Tutto il popolo siciliano si appelli alla Corte Costituzionale contro la statalizzazione di Riscossione Sicilia - QdS

Tutto il popolo siciliano si appelli alla Corte Costituzionale contro la statalizzazione di Riscossione Sicilia

redazione

Tutto il popolo siciliano si appelli alla Corte Costituzionale contro la statalizzazione di Riscossione Sicilia

martedì 29 Dicembre 2020 - 00:00
Tutto il popolo siciliano si appelli alla Corte Costituzionale contro la statalizzazione di Riscossione Sicilia

In questi giorni si è acceso il dibattito sulla statalizzazione di Riscossione Sicilia

Caro Direttore,

In questi giorni si è acceso il dibattito sulla statalizzazione di Riscossione Sicilia perché si trova in dissesto; a dire il vero, dovrebbe essere sotto gli occhi di tutti, che tutto il sistema regionale sta crollando a pezzi, nonostante possa reggersi sulla propria autonomia statutaria. Non credo di affermare il falso nel dire che grazie alle prerogative del nostro Statuto potremmo uscire da questa grave crisi economica e sociale causata dal Covid. Le prospettive per il 2021non annunciano niente di buono, ma il governo regionale si ostina a non usare il nostro Statuto, infatti è per iniziativa del governo regionale se lo stato centrale intende assorbire l’agenzia di riscossione siciliana, che per Statuto è legittimata a riscuotere i tributi dei siciliani. L’art 8 del decreto n. 1074/1965 regolamenta che: “per l’esercizio delle funzioni esecutive ed amministrative spettanti alla Regione ai sensi dell’art. 20 dello Statuto, essa si avvale, fino a quando non sarà diversamente disposto, degli uffici periferici dell’amministrazione statale.Le piante organiche degli uffici finanziari, di cui la Regione si avvale, sono stabilite dallo Stato, d’intesa con la Regione. All’esazione delle entrate di spettanza della Regione, costituite da imposte dirette riscuotibili mediante ruoli [fattispecie non più esistente oggi] si provvede a norma delle disposizioni nazionali e regionali vigenti in materia e a mezzo degli agenti di riscossione di cui alle disposizioni stesse. Alla riscossione delle entrate di natura diversa da quella suindicata, la Regione può provvedere direttamente o mediante concessioni”. Quindi l’accertamento e l’amministrazione finanziaria spetta alla Regione che, “temporaneamente”, si avvale dell’Agenzia delle Entrate dello Stato, alla cui organizzazione degli uffici in teoria dovrebbe pure partecipare, in attesa del totale trasferimento di funzioni e personale.

La riscossione (essendo scomparsa la figura dell’imposta diretta riscossa mediante ruoli e non mediante autodichiarazione) è di competenza esclusiva della Regione, legislativa ed amministrativa. La norma statutaria, dunque, ci consente non solo di deliberare ed accertare i tributi ma anche di riscuoterli. Se nel dibattito del regionalismo differenziato si discute se le autonomie sono colpevoli o meno, di cosa ancora non è dato sapere, i rapporti tra lo Stato italiano e la Regione siciliana sono davvero ambigui. E’ sempre la stessa storia…se i siciliani chiediamoaiuti al governo centrale, ci viene risposto che dobbiamo pretendere l’attuazione della nostra autonomia, ma nel momento in cui vogliamo attuarla, ci sbarrano la strada, adducendo sempre la scusa dei decreti attuativi o improbabili abrogazioni di articoli dalla sera alla mattina; eppure il nostro Statuto nasce da una legge costituzionale, pertanto, se si intende modificare bisogna seguire la procedura aggravata di cui all’138 della costituzione.Così capita che nonostante Riscossione Sicilia sia un carrozzone fallimentare, circa sette miliardi l’anno vengono “letteralmente “ sottratti alle casse regionali, ma se provi a chiedere alla politica regionale di mettere fine a questa storia, ti rispondono che non esiste un modo per bloccare questo scippo fiscale. Quindi, non esiste il modo, per cui è legittimo togliere l’ennesima parte di dignità al nostro statuto per cederla allo stato centrale. Più passano gli anni e più ci ritroveremo ad essere considerati neanchecome una provincia dell’Italia.

Secondo gli articoli 36, 37 e 38, la Regione Siciliana è destinataria del gettito di tutti i tributi riscossi nel territorio regionale e che quindi può vantare risorse particolari che però non si traducono in sostegno a politiche di sviluppo. Le vicende del regionalismo siciliano sull’attuazione dei suddetti articoli, ha prodotto gli esiti che sono sotto gli occhi di tutti; non credo che statalizzando il suddetto ente, si potrà così contrastare l’evasione, perché a quanto pare neanche lo stato centrale riesce nell’intento. Ovviamente non trascuro il lato occupazionale, anzi, mi sembra giusta la protesta dei lavoratori, in quanto vivono nell’incertezza, ma deve essere il presidente Musumeci che deve rassicurare i lavoratori e non la legge di Bilancio di quello stesso stato che ci priva delle nostre risorse illegittimamente. Di solito non mi presento mai senza delle proposte, cerco di andare oltre alla critica e penso che se negli anni questi enti sono diventati dei carrozzoni è imputabile anche ai governi regionali che si sono succeduti, dotati di una scarsa quanto inesistente lungimiranza politica e progettuale: negli anni, alla nostra “agenzia regionale”, abbiamo chiesto di riscuotere crediti di banche e altro che erano già coinvolte nelle procedure di fallimento, capirete bene, che di tutti questi crediti vantati, non tutti sono stati riscossi. Altro problema è stato anche il progressivo depauperamento del tessuto produttivo e ciliegina sulla torta, a tutte le multinazionali e alle aziende del nord, alle quali abbiamo dato la possibilità di insediarsi sul nostro territorio, di assumere personale con contratti discutibili, di usufruire delle agevolazioni al 100% sulle assunzioni, non facciamo pagare i tributi, perché la loro sede legale si trova al nord oppure all’estero…un altro escamotage!

Dopo questa lunga disamina, rivolgo la preghiera alla vostra redazione, di poter trovare spazio sul Vostro quotidiano, in quanto mi sembra un argomento molto importante, anche per il futuro di questa terra e di informare i siciliani su cosa sta accadendo. Adesso serve il coraggio e non rifugiarsi sotto la gonna di Conte, il nostro sistema tributario non solo deve risultare vantaggioso dal punto di vista fiscale, ma è necessario che uno dei deputati siciliani, sia in carica all’ars e sia in carica in Parlamento, riconoscano che devono aprire un “contenzioso storico” sulla legittimità costituzionale del disegno di legge che attualmente si discute in Parlamento e che ahimè ormai è stato bocciato, per cui Riscossione Sicilia è nelle mani statali. I siciliani devono appellarsi alla Corte Costituzionale, in quanto con una legge ordinaria non è possibile togliere una delle funzioni basilari del nostro statuto.

Maria Francesca Briganti
Palermo

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684