Uva siciliana in Canada e Uruguay, scattano i controlli - QdS

Uva siciliana in Canada e Uruguay, scattano i controlli

Michele Giuliano

Uva siciliana in Canada e Uruguay, scattano i controlli

venerdì 03 Maggio 2019 - 00:05
Uva siciliana in Canada e Uruguay, scattano i controlli

Le aziende interessate ad esportare si sono dovute sottoporre agli esami del servizio fitosanitario regionale
Monitoraggi su una serie di parassiti a garanzia della qualità e della non contaminazione. Ogni prodotto dovrà essere accompagnato da una scheda di tracciabilità, compilata in un apposito formato fornito dall’amministrazione, e i codici (Apf e Apu) dovranno essere riportati su ogni collo della spedizione

PALERMO – L’export dei prodotti agroalimentari è tra i più delicati, e la gestione di tale tipologia merceologica richiede una particolare attenzione, necessaria perché possa ottemperare alle richieste degli stati verso il quale si vuole esportare il prodotto.

Per permettere la distribuzione della merce in base alle caratteristiche imprescindibili sulle quali ci si è accordati a monte con le autorità estere, come ogni anno, la Regione Siciliana ha richiesto ai produttori di manifestare la propria volontà di esportare i propri prodotti all’estero, in questo caso, è il turno dell’uva da tavola, diretta ai mercati del Canada e dell’Uruguay.

Da qualche giorno si è completato l’iter burocratico per potere accedere alla procedura di controllo, dopo l’invio degli stessi produttori della richiesta di adesione al Servizio Fitosanitario Regionale.

Il sistema di controllo approvato dal Canada, nello specifico, prevede che le aziende di lavorazione aderenti al programma e i relativi campi di produzione siano registrati dal Sfr che trasmetterà i dati identificativi al Servizio Fitosanitario Centrale, presso il ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo, che li metterà a disposizione delle autorità canadesi.

Ogni prodotto dovrà essere accompagnato da una scheda di tracciabilità, compilata in un apposito formato fornito dall’amministrazione, e i codici (Apf e Apu) dovranno essere riportati su ogni collo della spedizione. Inoltre, il protocollo prevede che gli interventi di difesa vengano effettuati secondo quanto previsto dal disciplinare regionale di produzione integrata.

Le aziende esportatrici, sotto la sorveglianza del Servizio Fitosanitario Regionale, e con il proprio personale tecnico, sono state chiamate a condurre i necessari controlli fitosanitari nelle unità di produzione il cui prodotto è destinato all’esportazione. Controlli che hanno avuto lo scopo di verificare la presenza dei parassiti compresi nella lista degli organismi da quarantena del Canada. In particolare, la Lobesia botrana, nonchè l’ Otiorhynchus corruptor e O.liguristici, sono stati monitorati in campo secondo le modalità (trappole) e i tempi previsti nelle “Scheda monitoraggio L.botrana” e “Scheda monitoraggio Otiorhynchus corruptor-O. ligustrici”, indicata nella pagina web.

Tali verifiche si sono svolte sotto la responsabilità del tecnico fitosanitario, che ha formato anche il personale addetto alla raccolta e la lavorazione. Quest’ultima è stata eseguita esclusivamente in magazzino, come prevede il sistema di controllo approvato dalle Autorità canadesi.

Anche per quanto riguarda le esportazioni in Uruguay, le aziende esportatrici, sotto la sorveglianza del Servizio Fitosanitario Regionale e con il proprio personale tecnico, hanno dovuto condurre i necessari controlli fitosanitari nelle unità di produzione il cui prodotto è destinato all’esportazione, avviandoli secondo i protocolli concordati con le autorità dello stato estero.

I controlli hanno avuto lo scopo di verificare la presenza della Lobesia botrana (tignoletta della vite) seguendo i trattamenti previsti e contenuti nelle “Indicazioni alle aziende per l’esportazione di uva da tavola in Uruguay”, pubblicato sulla pagina web del Servizio Fitosanitario.

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