Volgere lo sguardo al futuro di Catania attraverso una pianificazione condivisa, capace di coordinare in una rete competenze, risorse e idee, superando i confini amministrativi della città per coinvolgere l’intera area metropolitana. È questo l’obiettivo del progetto “MenteLocale” promosso dal Comitato Dia.Metro – Diario Metropolitano Futuro Presente. Il focus è puntato sulla possibile costituzione dell’Urban Center di Catania, con la creazione di un Incubatore Urbano Metropolitano pensato come strumento operativo per trasformare le idee in progetti concreti di sviluppo.
Cos’è il futuro Urban Center di Catania
Il progetto nasce dalla necessità di affrontare le trasformazioni urbane considerando le diverse componenti del territorio, comprese le periferie e le problematiche ambientali che incidono sulla qualità della vita e sulla gestione delle città. L’obiettivo è promuovere un confronto stabile tra amministrazioni e cittadini, affinché le scelte pubbliche siano costruite sulla base delle esigenze reali della comunità e di una conoscenza approfondita del contesto socioeconomico.
Il fondatore D’Urso al QdS.it: “Vi racconto il progetto Urban Center Catania”
Ai microfoni del QdS.it, è intervenuto il fondatore del Comitato, l’Architetto Luca D’Urso, il quale c’ha illustrato le finalità del progetto e di quanto serve a Catania un luogo fisico ma anche innovativo per mettere a confronto istituzioni, professionisti e cittadini al fine di realizzare una città migliore ed al passo coi tempi: “Dia.Metro è un comitato fondato nel 2004, formato da ingegneri, architetti e professionisti. Il nostro obiettivo con “MenteLocale” è aumentare la trasparenza dei progetti legati alla trasformazione della città – spiega D’Urso -.Abbiamo richiesto la costituzione di un Urban Center qui in città, un hub che possa essere luogo fisico ed elettronico in cui tutte le componenti (Istituzioni, professionisti e cittadini) possano condividere e coordinare le proprie idee e progettualità per costruire insieme una Catania migliore”.
“A Catania non esiste un luogo di confronto: l’Urban Center risolverebbe il problema”
“A Catania al momento, non esiste un luogo di confronto: non vi è alcun contatto tra il Comune ad esempio e le piccole associazioni di cittadini – prosegue -. Invece, riteniamo che sia fondamentale il confronto in un luogo specifico che veda protagonista tutta la città. Già lo scorso 26 gennaio, ispirandoci ai grandi Urban Center di Torino e Bologna, abbiamo presentato la proposta di creare l’Urban Center in taglia catanese, denominato “MenteLocale”, per discutere tutti insieme delle problematiche inerenti al nostro territorio. Faccio l’esempio della situazione di Corso dei Martiri della Libertà, da anni abbandonata a sè stessa: nell’Urban Center ci si siederebbe a tavolino e, mettendo a confronto le varie idee, si arriverebbe a riqualificare la zona nel modo migliore possibile. Noi aspiriamo a creare un incubatore urbano metropolitano, vogliamo portare intelligenza, un coacervo di intelligenze, convogliare le energie che possano poi produrre qualcosa di importante. L’Urban Center non mira a coinvolgere soltanto la città metropolitana, ma anche tutti i Comuni ad essa limitrofi”.
“Presentata iniziativa proprio per mettere pressione al Comune sul P.U.G”
L’idea dell’Urban Center a Catania parte già, come accennato, dal primo mese dell’anno, anche se Palazzo degli Elefanti, dopo le ripetute aperture, non ha ancora dato l’ok definitivo: “Il 26 gennaio l’assessore Sangiorgio ha detto che vorrebbe creare l’Urban Center: il 26 ottobre, a distanza di 9 mesi, non c’è ancora ma loro dicono che vogliono farlo. Intanto è stato portato in giunta il preliminare del P.U.G (Piano Urbanistico Generale): abbiamo deciso di presentare ‘MenteLocale’ proprio nel giorno non in cui si portava in giunta il preliminare: quest perchè si sta chiudendo finestra per provare a intervenire e non possiamo permettercelo. Il nostro obiettivo è in ogni caso lavorare con l’amministrazione, fornendo loro competenze”.
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