Roma, 8 mag. (askanews) – I rincari dei carburanti e del kerosene innescati dalla crisi in Medioriente non possono essere invocati dalle compagnie aeree come motivo di esenzione dai rimborsi e dalle compensazioni a favore dei passeggeri per voli eventualmente cancellati. Lo afferma la Commissione europea in una comunicazione sulle linee guida per trasporti e turismo nella Unione europea, a seguito della crisi in corso.
“I passeggeri restano tutelati dai diritti anche nelle cancellazioni dei voli. Hanno diritto a rimborsi, riprogrammazioni o risarcimenti, assistenza nell’aeroporto e compensazioni per le cancellazioni. Le compagnie aeree – afferma la Commissione – possono essere esentate da compensazioni solo se dimostrano che le cancellazioni sono state causate da circostanze straordinarie come penurie locali di carburanti. La commissione considera che gli elevati prezzi dei carburanti non vadano considerati come circostanze straordinarie”.
Al tempo stesso, la Air Services Regulation impone alle compagnie aeree “di indicare chiaramente i prezzi totali dei biglietti e di assicurare che i passeggeri non debbano subire costi inattesi”, aggiunge la Commissione.

