Il vertice dell’Unione europea sembra un timoniere senza rotta, perché non sa dove andare, ovvero punta a mete che non sono di interesse per i popoli che, indirettamente, essa governa.
Le industrie degli armamenti guidano l’agenda europea: il ruolo delle lobby tedesche, francesi e italiane
Una sorta di schizofrenia e con un grande amore per gli armamenti di ogni tipo. Non sembri irriverente pensare che dietro questa sorta di passione vi sia un’evidente pressione da parte di tutte le industrie europee che producono armi, specialmente quelle tedesche, ma anche quelle francesi e, perché no, italiane. Hanno capito che, continuando ad alimentare l’informazione europea con notizie false riguardanti la Russia, la guerra della stessa con l’Ucraina continuerà per parecchi anni, con la conseguenza che il fatturato e i guadagni degli armaioli crescerà senza limiti.
Fa specie, però, vedere che i governanti dei vari Paesi europei, e soprattutto la leadership dell’Ue con Ursula von der Leyen, segua ciecamente questi indirizzi egoistici, contro l’interesse di tutta la popolazione continentale.
Energia solare ignorata: se le risorse degli armamenti fossero andate al fotovoltaico
Qual è questo interesse generale? Riguarda lo sviluppo, il progresso, la crescita economica. In altri termini, il miglioramento dello stato civile e sociale di tutte le popolazioni. Strumento principale di quanto precede è l’energia, senza cui il mondo si fermerebbe.
L’energia esistente più importante è ovviamente quella solare, fonte incommensurabile che la specie umana non ha mai utilizzato o ha utilizzato poco. Sarebbe bastato che tutte le enormi risorse investite in armamenti fossero state destinate a impianti di energia solare per trasformare il petrolio in una “bevanda” per i suoi produttori, a valore zero, e fare del gas una sostanza asfissiante per gli stessi produttori.
Ma l’interesse egoistico di chi produce energia con i fossili utilizza l’enorme capacità di pressione su tutti i Governi per evitare l’espansione e la moltiplicazione degli impianti solari, che farebbero perdere fatturato ai petrolieri.
Von der Leyen e il mancato piano europeo per le rinnovabili nel Mediterraneo
Ecco cosa non fa Ursula von der Leyen: un programma enorme per costruire in tutta Europa, ma soprattutto nella parte meridionale del continente – Italia, Francia, Spagna, Croazia e zone vicine – grandi quantità di impianti solari che, in pochi anni, renderebbero inutili i combustibili fossili.
In questo quadro, la nostra più importante società che produce energia, e cioè l’Eni, sta facendo passi da gigante nello sviluppo green. A Gela, per esempio, la bioraffineria è stata convertita per la produzione di biocarburanti da materie prime di scarto. Occorre proseguire su questa linea per arrivare a ridurre ancora l’utilizzo di combustibili fossili.
Migliaia di autorizzazioni bloccate per impianti solari ed eolici
Vi è un’altra questione che vogliamo affrontare: le lobby dei petrolieri (privati) influiscono sulle burocrazie regionali e nazionali per bloccare migliaia e migliaia di autorizzazioni presentate per impianti di energia rinnovabile, adducendo futili motivi procedurali e altro, in modo da evitarne la diffusione a macchia d’olio, come dovrebbe essere.
Questo freno burocratico impedisce l’autorizzazione di altri innumerevoli istanze per strutture eoliche. Il vento è infatti l’altro elemento naturale che potrebbe essere utilizzato. Ma anche in questo versante le lobby dei petrolieri privati agiscono per evitare il rilascio delle autorizzazioni, che dovrebbero avvenire in trenta giorni e non in trenta mesi.
Il nodo delle sanzioni mai applicate
Va annotato che nessun dirigente pubblico di qualunque livello viene sanzionato per la sua inazione, in quanto nelle procedure, che prevedono termini precisi, non sono contemplate pene per chi non compie il proprio dovere nei termini previsti.
Non solo tali dirigenti non fanno il proprio dovere, ma hanno anche la tracotanza di farsi premiare per risultati fasulli che avrebbero raggiunto. Perché fasulli? Perché in partenza hanno fissato obiettivi talmente bassi che anche gli imbecilli avrebbero potuto raggiungere.
Intendiamoci, è fatta salva quella gran parte di dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici che lavorano con grande professionalità, reggendo il Paese per tutti gli altri.
Un grande programma europeo per le rinnovabili
Dunque, si auspica un’iniziativa europea a discendere sui singoli 27 Stati, per un forte programma di costruzione di impianti di energia rinnovabile. L’unica strada per liberarsi dal cappio dello Stretto di Hormuz, degli Usa, dell’Algeria e degli altri Paesi che continuano a inondarci di petrolio e gas, speculativamente!

