticità, lo sappiamo, anche per la Sicilia. “Il governo Musumeci – dice Messina – ha un grande piano per le strade provinciali abbandonate da anni, che ci conducono spesso in luoghi magici della Sicilia.”

Dal 2013 al 2018, tra alti e bassi, (presenze -5,6% 2016, +7,3% 2017) , gli arrivi e le presenze nell’isola sono stati del +11,7 e del +4,4%. L’incremento degli stranieri è del 15,4% per gli arrivi e del 7,7% per le presenze. Abbiamo però un esplosivo +527,6% di strutture ricettive, 1140 nel 2013 e 7155 nel 2018 (7221 al primo semestre del 2019). Una anomalia che conferma la mancanza assoluta di una strategia: a che serve dare incentivi per ristrutturare immobili per l’accoglienza se non ci sono contestuali politiche che fanno riempire quelle strutture?

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