Università Palermo, i primi cento giorni del nuovo corso targato Midiri - QdS

Università Palermo, i primi cento giorni del nuovo corso targato Midiri

Francesco Sanfilippo

Università Palermo, i primi cento giorni del nuovo corso targato Midiri

venerdì 04 Marzo 2022 - 09:54

Il rettore ha tracciato un bilancio dei primi mesi di attività, evidenziando le iniziative avviate sul fronte della didattica, della ricerca e dei rapporti con le realtà produttive del territorio

PALERMO – “Sono passati cento giorni e il bilancio è certamente positivo”. Sono le parole con cui il rettore Massimo Midiri ha presentato il resoconto dei suoi primi mesi a Palazzo Steri.

Midiri ha esposto con dovizia di particolari quanto fatto finora, aprendo prospettive ambiziose per il futuro dell’Ateneo. Le azioni svolte sono state indirizzate verso le tre direzioni ritenute fondamentali dall’attuale governo universitario, cioè la didattica, la ricerca e l’internazionalizzazione e la Terza Missione.

Nell’ambito della ricerca, le novità non mancano ed è stato lo stesso rettore a raccontarlo: “Abbiamo messo fondi a disposizione per tutti i ricercatori, punti-organico in più nella componente amministrativa per potenziare l’area. Creeremo un’area dirigenziale per affrontare nel miglior modo possibile l’enorme lavoro che sarà dato dall’afflusso dei fondi del Pnrr. Del resto, l’Università di Palermo è stata designata come uno dei centri Hub per la biodiversità”.

Il rettore hai poi esposto i piani per potenziare la didattica: “Abbiamo riformulato l’offerta formativa, con il suo ampliamento nei poli decentrati come l’area infermieristica, sviluppo che è stato molto apprezzato nei territori. Abbiamo rafforzato le tecnologie delle aule e stiamo cercando di migliorare le condizioni di vita degli studenti sia a Palermo che nelle sedi decentrate, anche cercando nuove residenze e nuove aule. A questo proposito, stanno arrivando a conclusione patti con lo Stato maggiore della Difesa per il riutilizzo delle caserme a Palermo e nei poli decentrati, come testimonia quello di Caltanissetta, dove potrebbe esserci la cessione della sede della Banca d’Italia, così come a Trapani, dove saranno aperti dei locali per avviare nuovi corsi di studio e iniziative”.

“Sulle caserme – ha aggiunto – occorre far presente che i plessi dovranno essere ristrutturati, cosa che richiederà due anni per renderli funzionali. Nel frattempo, ci siamo attrezzati con accordi con alcuni cinema di Palermo che hanno sale da 400/500 posti. Saranno fondamentali per quando ci sarà la piena ripresa dell’attività in presenza”.

Anche sul piano dei rapporti col territorio non mancano le novità. “Per la Terza missione – ha spiegato Midiri – abbiamo avviato accordi quadro con le principali rappresentanze delle imprese e delle industrie come Confcommercio e Confindustria nell’ambito delle lauree magistrali. Stiamo investendo nei tirocini curriculari, sostenendo economicamente gli studenti per farli stare non meno di tre mesi nelle aziende per avere quell’aggancio nel mondo del lavoro che finora è mancato. Inoltre, riguardo al Policlinico, abbiamo un’interlocuzione con la Regione per creare un nuovo ospedale moderno da 350/400 posti-letto con una rifunzionalizzazione delle vecchie strutture che dovrebbe diventare un campus a tutti gli effetti”.

“Non ultimo – ha aggiunto il rettore – per le politiche di genere si vedrà, a brevissimo, la genesi del primo bilancio di genere dell’Ateneo. Saranno svolte delle azioni che porteranno la donna ad avere una parità di ruolo in tutti i più importanti incarichi dell’Ateneo, anche tra gli studenti. Si farà anche una modifica statutaria che, finalmente, renderà il ruolo della donna assolutamente paritario a quello degli uomini”.

Midiri ha chiuso con un cenno al conflitto che sta riguardando l’Ucraina. Anche su questo fronte, l’Università di Palermo ha promesso di non far mancare il proprio impegno. “Stiamo affrontando gli scambi nell’ambito del programma europeo Erasmus Plus – ha concluso Midiri – e ci stiamo occupando della questione della guerra in Ucraina, avendo contatti con docenti e studenti ucraini per ospitarli”.

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