Le buche stradali sono una delle tante pieghe di Palermo e spesso recano danni fisici o materiali ai cittadini. La conseguenza sono le tante richieste di risarcimento che periodicamente vengono presentate all’Amministrazione comunale. Come nel caso di un uomo di 41 anni, K.S., che dovrà essere risarcito dal Comune dopo essere caduto per una buca.
La caduta col monopattino e la frattura del braccio
Era il 6 gennaio 2022, in via Amato nel quartiere Zisa alle ore 19 l’uomo cadeva col suo monopattino dopo essere finito in una buca. A soccorrerlo per prima è stato un commerciante, assieme ad un’altra persona: l’uomo rifiutò in un primo momento le cure del 118 facendosi accompagnare a casa.
Il 41enne successivamente decise di recarsi al pronto soccorso, dove da accertamenti emerse che aveva rimediato la ”frattura scomposta pluri-frammentaria dell’epifisi prossimale e del capitello radiale con interessamento interarticolare e piccolo frammento osseo in prossimità dell’apofisi coronoidea”. Fu sottoposto a intervento chirurgico di impianto di protesi di capitello radiale capsuloplastica con prognosi di 114 giorni.
La buca non segnalata e il testimone chiave
Il commerciante che soccorse per primo K.S. al giudice confermò che quando lui è intervenuto “il monopattino era davanti al buco e l’l’uomo era disteso a terra accanto. Mi ricordo che non vi era illuminazione pubblica sul posto al momento del sinistro ed erano le ore 19, nei pressi della buca non c’era alcun cartello di segnalazione. Dopo circa una settimana il buco è stato chiuso”.
Il Tribunale di Palermo ha condannato il Comune poiché in qualità di proprietario, custode e al tempo stesso manutentore delle vie pubbliche (via Amato, nello specifico) “ha omesso di provvedervi, anche eventualmente segnalando la condizione del manto stradale, ovvero delimitandola al transito al fine di scongiurare pericolo agli utenti in generale, o ancora ricoprendo il buco stesso , come poi effettuato dopo circa una settimana”.
Il risarcimento del Comune: i motivi della sentenza
L’Amministrazione comunale dovrà risarcire l’uomo, difeso dall’avvocato Annalisa Indorato, per una cifra pari a 24.057,5 euro riconoscendo però anche una parte di colpe al 41enne il quale abitando a pochi passi dal luogo dell’incidente “avrebbe dovuto utilizzare una maggiore accortezza, magari evitando proprio di transitare da quel tratto di strada”.
Assolta invece la Rap, chiamata in causa come possibile responsabile dell’intervento di riparazione della buca. Come ricordato dalla stessa Partecipata durante il processo, “da luglio 2020 non è più responsabile del servizio manutenzione ordinaria e straordinaria delle superfici viarie e pedonali del Comune di Palermo” ma ha solo un “servizio di monitoraggio della rete stradale cittadina e di pronto intervento per l’eliminazione di degradi di alta gravità, pertanto nessuna obbligazione è riconducibile in capo alla Rap in ordine ai sinistri verificatesi dopo detta data”.
La sentenza afferma che il Comune, quale proprietario e custode della strada, risponde dei danni provocati da una buca non segnalata, anche se il risarcimento può essere ridotto quando la condotta dell’utente abbia contribuito al verificarsi dell’incidente.
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