Una politica olistica per salvare l’Italia - QdS

Una politica olistica per salvare l’Italia

Fleres Salvo

Una politica olistica per salvare l’Italia

mercoledì 10 Marzo 2021 - 00:00

È necessario il varo di politiche perequative in grado di colmare il debito di sviluppo del Sud rispetto al Nord

L’olismo è una formulazione filosofica e scientifica secondo la quale: “la sommatoria funzionale delle singole parti di qualunque organismo è sempre maggiore della somma delle prestazioni di ciascuna di esse presa singolarmente”.

Gli esempi più ricorrenti, ai quali si fa normalmente riferimento per spiegare la teoria, riguardano l’organismo umano e l’aereo.
Nel primo caso, è facile comprendere come la prestazione di un singolo organo, ad esempio una mano, isolato dal resto degli altri, non può che essere minore della medesima prestazione combinata con quella del braccio.

Nel secondo caso, il senso della definizione di olismo è addirittura più chiara: un’elica, se presa da sola, è buona a produrre circolazione d’aria, ma se è combinata con le altre parti di un aeromobile ne determina il decollo e l’atterraggio.
La lunga premessa è funzionale alla enunciazione della necessità che, nel nostro Paese, si pervenga rapidamente al varo di efficaci politiche olistiche, in grado di comprendere che l’Italia o si sviluppa nel suo insieme o rischia di precipitare.

Avete mai visto una testa che cresce a scapito del corpo? Certamente no, se accadesse, prima o poi, il corpo non sarebbe in grado di sorreggerla e crollerebbe, facendo crollare pure la testa!
Così come, a parti invertite, accadrebbe la stessa cosa se a crescere fosse il corpo e non la testa: prima o poi le sue piccole dimensioni non riuscirebbero a governare le funzioni vitali dell’organismo.

Adesso, immaginiamo l’Italia come un corpo umano, in cui il capo, ad esempio, il settentrione, continuasse a svilupparsi a scapito del corpo, il meridione. Quanto pensate che possa durare una mostruosità del genere?
Ecco, a parere di chi scrive, siamo alle porte del crollo al quale si faceva riferimento prima; l’esito delle elezioni, che registrano un’Italia spaccata in due, non può che accelerare tale processo.

Avvistare un problema, però, non è sufficiente: bisogna ipotizzare una soluzione. Quale? È necessario il varo di politiche perequative in grado di colmare il debito di sviluppo del Sud rispetto al Nord, accelerandone la realizzazione, attraverso l’uso intelligente delle risorse endogene disponibili.

In tal senso la Sicilia potrebbe rappresentare un eccellente modello sul quale sperimentare questa teoria e costruire un solido modello di crescita.

In caso contrario, per fronteggiare ulteriori ritardi non basterà la Protezione civile, perché le reazioni potrebbero essere molto gravi!

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