Milano, 17 apr. (askanews) – Umbria Top Wines chiude Vinitaly 2026 con un risultato che segna un passaggio nuovo per il vino regionale: per la prima volta l’Umbria si è presentata a Verona con un padiglione interamente dedicato, il Padiglione D, che dal 12 al 15 aprile ha ospitato Cantine, degustazioni, masterclass e incontri rivolti a buyer, stampa e operatori italiani e stranieri. Il debutto del nuovo spazio ha rappresentato il punto centrale della presenza umbra in fiera. Nel Padiglione D hanno trovato posto 45 Cantine, riunite in un allestimento pensato per offrire una lettura compatta e riconoscibile delle principali Denominazioni regionali. Attorno a questo impianto si è sviluppato un calendario di oltre 40 appuntamenti tra degustazioni, show cooking, incontri e approfondimenti, costruito con il sostegno della Regione Umbria e insieme con partner pubblici e privati.
“La partecipazione a questa edizione di Vinitaly rappresenta per noi un momento particolarmente significativo. Per la prima volta abbiamo avuto a disposizione un intero padiglione dedicato, il Padiglione D, che ha registrato un’affluenza importante e costante durante tutte le giornate della manifestazione” ha dichiarato il presidente, Massimo Sepiacci, aggiungendo che “ciò che più ci rende orgogliosi non è soltanto il numero dei visitatori, ma soprattutto la qualità della presenza: chi ha scelto di entrare nel nostro padiglione lo ha fatto con un interesse preciso verso l’Umbria”.
Accanto a Umbria Top Wines hanno preso parte al progetto anche diversi soggetti istituzionali e territoriali, tra cui l’Assessorato al Pnrr, alle politiche agricole e agroalimentari, alla montagna e alle aree interne, ai parchi e ai laghi, al turismo e allo sport, la Camera di Commercio dell’Umbria, Promocamera Umbria, Assogal Umbria con i suoi cinque Gal e 3A Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria.
Tra gli appuntamenti che hanno raccolto maggiore attenzione ci sono state le quattro masterclass dedicate ad Arnaldo Caprai, Maria Grazia Marchetti Lungarotti, Leonardo Zanchi e Luigi Barberani, figure che hanno avuto un ruolo decisivo nella crescita della viticoltura umbra. Gli incontri hanno registrato il tutto esaurito e hanno dato al programma un taglio che ha tenuto insieme memoria, identità territoriale e prospettiva produttiva. Uno degli elementi più riconoscibili della presenza umbra è stato il concept “Stili di Vite”, tradotto in un allestimento immersivo pensato per accompagnare il visitatore lungo tutto il percorso del padiglione.
Nel Padiglione Umbria è stata realizzata anche l’Enoteca del Distretto di Qualità del Vino Umbro, che ne ha curato allestimento e patrocinio. L’iniziativa ha segnato l’avvio delle attività promozionali del 2026 e il primo passaggio concreto del programma triennale del Distretto dopo il lancio avviato alla fine del 2025 con la partecipazione a Vinitaly Chicago.
Il racconto dell’Umbria a Verona non si è limitato al vino. Grazie alla Camera di Commercio, nello stand della Regione sono stati proposti cioccolatini umbri, mentre i press lunch dedicati all’agrobiodiversità e i focus sul vinsanto e sugli oli a Denominazione di origine, in parte condotti da Antonio Boco, hanno allargato l’attenzione all’insieme del patrimonio agroalimentare regionale, mettendo in primo piano prodotti, territori e pratiche.

